Il nome Honda Insight torna sulla scena, ma questa volta non porta con sé un motore ibrido: il celebre badge, storicamente legato alla prima vettura ibrida prodotta in serie da Honda, viene ora applicato a un’elettrica pura costruita in Cina e destinata al mercato giapponese. Si tratta dell’e:NS2, un’auto basata sulla piattaforma e:N Architecture F, equipaggiata con una batteria da 68,8 kWh firmata CATL e un motore anteriore da 201 CV. Honda ha confermato che le prenotazioni apriranno il 19 marzo, con un obiettivo di vendita di sole 3.000 unità all’anno in Giappone — un lancio misurato, in un mercato dove i veicoli elettrici faticano ancora ad affermarsi.
Punti Chiave
- Honda esporterà in Giappone per la prima volta un’elettrica prodotta in Cina, la e:NS2, che verrà commercializzata con il nome storico Insight.
- L’auto monta una batteria da 68,8 kWh di CATL e un motore anteriore da 201 CV, con un’autonomia di 311 miglia (circa 500 km) nel ciclo di test WLTC giapponese.
- Honda prevede di vendere solo 3.000 unità l’anno nel mercato locale, con prenotazioni aperte a partire dal 19 marzo.
- In Giappone i veicoli elettrici rappresentano meno del 2% delle nuove auto vendute, rendendo il lancio una scommessa commerciale tutt’altro che scontata.
- Secondo Nikkei Asia, altri modelli della famiglia cinese e:N potrebbero essere adattati alle specifiche giapponesi in futuro.

Il badge Insight rivive su una piattaforma e:N Architecture F
La scelta di recuperare il nome Insight non è casuale: si tratta di uno dei marchi più iconici della storia recente di Honda, originariamente utilizzato per la prima vettura ibrida prodotta in serie dal costruttore giapponese. Questa nuova incarnazione, però, rompe completamente con il passato tecnologico: niente più propulsore termico abbinato a un’unità elettrica, ma un powertrain esclusivamente a zero emissioni. Il modello si basa sulla piattaforma e:N Architecture F, sviluppata da Honda in collaborazione con i partner cinesi, e utilizza un pacco batteria da 68,8 kWh fornito da CATL, uno dei produttori di batterie più grandi al mondo.

Il motore elettrico anteriore eroga 201 CV, una potenza nella media per il segmento dei crossover e delle berline rialzate elettriche. Sotto il ciclo di omologazione cinese CLTC — noto per produrre valori di autonomia generosi rispetto agli standard internazionali — la e:NS2 dichiara un’autonomia di 339 miglia, ovvero 545 km. Nel più rigoroso ciclo WLTC adottato in Giappone, il dato si attesta su 311 miglia, un valore comunque competitivo che posiziona la vettura tra le opzioni più capaci del segmento in termini di percorrenza con una singola carica.
Design da liftback rialzata: perché la e:NS2 e non la e:NP2

In origine, le prime indiscrezioni indicavano che il modello destinato al mercato giapponese sarebbe stato la e:NP2, un crossover svelato nella sua forma definitiva due anni fa e paragonabile per dimensioni alla Tesla Model Y. Honda ha successivamente cambiato rotta, optando per la e:NS2, che presenta una silhouette differente: più bassa rispetto alla e:NP2 e caratterizzata da una forma che ricorda più una berlina liftback a carrozzeria rialzata che un tradizionale SUV. Una scelta stilistica che potrebbe risultare più adatta al gusto giapponese, tradizionalmente orientato verso forme più compatte e raffinate rispetto ai grandi crossover dominanti in altri mercati.
Entrambi i modelli fanno parte della famiglia e:N sviluppata in collaborazione con GAC, ed è importante sottolineare che sono distinti dalla serie Ye, l’altra gamma di elettrici che Honda commercializza in Cina. Secondo quanto riportato da Nikkei Asia, diversi veicoli della lineup e:N potrebbero in futuro essere adattati per soddisfare le normative e i requisiti tecnici del mercato giapponese, anche se per ora Honda ha ufficialmente confermato solo il modello Insight-badged.

Dotazione completa: Bose, pelle, specchietto digitale e modalità Sport con suono sintetico
Al di là delle specifiche tecniche relative al powertrain, la versione giapponese dell’Insight si presenta con una dotazione di serie particolarmente ricca. All’esterno spiccano i fari anteriori a LED con il badge Honda illuminato e i fanali posteriori anch’essi a LED, un dettaglio che conferisce alla vettura un’identità visiva distintiva. Le maniglie delle porte sono a filo carrozzeria, una soluzione ormai comune nel segmento premium delle elettriche, e le ruote di serie misurano 18 pollici.

Honda ha confermato quattro modalità di guida selezionabili: Sport, Normal, Econ e Snow. In modalità Sport è prevista anche l’attivazione di effetti sonori sintetici, una tendenza diffusa tra i costruttori di veicoli elettrici per restituire all’utente una qualche forma di feedback acustico durante la guida. Il sistema è completato dall’Honda Agile Handling Assist, tecnologia sviluppata dal marchio giapponese per ottimizzare la distribuzione della coppia e migliorare la stabilità in curva.
L’abitacolo rivela una doppia anima: da un lato alcuni elementi tipici dei modelli Honda venduti nei mercati occidentali, come i comandi sul volante che risulteranno familiari agli acquirenti del brand; dall’altro, una serie di caratteristiche più tipiche dei veicoli sviluppati per il mercato cinese. Il cruscotto è dominato da un grande display centrale per l’infotainment, affiancato da un tetto apribile e da un’illuminazione ambientale configurabile. Tra gli altri elementi degni di nota figurano i sedili in vera pelle, un sistema audio Bose a 12 altoparlanti e uno specchietto retrovisore digitale con dashcam integrata.

Il mercato EV giapponese: meno del 2% e una sfida tutta in salita
Il lancio della nuova Insight avviene in un contesto di mercato tutt’altro che favorevole per i veicoli elettrici in Giappone. Le vendite di EV nel paese del Sol Levante sono rimaste deboli negli ultimi anni, nonostante la crescita continua dell’adozione globale. I veicoli completamente elettrici rappresentano meno del 2% delle nuove auto vendute in Giappone, e la fetta più consistente di questo già piccolo mercato è occupata da minicar elettriche compatte come la Honda N-One e: e la N-Van e:. In questo scenario, Honda ha scelto un approccio prudente: nessuna ambizione di volumi elevati, ma un test di mercato con sole 3.000 unità annue, un numero che non rischia di saturare le concessionarie ma che consente al marchio di raccogliere dati preziosi sull’accoglienza dei consumatori giapponesi verso un prodotto sviluppato in Cina.
La mossa si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione della strategia cinese di Honda. I veicoli elettrici co-sviluppati con Dongfeng in Cina non hanno ottenuto il successo commerciale sperato nel mercato locale, e l’esportazione verso il Giappone rappresenta un tentativo di valorizzare gli investimenti già effettuati trovando nuovi sbocchi per questi modelli. Quanto ai prezzi, Honda non ha ancora comunicato le quotazioni per la versione giapponese della Insight, lasciando aperto uno degli interrogativi più importanti per valutare le reali prospettive di vendita del modello.
Con le prenotazioni ufficialmente aperte dal 19 marzo, i prossimi mesi saranno determinanti per capire se il mercato giapponese saprà accogliere questa nuova Insight elettrica di origine cinese. Il limite di 3.000 unità annue indica che Honda non sta puntando su volumi di massa, ma l’operazione apre comunque uno scenario inedito: per la prima volta, un’auto elettrica costruita in Cina porta un badge Honda sulle strade giapponesi.







