La Sei Ore di San Paolo regala alla Ferrari il primo podio nella classe Hypercar in Brasile: la 499P numero 51 di Pier Guidi, Calado e Giovinazzi taglia il traguardo in seconda posizione a Interlagos, in una gara definita dagli stessi protagonisti «quasi alla perfezione». Quinta la numero 83 di AF Corse, settima la gemella numero 50, penalizzata da un drive-through e da un incidente nell’ultimo stint. Un risultato a sorpresa su uno dei circuiti storicamente più ostici per la Rossa.
Punti Chiave
- La Ferrari 499P #51 conquista il secondo posto alla 6 Ore di San Paolo: primo podio Hypercar del Cavallino Rampante in Brasile.
- La 499P #50 di Molina e Nielsen chiude settima dopo un drive-through e un incidente nell’ultimo stint che ha compromesso la rimonta.
- La 499P #83 di AF Corse termina quinta, penalizzata da un danno al musetto subito in una toccata durante la gara.
- Strategia e affidabilità indicate dal team come fattori decisivi per il podio su una pista storicamente difficile per la 499P.
- Il prossimo appuntamento del WEC è ad Austin, al COTA, a settembre.
Pier Guidi, Calado e Giovinazzi: «Un podio difficilmente pronosticabile»
Sono le voci dei tre piloti della 499P #51 a raccontare meglio di ogni statistica l’entità della sorpresa. Alessandro Pier Guidi non nasconde lo stupore: «Penso che il secondo posto alla vigilia di questa 6 Ore sarebbe stato difficilmente pronosticabile. Eravamo più competitivi rispetto alle scorse stagioni, ma non mi sarei aspettato di arrivare così in alto. Abbiamo fatto il meglio che potessimo, anche a livello di strategia la squadra è stata perfetta. Qui è essenziale avere pista libera ed esserci messi in una posizione in cui potevamo esprimere il nostro passo migliore è stata la chiave per salire sul podio. È stato un ottimo lavoro di team. Lasciamo il Brasile fiduciosi, perché era una delle piste dove non ci attendevamo di ottenere molti punti.»
James Calado raccoglie il filo dell’entusiasmo e guarda già al futuro: «Abbiamo ottenuto un grande risultato. Non ci saremmo mai aspettati di salire sul podio questo weekend ed esserci riusciti, con una gara eseguita quasi alla perfezione, è qualcosa di cui essere fieri. È un bel risultato anche in termini di classifica per il Campionato del Mondo. Ora ci attende Austin, dove sappiamo di poter essere competitivi, perciò dovremo massimizzare il risultato e continuare a fare del nostro meglio perché abbiamo visto che questa filosofia premia: nessuno, del resto, si sarebbe aspettato di vedere una Ferrari seconda qui in Brasile, quindi dobbiamo continuare a lottare.»
Antonio Giovinazzi sottolinea il valore simbolico del traguardo su una pista da sempre difficile per il team: «La 6 Ore di San Paolo è stata molto positiva e con la nostra 499P numero 51 siamo riusciti a conquistare un grande secondo posto. Un risultato che, oltre a essere molto positivo per la classifica, ci dà morale nell’affrontare la seconda parte della stagione. Essere saliti sul podio su una pista come Interlagos, dove abbiamo sempre faticato nei due anni precedenti, è qualcosa di straordinario: ringrazio la squadra per averlo reso possibile.»
La rimonta mancata della 499P #50: «Le giornate complicate capitano»
Altra storia, amara, quella della 499P #50. Miguel Molina non si nasconde e ammette l’errore che ha cambiato il volto della sua gara: «Abbiamo avuto la possibilità di fare molto bene qui a San Paolo iniziando la gara al meglio, poi ho commesso un errore che ci ha costretti a una grande rimonta. Peccato per questo che ha compromesso la corsa. Ora guardiamo avanti e al prossimo round al COTA, a settembre, con l’obiettivo di tornare a lottare per un ottimo risultato.»
Sulla stessa lunghezza d’onda il compagno di equipaggio Nicklas Nielsen, che riconosce però i progressi tecnici rispetto all’anno scorso: «Una gara abbastanza difficile per noi, il lato positivo è stato il grande progresso che abbiamo riscontrato sulla vettura rispetto all’anno scorso. Il risultato non è stato quello sperato, purtroppo le giornate complicate capitano, ma ora ci concentriamo sulla prossima gara dove puntiamo a riscattarci.»
Coletta e Cannizzo: «Strategia rischiosa ma sempre calcolata»
Dal muretto dei box arrivano le analisi di chi ha orchestrato la tattica di gara. Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti, bilancia soddisfazione e rammarico: «Siamo molto contenti del risultato ottenuto in una delle piste che sicuramente non sono tra le più favorevoli per la 499P. La squadra ha fatto un lavoro incredibile con ottime strategie, senza le quali non saremmo riusciti ad arrivare secondi, e a lottare per posizioni di alta classifica. Rimane un po’ di amarezza per il Drive Through della 50 e l’incidente che c’è stato nell’ultimo stint che ha privato la vettura di un possibile podio. Bene anche la 83 che è stata protagonista a inizio gara, poi ha danneggiato il muso in una toccata e ha dovuto finire la gara così e questo è stato certamente uno svantaggio. Torniamo a casa motivati e già concentrati al prossimo appuntamento di Austin con fiducia.»
Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars, entra nel dettaglio del lavoro tecnico svolto tra una gara e l’altra: «Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra: lo sforzo compiuto nell’analizzare al meglio la gara dello scorso anno, capendo come migliorare le nostre vetture su un circuito che è sempre uno dei più difficili per noi, ha ripagato tutti. L’affidabilità della 499P è stata impeccabile così come il setup, la gestione dell’energia, e l’esecuzione nelle varie fasi della gara. Siamo riusciti a portare nelle posizioni di vertice le nostre vetture che partivano arretrate in griglia sfruttando le prestazioni della 499P e la strategia, anche abbastanza rischiosa, ma sempre calcolata per arrivare a lottare per il podio. Anche i piloti hanno fatto molto bene e dobbiamo essere davvero contenti di tutti questi aspetti.»
Occhi puntati su Austin: il COTA come banco di prova
Il risultato di Interlagos non è solo un traguardo sportivo: ha un peso concreto in chiave Campionato del Mondo Endurance. La Ferrari 499P ha dimostrato di saper essere competitiva anche su piste storicamente avverse, grazie a un mix di velocità, affidabilità e strategie audaci. Cannizzo ha sottolineato come la gestione dell’energia e il setup siano stati decisivi per rimontare dall’arretramento in griglia, un segnale di maturità tecnica del programma Hypercar del Cavallino.
Ora il calendario WEC porta tutta la carovana al Circuit of the Americas di Austin, dove Ferrari punta a confermare il feeling trovato nelle ultime settimane. Calado ha già avvisato: «Sappiamo di poter essere competitivi» al COTA. Per la #50 di Molina e Nielsen sarà l’occasione per il riscatto dopo la delusione brasiliana, mentre la #51 vorrà capitalizzare la fiducia ritrovata. La seconda parte della stagione si preannuncia decisiva.





