È il momento più atteso nella storia recente di Maranello: Ferrari Luce, la prima vettura completamente elettrica del Cavallino Rampante, comincia a svelare i propri segreti. Dopo la presentazione tecnica, è ora il turno degli interni, curati dal collettivo LoveFrom fondato da Sir Jonathan Ive e Marc Newson — due tra i product designer più influenti degli ultimi cinquant’anni. L’evento si è tenuto a San Francisco, al 36° piano del Transamerica Pyramid, cornice simbolica per un progetto che guarda lontano.
Punti Chiave
- Ferrari Luce è la prima vettura completamente elettrica prodotta dalla Casa di Maranello.
- Il powertrain è composto da quattro motori elettrici (due per assale) per una potenza totale superiore a 1000 CV.
- La batteria da 122 kWh raggiunge una densità energetica di 195 Wh/kg, la più alta mai vista in un EV di serie.
- Gli interni e gli esterni sono stati affidati al collettivo LoveFrom, cofondato da Jony Ive, ex Chief Design Officer di Apple, e Marc Newson.
- La presentazione degli esterni è attesa per maggio, come terzo e ultimo atto del percorso di lancio in tre fasi.
Quattro motori, 1000 CV e la batteria più densa mai vista in serie
Dal punto di vista tecnico, Ferrari Luce è un’opera d’ingegneria che sfida i limiti del possibile. Il sistema di propulsione si affida a quattro motori elettrici — due per assale — capaci di erogare complessivamente oltre 1000 CV. Un numero che, nel panorama degli EV di produzione, pone la Luce in una categoria tutta sua. L’energia è fornita da una batteria da 122 kWh le cui celle sono progettate e assemblate internamente, una scelta che sottolinea la volontà di Ferrari di controllare ogni aspetto della catena produttiva.
Il dato che colpisce di più, però, è la densità energetica: 195 Wh/kg, la più elevata mai raggiunta da un veicolo elettrico prodotto in serie. Non si tratta di un primato marginale: una maggiore densità energetica significa più autonomia e meno peso, due fattori cruciali per un’auto sportiva di alto livello. Gli ingegneri del Cavallino Rampante hanno spinto oltre ogni precedente, dimostrando che l’approccio Ferrari all’elettrico non è quello di adottare soluzioni di mercato, ma di ridefinirle dall’interno.
Jony Ive e Marc Newson: quando il design dell’iPhone incontra il Cavallino
La vera sorpresa di Ferrari Luce non è solo sotto il cofano. La decisione di affidare gli esterni e gli interni al collettivo LoveFrom rappresenta una scelta radicale e visionaria, voluta direttamente dai vertici aziendali. Il Presidente Esecutivo John Elkann, che conosce Ive e Newson da molti anni, era convinto da tempo che questa partnership attendesse soltanto il progetto giusto per realizzarsi.
Jony Ive è noto soprattutto per il suo ruolo di Chief Design Officer in Apple, dove — insieme a Steve Jobs — ha ridefinito l’estetica e la funzionalità di computer e smartphone, innescando una rivoluzione nell’elettronica di consumo. Meno noto è il fatto che Ive sia un appassionato collezionista d’auto e non tema di avvicinarsi ai meccanismi delle vetture classiche. Marc Newson condivide questa attitudine. Il loro collettivo LoveFrom è noto per un approccio estremamente selettivo nella scelta dei collaboratori, e la partnership con Ferrari rappresenta un caso unico nel panorama del design industriale contemporaneo. Il lavoro sui materiali e sull’interfaccia è durato cinque anni, a conferma della profondità dell’impegno.
Un abitacolo senza schermi: l’analogico al centro dell’esperienza
Uno degli aspetti più sorprendenti della Ferrari Luce — e forse il più provocatorio nel panorama odierno degli EV — è la filosofia dell’abitacolo. Mentre la maggior parte dei veicoli elettrici di nuova generazione punta su grandi display touch e interfacce digitali immersive, la Luce sceglie una strada opposta. «L’obiettivo era sviluppare un’interfaccia che fosse fisica e gratificante», spiega Ive, «prendendo i punti di forza di un display analogico e unendoli a quelli di uno schermo digitale».
Il volante richiama i Momo Ferrari degli anni ’50, con tolleranze millimetriche nel piantone e un quadro strumenti che si muove in tandem con il volante stesso. L’alluminio riciclato anodizzato è il materiale dominante, lavorato con tecnologie di fresatura CNC a 3 o 5 assi che trasformano la precisione tattile in protagonista. Come sottolinea Ive: «Tutto si fonda sulla funzionalità. Non è una questione di stile o semplice abbellimento, poiché simili distrazioni non resistono alla prova del tempo». Tutti i comandi sono fisici e meccanici, in una scelta che il CEO Benedetto Vigna definisce essenziale: «Se si vuole scardinare l’idea che l’elettrico coincide con un’esperienza tutta digitale, satura di schermi, bisogna lavorare con chi ha esperienza».
Il Chief Design Officer di Ferrari, Flavio Manzoni, paragona questa collaborazione all’epoca d’oro del design automobilistico italiano tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, quando la creatività non conosceva barriere. LoveFrom ha lavorato in autonomia per circa sei mesi prima di presentare una proposta «profondamente olistica», che abbraccia esterni, interni e interfaccia utente in un’unica visione coerente, con l’essere umano al centro.
«Innovabilità»: Ferrari tra lusso, sostenibilità e prossima generazione
La Ferrari Luce non è soltanto una vettura tecnicamente straordinaria: è anche una dichiarazione d’intenti strategica. Vigna introduce un concetto-chiave: «La combinazione tra innovazione e sostenibilità, che io amo definire ‘innovabilità’, è semplicemente fondamentale». Per il CEO, produrre un’auto elettrica è una necessità per chi vuole restare un marchio leader nel segmento luxury: «Dobbiamo pensare alla prossima generazione e agire, anziché limitarci alle parole».
Elkann spinge ancora più in là la visione: «Quella che abbiamo creato insieme a LoveFrom è molto più di una Ferrari elettrica. Ciò che siamo riusciti a ottenere è estremamente difficile non solo da concepire, ma anche da realizzare. Vi convivono elementi senza tempo, destinati a sfidare le epoche». Una risposta implicita a chi teme che una Ferrari elettrica tradisca il DNA del fondatore Enzo Ferrari — al contrario, sostiene Elkann, la Luce onora il suo incessante impegno verso l’innovazione e il progresso.
Il lancio della Ferrari Luce si articola in tre fasi: la presentazione tecnica, quella degli interni appena svelata a San Francisco, e infine la grande révélation degli esterni prevista per maggio. Sarà quel momento il vero atto di apoteosi per tutte le parti coinvolte, e l’inizio ufficiale di una nuova era per il Cavallino Rampante. Il conto alla rovescia è già iniziato.






