Ferrari Hypersail: la Virtual Room che rivoluziona la vela

Ferrari applica la sua Virtual Room e un simulatore con realtà aumentata allo sviluppo di Hypersail, testando fluidodinamica, struttura ed ergonomia della barca prima ancora di costruirla fisicamente.

Ferrari Hypersail porta la tecnologia delle supercar in mare aperto. Il team di Maranello ha adattato la propria esclusiva Virtual Room — finora riservata allo sviluppo delle vetture da strada e da competizione — per progettare e testare l’imbarcazione a vela del futuro, affrontando una sfida ingegneristica inedita: come si testa qualcosa che non esiste ancora? La risposta di Ferrari è una copia digitale completa della barca, che vive solo su computer e permette di simularne ogni aspetto prima che il primo bullone venga avvitato.

Punti Chiave

  • Ferrari trasferisce al progetto Hypersail lo stesso processo di sviluppo digitale usato per le sue automobili, inclusa la Virtual Room interna all’azienda di Maranello.
  • La Virtual Room permette simulazioni di fluidodinamica, strutturali ed ergonomiche sull’imbarcazione ancora prima della sua costruzione fisica.
  • All’interno della Galleria del Vento Ferrari è stato realizzato un simulatore specifico per Hypersail che utilizza tecnologie di derivazione aerospaziale e occhiali a realtà aumentata.
  • Il simulatore è in grado di riprodurre fino a tre onde sovrapposte e condizioni di vento impegnative, generando dati equivalenti a quelli di una barca reale in mare.
  • Il Team Principal di Hypersail è Giovanni Soldini, e il progetto è guidato da Marco Ribigini come Team Leader.

La Virtual Room: dall’automotive alla vela d’altura

L’approccio scelto da Ferrari per sviluppare Hypersail è, per usare le parole del Team Leader Marco Ribigini, una replica fedele del processo già collaudato nel mondo delle quattro ruote. «In generale, quello che abbiamo fatto noi di Ferrari consiste nel replicare fedelmente il processo di sviluppo utilizzato per le automobili», spiega Ribigini. «Utilizziamo ambienti di simulazione differenziati, a seconda del tipo di analisi che desideriamo effettuare: simulazioni di fluidodinamica, simulazioni strutturali o simulazioni ergonomiche».

La Virtual Room è un ambiente digitale immersivo situato all’interno della sede Ferrari a Maranello. Al suo interno viene riprodotta integralmente ogni sezione dell’imbarcazione: non si tratta di semplici rendering o modelli CAD bidimensionali, ma di un gemello digitale completo che consente al team di “entrare” virtualmente nella barca e valutarne caratteristiche che sarebbero altrimenti impossibili da quantificare in fase progettuale. «Immergendoci in questo spazio siamo in grado di capire il livello di ergonomia, la qualità dell’interazione e tutta una serie di aspetti importanti che sarebbe altrimenti difficile identificare in anticipo», aggiunge Ribigini. Un vantaggio competitivo enorme: individuare criticità ergonomiche o strutturali sul modello digitale significa risparmiare tempo e risorse preziose nel processo di costruzione fisica.

Il simulatore nella Galleria del Vento: tecnologia aerospaziale per il mare

La Virtual Room non è l’unico strumento ad alta tecnologia messo in campo da Maranello. Per supportare ulteriormente lo sviluppo dell’imbarcazione, all’interno della Galleria del Vento Ferrari è stato allestito un simulatore dedicato esclusivamente al progetto Hypersail. Qui tecnologie di derivazione aerospaziale vengono impiegate per riprodurre il comportamento della barca in condizioni operative reali, con un livello di dettaglio che va ben oltre la semplice modellazione informatica.

Gli ingegneri indossano occhiali a realtà aumentata che ricreano l’ambiente oceanico in modo convincente. Il sistema è in grado di simulare l’intero impianto elettrico, il sistema idraulico completo, tutti i movimenti e le forze che agiscono sull’imbarcazione, oltre alle condizioni ambientali più variabili. «Siamo in grado di simulare fino a tre onde sovrapposte, creando condizioni marine — nonché del vento — sufficientemente impegnative e sfidanti che forniscono dati equivalenti a quelli che otterremmo da una barca reale», sottolinea Francesco Pretagostini dell’Hypersail Tech Team. Un risultato straordinario: la virtualizzazione del mare permette di raccogliere dati affidabili senza mettere in acqua una singola chiglia.

Addestramento dell’equipaggio e sviluppo continuo delle migliorie

Il simulatore non serve soltanto agli ingegneri. Come chiarisce Pretagostini, il suo ruolo è duplice e fondamentale lungo tutto l’arco del progetto: «Il simulatore è stato — e continua ad essere — uno strumento fondamentale nello sviluppo del progetto Hypersail, prima di tutto per quanto riguarda l’addestramento dell’equipaggio, ma anche per testare le migliorie che progettiamo di introdurre sulla barca».

Il flusso di lavoro è preciso e metodico: ogni modifica o miglioramento tecnico viene prima valutato nell’ambiente di simulazione, e soltanto dopo aver ottenuto conferma dei risultati virtuali viene trasferito all’imbarcazione reale. Questo approccio riduce drasticamente il margine di errore e accelera il ciclo di sviluppo, garantendo che ogni intervento sull’imbarcazione fisica sia già stato validato in centinaia di scenari digitali. Una metodologia mutuata direttamente dalla Formula 1 e dal motorsport di vertice, dove il simulatore è da anni parte integrante della catena di sviluppo delle vetture.

Giovanni Soldini e la visione del progetto: «la vela del futuro»

Dietro la complessità tecnologica c’è una visione precisa, sintetizzata con chiarezza da Ribigini: «Tutto quello che stiamo facendo consiste nel mettere insieme le conoscenze che abbiamo acquisito nel mondo automotive, e più specificamente nella simulazione, e applicarle a questo nuovo progetto». Una frase che racchiude l’essenza di Ferrari Hypersail: il trasferimento di decenni di know-how ingegneristico da un dominio — l’automobile ad alte prestazioni — a uno completamente diverso, la vela d’altura.

Al timone del progetto c’è il Team Principal Giovanni Soldini, figura di riferimento della vela offshore internazionale. La sinergia tra la competenza marinara di Soldini e le risorse tecnologiche di Ferrari rappresenta il cuore di un’iniziativa che punta a ridefinire i confini della navigazione a vela. Progettisti, ingegneri, membri del team ed equipaggio possono già oggi immergersi — letteralmente, grazie alla Virtual Room — in quella che sarà la vela del futuro.

Ci vorrà ancora del tempo prima che Hypersail inizi a volare sulle onde, ma quel momento, come sottolineano dal team, è sempre più vicino. Le fondamenta digitali gettate in questi mesi nella Virtual Room e nel simulatore della Galleria del Vento rappresentano un patrimonio di dati e conoscenze che accompagnerà il progetto fino al suo debutto in acqua — e probabilmente ben oltre.