Ferrari Hypersail: Giallo Fly e Grigio Hypersail per la barca da record

Ferrari svela la livrea di Hypersail, il prototipo da regata oceanica: Giallo Fly storico sulla tuga e Grigio Hypersail personalizzato sulla coperta, con richiami espliciti alla 512 BB, Monza SP1 e 499P.

Ferrari ha svelato la livrea ufficiale di Hypersail, il prototipo da regata oceanica sviluppato dalla Casa di Maranello in collaborazione con il team di design di Guillaume Verdier. I colori scelti sono due: il Giallo Fly, storica tonalità del marchio, e il Grigio Hypersail, una tinta personalizzata appositamente sviluppata per questa imbarcazione rivoluzionaria. Un’identità visiva che unisce tradizione Ferrari, funzionalità tecnica e un’estetica capace di evocare immediatamente le vetture di Maranello, adattandola però a un ambiente radicalmente diverso: l’oceano.

Punti Chiave

  • La livrea di Ferrari Hypersail combina il Giallo Fly — storico colore del marchio apparso per la prima volta sulla 275 GTB nel 1966 — e un Grigio Hypersail esclusivo sviluppato per questo progetto.
  • Il design è firmato dal team guidato dal Chief Design Officer Flavio Manzoni, con la collaborazione di Silvia Cavallaro (Head of Color and Trim), Carlo Palazzani, Giuseppe Bagnardi e Marco G. Ribigini.
  • I riferimenti estetici alle vetture Ferrari sono espliciti: la Ferrari 512 BB per il bicolore, la Monza SP1 per le linee monolitiche, la 499P per la tuga e LaFerrari per il motivo della presa d’aria.
  • La coperta opaca con finitura anti-skid e la tuga lucida in Giallo Fly non sono solo scelte estetiche: il colore più chiaro nella zona dell’equipaggio contribuisce alla gestione delle temperature a bordo.
  • Il Cavallino Rampante è collocato a poppa, la randa in fibra di carbonio realizzata da North Sails porta il lettering Ferrari con doppia linea orizzontale in Giallo Fly.

Il Giallo Fly: dall’eredità della 275 GTB all’oceano

La scelta del Giallo Fly non è casuale. Si tratta di una delle tonalità più iconiche e amate della storia Ferrari, comparsa per la prima volta sulla Ferrari 275 GTB presentata al Salone dell’automobile di Parigi nel 1966. Quella vettura fu la prima Ferrari a non essere presentata in rosso, e la sfumatura gialla era stata suggerita da Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso, in omaggio al colore del casco del marito. Un dettaglio storico che aggiunge profondità emotiva a una scelta cromatica già ricca di significato.

«Il giallo è l’altro colore che sicuramente contraddistingue Ferrari», spiega Silvia Cavallaro, Head of Color and Trim. «Il rosso ci identifica, ovviamente, ma la seconda anima di Ferrari è il giallo, il colore che il nostro fondatore ha scelto per il logo. Essendo così rappresentativo per il marchio, è stata la scelta naturale per Hypersail. Abbiamo scelto il Giallo Fly, una sfumatura storica, molto amata dai nostri Clienti. Non solo è bellissimo, ma soprattutto ha un nome che si sposa perfettamente con l’idea del volo». Su Hypersail, questa tonalità storica è stata applicata alla tuga — la struttura sovrastante il pozzetto — rifinita in modo lucido, così come lo scafo in carbonio, mentre i foil che consentono all’imbarcazione di sollevarsi completamente fuori dall’acqua sono anch’essi rifiniti in giallo.

Grigio Hypersail: funzione e carbonio a vista

A fare da contrappunto al Giallo Fly è il Grigio Hypersail, una tonalità grigio scuro creata su misura per questa imbarcazione e applicata alla coperta. La scelta non è puramente estetica: come spiega il Chief Design Officer Flavio Manzoni, «a contrasto, il grigio scuro crea il link rispetto all’uso massiccio di carbonio, materiale in cui è interamente costruita la barca». Hypersail è infatti realizzata interamente in fibra di carbonio, e il grigio intenso della coperta riflette e richiama visivamente quel materiale strutturale.

Anche la scelta funzionale è ben precisa: un colore più chiaro nella zona sopra gli spazi dell’equipaggio contribuisce alla gestione delle temperature a bordo, in quello che è un ambiente volutamente spartano e privo di climatizzazione. La coperta è opaca, con una finitura anti-skid per garantire sicurezza ai marinai in navigazione, mentre la tuga in Giallo Fly e lo scafo sono lucidi. Il logo Hypersail appare in negativo sul fianco dello scafo, lasciando intravedere il carbonio sottostante — un dettaglio che valorizza il materiale costruttivo come elemento estetico. Le altre appendici, l’albero e il sartiame fisso sono in fibra di carbonio a vista.

Dalla 512 BB alla Monza SP1: i riferimenti al DNA Ferrari

Il team di design — composto da Cavallaro, Carlo Palazzani (Head of Pilot Design Projects), il designer Giuseppe Bagnardi e il team leader di progetto Marco G. Ribigini, tutti coordinati da Manzoni — ha lavorato per rendere Hypersail immediatamente riconoscibile come un prodotto Ferrari, pur operando in un contesto completamente nuovo. I riferimenti alle vetture stradali del Cavallino sono numerosi e deliberati.

«Il progetto di Guillaume era già estremamente essenziale, con linee molto slanciate – quasi oniriche», racconta Palazzani. «Abbiamo notato immediatamente le analogie con il design Ferrari. Uno dei riferimenti era la Monza SP1, con la sua forma monolitica. Un altro riferimento era la 512 BB del 1976, con la quale Ferrari ha sperimentato per la prima volta una livrea bicolore perfettamente integrata nelle linee della vettura. Quel contrasto tra le superfici conferisce leggerezza e modernità». L’idea originale prevedeva una coperta interamente nera, ma ha dovuto essere abbandonata per ragioni tecniche: l’integrazione dei pannelli solari, di colore nero, avrebbe reso impossibile una distinzione cromatica netta. La soluzione adottata ha mantenuto la logica bicolore ispirata alla 512 BB, adattandola alle esigenze reali dell’imbarcazione.

Altri rimandi stilistici includono la linea della tuga, che riprende quella della 499P, e il motivo della presa d’aria — presente anch’esso sulla tuga — che trae ispirazione da LaFerrari, coniugando necessità funzionale ed espressione grafica. Manzoni cita anche influenze dal mondo del lifestyle Ferrari: «I grafici sono stati influenzati dai recenti progetti sia del mondo automotive sia del mondo del lifestyle. Per esempio, la Daytona SP3, messa all’asta a Monterey, presentava un linguaggio grafico che per certi versi richiama la Pop Art — un tema che abbiamo esplorato nelle collezioni Ferrari Lifestyle».

La randa Ferrari e il Cavallino Rampante a poppa

Ogni dettaglio della livrea porta con sé un riferimento all’identità del marchio. La randa, realizzata in fibra di carbonio da North Sails, porta il lettering Ferrari ben visibile, attraversata da una doppia linea orizzontale in Giallo Fly con il logo del brand. «Abbiamo scelto di utilizzare il logo Ferrari come elemento distintivo della livrea», afferma Cavallaro. «Negli ultimi anni l’abbiamo applicato in modo più sistematico in tutti i settori: dal lifestyle alle corse, dalle auto sportive alla Formula 1». La doppia linea orizzontale è un elemento grafico già presente sulle vetture stradali Ferrari, applicato qui con la stessa attenzione alle proporzioni.

A completare la livrea, il Cavallino Rampante trova posto a poppa, esattamente come su ogni vettura stradale Ferrari. Un dettaglio piccolo, ma di grande valore simbolico: esprime con chiarezza quanto Hypersail sia saldamente radicata nella tradizione del marchio, pur rappresentando una sfida tecnologica e progettuale senza precedenti per Maranello. Come sottolinea Ribigini, «l’approccio è lo stesso adottato per una vettura. La differenza è che nessuno di noi aveva mai sviluppato niente di simile prima, quindi è stato necessario valutare ogni decisione partendo dai principi di fondo. Anche le scelte dei colori sono state guidate dai requisiti tecnici che dovevamo rispettare».

Con la livrea ora definita, Ferrari Hypersail si presenta al mondo con un’identità visiva completa, pronta a sfidare i record oceanici con lo stesso spirito che ha sempre contraddistinto le vetture di Maranello. Il progetto, sviluppato insieme al team di Guillaume Verdier, continua il suo percorso verso l’obiettivo dichiarato: battere ogni record nel mondo della vela oceanica, volando — non solo navigando — sull’acqua.