Sessant’anni dopo il debutto della Ferrari 275 GTB4 al Salone dell’Auto di Parigi del 1966, ben 33 esemplari di questa leggendaria gran turismo sono tornati a Maranello da ogni angolo del mondo. È l’epilogo del Legacy Tour 2026, un viaggio celebrativo che ha portato i proprietari di 275 — nelle varianti GTB, GTS e GTB4 — attraverso le strade più belle dell’Umbria, fino al circuito di Fiorano dove ad attenderli c’era una sorpresa d’eccezione: Charles Leclerc, al volante della sua personale Ferrari 275 GTB.
Punti Chiave
- Il Legacy Tour 2026 ha riunito 33 Ferrari 275 provenienti da tutto il mondo per celebrare i 60 anni dal debutto della 275 GTB4 al Salone di Parigi del 1966.
- Il tour si è sviluppato tra i paesaggi dell’Umbria, con tappe a Bevagna, Monte Castello di Vibio e Spoleto, prima della sfilata finale a Maranello.
- Charles Leclerc ha raggiunto i partecipanti a bordo della sua Ferrari 275 GTB personale — verde scuro con interni in pelle cuoio — guidando il gruppo in giri celebrativi a Fiorano.
- John Elkann, Chairman di Ferrari, era presente all’evento e ha ringraziato la polizia italiana per il supporto garantito durante l’intera manifestazione.
- La Ferrari 275 GTB4, con il suo V12 a quattro camme da 300 CV, rimane una delle gran turismo più emblematiche mai prodotte da Maranello.
La Ferrari 275: un passo avanti epocale per le Gran Turismo di Maranello
Per comprendere appieno il valore storico del Legacy Tour 2026, è necessario fare un passo indietro fino al 1964, anno in cui la Ferrari 275 GTB fu presentata come erede della 250 GT Lusso. Non si trattò di una semplice evoluzione: la 275 rappresentò un salto qualitativo straordinario nella storia delle gran turismo stradali del Cavallino Rampante. Il design era firmato da Aldo Brovarone, astro nascente di Pininfarina, che plasmò una silhouette caratterizzata dal cofano lungo, dalle massicce fiancate posteriori e dalla coda tronca corta — proporzioni tese e linee raffinate che ancora oggi vengono considerate tra le più rappresentative di quell’epoca d’oro del design automobilistico italiano.
La carrozzeria, modellata a mano da Scaglietti attorno a un telaio tubolare in acciaio, celava innovazioni tecniche di grande rilevanza per l’epoca. Sotto il lungo cofano pulsava il leggendario motore V12 di Gioachino Colombo, portato a 3,3 litri e capace di erogare fino a 280 CV nella configurazione originale a due alberi a camme. Altrettanto rivoluzionaria fu l’adozione delle sospensioni posteriori indipendenti — in sostituzione del tradizionale assale rigido — e del cambio transaxle montato sul posteriore, soluzioni che garantirono una distribuzione del peso e una manovrabilità notevolmente migliorate rispetto alla precedente generazione.
La 275 GTB4: il V12 a quattro camme che consacrò una leggenda
Nello stesso anno del debutto della GTB, Ferrari completò la famiglia con la 275 GTS Spider: una versione aperta con carrozzeria Pininfarina completamente diversa rispetto alla berlinetta, pur condividendone la meccanica di base. Ma il vero apice della storia della 275 arrivò nel 1966 con la 275 GTB4, presentata proprio al Salone dell’Auto di Parigi. La novità tecnica più significativa fu l’adozione di quattro alberi a camme in testa, una soluzione derivata direttamente dagli sport prototipi da competizione 275 P2 e 330 P3. Grazie a questa evoluzione, la potenza del V12 salì a 300 CV, consacrando definitivamente la GTB4 come una delle gran turismo più emblematiche mai prodotte a Maranello.
L’ultima Ferrari 275 lasciò la linea di produzione nel 1968, dopo soli quattro anni di carriera. Un arco di tempo breve, ma sufficiente per costruire un’eredità che oggi, a sessant’anni di distanza, continua ad affascinare collezionisti e appassionati in tutto il mondo. La rarità degli esemplari superstiti — e la loro eccellente conservazione — rende ogni raduno di 275 un evento straordinario. Vedere 33 di queste vetture riunite nello stesso luogo è qualcosa che difficilmente si ripeterà.
Da Perugia a Maranello: il percorso umbro del Legacy Tour
Le celebrazioni per il 60° anniversario sono prese il via il 5 maggio, quando i partecipanti si sono riuniti in un borgo medievale restaurato nei pressi di Perugia, un’antica tenuta nobiliare immersa tra uliveti, boschi secolari e vedute panoramiche sulle campagne umbre. Dopo un briefing di benvenuto e una cena gourmet, i proprietari hanno avuto l’occasione di conoscersi e condividere la passione comune per la 275 prima di mettersi al volante per due intense giornate di guida.
Il percorso ha attraversato alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’Italia centrale, con tappe tra i sinuosi tracciati dell’Umbria e i pittoreschi borghi arroccati sulle colline: Bevagna, Monte Castello di Vibio e Spoleto hanno fatto da cornice a un viaggio che non era una gara, ma un’esperienza di guida consapevole e appagante. Il ritmo volutamente rilassato ha permesso a ogni partecipante di apprezzare pienamente la propria 275, godendosi le esperienze di hospitality e le soste culinarie disseminate lungo il tragitto. A garantire la massima tranquillità era presente un team di tecnici ufficiali Ferrari, pronti a intervenire per assicurare che ogni vettura esprimesse il suo massimo potenziale in qualsiasi momento.
L’arrivo a Maranello e la sorpresa Leclerc a Fiorano
Dopo la terza notte trascorsa nel silenzio sereno dell’Umbria, il Legacy Tour ha preso la direzione nord, verso Maranello. L’arrivo di 33 Ferrari 275 non è passato inosservato nemmeno in una città ormai divenuta sinonimo del Cavallino Rampante: il gruppo ha varcato i cancelli della fabbrica per sfilare lungo il leggendario viale Enzo Ferrari, un momento di forte carica emotiva per tutti i presenti. I partecipanti sono stati poi accolti dagli specialisti di Ferrari Officina Classiche, che hanno guidato i proprietari in un approfondimento sulla storia delle loro vetture, prima di dirigersi tutti verso il Circuito di Fiorano.
È qui che si è consumata la sorpresa più attesa dell’intero evento. Charles Leclerc è arrivato al volante della sua personale Ferrari 275 GTB — uno splendido esemplare verde scuro con interni in pelle color cuoio — per incontrare i proprietari. Insieme a John Elkann, Chairman di Ferrari, il pilota monegasco ha ringraziato personalmente la polizia italiana per l’assistenza fornita durante tutto l’evento. Leclerc ha poi guidato il gruppo in alcuni giri celebrativi del circuito, prima che tutti si riunissero a bordo pista per una foto memorabile al tramonto. A conclusione del tour, una serata esclusiva ha offerto ai Ferraristi l’opportunità di scambiarsi aneddoti e riflettere sulla passione che li accomuna.
Il Legacy Tour 2026 si chiude così come la storia della Ferrari 275 meritava: con le sue vetture più belle radunate nel luogo in cui sono nate, celebrate da chi le ama e le custodisce. Il prossimo appuntamento con la storia del Cavallino Rampante non è ancora annunciato, ma chi ha vissuto questo viaggio sa già che sarà difficile eguagliarne l’emozione.






