È tornata esattamente come la portò in gara Richie Ginther a Nassau nel dicembre 1959: livrea argento, striscia nera longitudinale sul cofano e numero di gara 53. Il telaio 0744, pezzo unico nella storia di Ferrari, ha completato nel 2024 un restauro integrale presso il reparto Ferrari Classiche a Maranello, ritrovando le sue specifiche autentiche risalenti alla fine degli anni ’50. Si tratta dell’unica Ferrari 250 Testa Rossa originariamente progettata per ospitare un motore bialbero a 12 cilindri sperimentale, poi trasformata in una delle più potenti Ferrari da corsa a motore anteriore della sua epoca.
Punti Chiave
- Il telaio 0744 è l’unico esemplare della 250 Testa Rossa costruito appositamente per il motore bialbero Tipo 142, montato nell’aprile 1958 prima di essere sostituito con il V12 da 4,1 litri tipo 141.
- L’auto debuttò il 18 maggio 1958 al Gran Premio di Spa-Francorchamps con Olivier Gendebien al volante, ritirandosi per problemi di rifornimento.
- Richie Ginther conquistò con questa vettura la sua prima e unica vittoria al Gran Premio Kiwanis di Riverside nell’ottobre 1959.
- Nel 2024 Ferrari Classiche ha eseguito un restauro completo: motore, cambio, trasmissione, impianto elettrico e rivestimenti sono stati interamente revisionati o sostituiti.
- La livrea finale riproduce fedelmente quella del 1959, con il numero 53 con cui Ginther corse alle Bahamas a Nassau.
Il motore bialbero Tipo 142: un esperimento unico nel suo genere
Per comprendere il valore storico eccezionale del telaio 0744, bisogna tornare al contesto regolamentare che spinse Ferrari a un’intensa attività di sviluppo a cavallo tra il 1957 e il 1958. Quando la FIA modificò le normative del Campionato Mondiale Sport Prototipi introducendo il limite di cilindrata a tre litri, Maranello si trovò a dover ripensare la propria architettura motoristica. La risposta tecnica fu duplice: gli ingegneri lavorarono in parallelo su due configurazioni di motore V12, una con un singolo albero a camme in testa e l’altra con la più complessa e sofisticata soluzione bialbero. Per dare a entrambi i propulsori la collocazione strutturalmente adeguata, vennero progettati due telai di dimensioni differenti.
Il telaio 0744 fu l’unico costruito specificamente per accogliere il motore bialbero Tipo 142. Il propulsore fu installato nell’aprile del 1958, dopodiché il telaio rotabile venne inviato alla carrozzeria Scaglietti per ricevere una vestizione su misura. Il debutto in gara avvenne il 18 maggio 1958 al Gran Premio di Spa-Francorchamps, con Olivier Gendebien alla guida. La corsa si concluse però prematuramente per problemi di rifornimento, e quella rimase l’unica uscita del motore bialbero sperimentale. Gli ingegneri Ferrari, analizzando i dati e le esigenze operative, decisero di concentrare gli sforzi sull’architettura monoalbero, giudicata più semplice e affidabile. Il Tipo 142 fu così rimosso dal telaio 0744.
Il V12 da 4,1 litri della 335 S: una seconda vita ancora più potente
La sostituzione del motore sperimentale non impoverì la vettura: al contrario, il telaio 0744 ricevette il formidabile V12 da 4,1 litri tipo 141, lo stesso propulsore che equipaggiava la Ferrari 335 S. Si tratta del motore montato sull’auto di Alfonso de Portago nella tragica Mille Miglia del 1957, un dato che aggiunge un ulteriore strato di storia e di significato a questa vettura già straordinaria. Riconfigurata come 250 Testa Rossa Competizione/335, la 0744 divenne così una delle Ferrari da corsa a motore anteriore più potenti del suo tempo.
Con questa nuova configurazione meccanica, la vettura fu spedita negli Stati Uniti, destinata alla concessionaria Ferrari Representatives of California di John von Neumann, figura di riferimento nel motorsport americano degli anni ’50. Il debutto sul suolo americano avvenne a Watkins Glen nel settembre 1958, con Phil Hill al volante. Problemi meccanici costrinsero al ritiro sia in quella gara sia nella successiva a Riverside, poche settimane dopo. La vettura sembrò portare sfortuna, ma il destino stava per cambiare.
La vittoria di Ginther a Riverside e le apparizioni alle Bahamas
L’ottobre del 1959 segnò la svolta. Di nuovo a Riverside, il telaio 0744 tornò in pista sotto le insegne di Eleanor von Neumann, che aveva rilevato l’attività sportiva dal marito. Al volante salì Richie Ginther, pilota californiano destinato a diventare uno dei protagonisti della scena Ferrari degli anni successivi. Ginther dominò il Gran Premio Kiwanis, conquistando quella che sarebbe rimasta la sua prima e unica vittoria con questa vettura. Un risultato che consacrò definitivamente la 0744 come automobile competitiva e capace nonostante le difficoltà tecniche dei mesi precedenti.
Forte di quel successo, la vettura rientrò a Maranello per un aggiornamento tecnico significativo: l’installazione dei freni a disco su tutte e quattro le ruote, resa necessaria dalle prestazioni straordinarie del V12 da 4,1 litri e dalle velocità che la vettura era in grado di raggiungere. Aggiornata, la 0744 si presentò alle Bahamas, conquistando un secondo posto al Governor’s Trophy di Nassau. Seguirono alcune gare nel corso del 1961, con altri piazzamenti a Riverside, prima che la vettura venisse definitivamente ritirata dalle competizioni.
Il restauro Ferrari Classiche 2024: ogni bullone al suo posto
Acquistata nel 2006 da Chris Cox, la 0744 era stata mantenuta in buone condizioni e tenuta in esercizio grazie alla partecipazione a rally e concorsi d’eleganza. Nel 2024, tuttavia, è arrivato il momento di un intervento ben più profondo: il proprietario ha affidato la vettura al reparto Ferrari Classiche per un restauro integrale che riportasse l’auto alle sue specifiche autentiche di fine anni ’50.
Una volta entrato in officina a Maranello, il telaio 0744 è stato interamente smontato. Ogni singolo componente meccanico è stato sottoposto a revisione meticolosa: il motore V12 da 4,1 litri, il cambio e la trasmissione sono stati ricostruiti con la cura che contraddistingue il lavoro di Ferrari Classiche. L’impianto elettrico è stato completamente sostituito, mentre l’abitacolo ha ricevuto nuovi rivestimenti dei sedili in velluto marrone, materiale coerente con le specifiche originali dell’epoca. Un momento particolarmente significativo durante il restauro è arrivato al momento della reinstallazione della carrozzeria sul telaio: i fori di montaggio originari si sono allineati perfettamente con i punti di rivettatura, confermando — a distanza di oltre sessant’anni — la straordinaria precisione della costruzione Scaglietti. Il tocco conclusivo è stata la livrea: argento con un’elegante striscia nera longitudinale che segue la linea del cofano, e il numero 53 esattamente come Richie Ginther la portò a Nassau nel dicembre 1959. Un restauro che non è solo conservazione, ma fedele restituzione di un momento preciso nella storia del motorsport.
Il telaio 0744 rappresenta oggi un documento vivente di una stagione irripetibile dell’ingegneria Ferrari da corsa: nata come banco di prova per una tecnologia sperimentale, trasformata in una delle vetture più potenti del suo tempo, vittoriosa in America con uno dei piloti più talentuosi dell’era, e ora restituita alla sua forma autentica grazie alla competenza di Ferrari Classiche. La prossima apparizione pubblica della vettura sarà seguita con grande attenzione dagli appassionati e dai collezionisti di tutto il mondo.





