F1 | Wheatley lascia l’Audi dopo soli due GP: Binotto assume la guida

Jonathan Wheatley lascia l'Audi Revolut F1 Team con effetto immediato dopo soli due Gran Premi del 2026: Mattia Binotto assume anche la carica di Team Principal, mentre il team punta ai campionati entro il 2030.

Jonathan Wheatley lascia l’Audi Revolut F1 Team con effetto immediato. L’annuncio è arrivato dopo appena due round della stagione 2026, meno di un anno dopo il suo ingresso nel progetto tedesco. Il manager britannico, che aveva lasciato Red Bull la scorsa primavera per assumere il ruolo di Team Principal del Kick Sauber trasformato in Audi, se ne va per ragioni personali. A prendere in mano le redini del team sarà Mattia Binotto, già responsabile del progetto F1 della Casa dei Quattro Anelli, che aggiunge ora a titolo formale anche la carica di Team Principal.

Punti Chiave

  • Jonathan Wheatley lascia l’Audi F1 Team dopo meno di un anno e soli due Gran Premi della stagione 2026, per ragioni personali.
  • Mattia Binotto, già a capo del progetto F1 Audi, assume anche il ruolo di Team Principal con effetto immediato.
  • L’Audi conferma l’obiettivo di lottare per i campionati entro il 2030 con il pieno supporto di AUDI AG.
  • L’Aston Martin aveva mostrato interesse per Wheatley, ma Lawrence Stroll ha precisato che il team non adotta il tradizionale ruolo di Team Principal.
  • Nel suo breve mandato, Wheatley ha contribuito al debutto storico di Audi in F1 e alla prima raccolta di punti con il nono posto di Bortoleto a Melbourne.

L’addio di Wheatley: «Per ragioni personali, lascia con effetto immediato»

La nota ufficiale del team non lascia spazio a interpretazioni: «Mentre continua il suo percorso verso la parte alta della griglia, l’Audi Revolut F1 Team implementerà cambiamenti significativi alla sua struttura di senior management. Per ragioni personali, Jonathan Wheatley lascerà il team con effetto immediato. Il team ringrazia Jonathan per il suo contributo al progetto e gli augura il meglio per i suoi futuri impegni.» Una formula sobria, quella scelta da Audi, che non entra nel merito delle motivazioni personali alla base della decisione ma che lascia trasparire stima e rispetto per il lavoro svolto.

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Wheatley era arrivato nell’aprile del 2025 da Red Bull Racing, dove aveva trascorso quasi due decenni come Sporting Director. Il passaggio al Kick Sauber — poi ribattezzato Audi Revolut F1 Team per la stagione 2026 — rappresentava per lui un salto di categoria, dal ruolo operativo a quello di massimo responsabile di un intero progetto di costruttore. Un’opportunità rara nel paddock, colta in un momento storico per la Casa tedesca, che entrava in Formula 1 sia come produttore di telaio che di power unit. La sua permanenza, tuttavia, si è rivelata brevissima: appena due Gran Premi della stagione corrente prima dell’addio.

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Mattia Binotto nuovo Team Principal: l’architettura del progetto Audi

Mattia Binotto si trova ora a cumulare due ruoli di primo piano all’interno dell’organizzazione. Già responsabile della trasformazione del team e dell’ingresso di Audi in Formula 1 come costruttore a partire dal 2024, l’ex direttore tecnico e team principal Ferrari si trova adesso formalmente a capo di tutte le operazioni, tanto in fabbrica quanto in pista. Il comunicato ufficiale chiarisce che «la struttura futura del team sarà definita completamente in una fase successiva, mentre l’organizzazione continua ad adattarsi all’ambiente in evoluzione della Formula 1».

L’Audi ribadisce con forza il proprio impegno a lungo termine: «Con l’incrollabile impegno di AUDI AG, l’Audi Revolut F1 Team continuerà a progredire verso la lotta per i campionati entro il 2030.» Una dichiarazione d’intenti che inquadra l’addio di Wheatley non come un momento di crisi, ma come una ricalibrazione strutturale in un progetto che guarda al futuro con ambizioni dichiarate e un orizzonte ben definito. Binotto, con la sua esperienza maturata in oltre vent’anni in Ferrari — dove ha vissuto da protagonista sia stagioni di successo che periodi di ricostruzione — rappresenta una figura di continuità e autorevolezza per un team ancora in fase di consolidamento.

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Aston Martin e il retroscena Wheatley: Stroll risponde alle voci

Nel paddock non è passato inosservato un dettaglio emerso nelle ore successive all’annuncio: secondo fonti vicine all’ambiente, l’Aston Martin avrebbe mostrato interesse per Jonathan Wheatley, nel contesto di una ridefinizione dei ruoli interni al team di Silverstone. Il ruolo di Team Principal ricoperto da Adrian Newey sarebbe concepito come temporaneo, e il team starebbe valutando profili manageriali per strutturare la propria leadership in modo più tradizionale.

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Il proprietario e presidente esecutivo dell’Aston Martin, Lawrence Stroll, ha però voluto fare chiarezza in modo netto: «In qualità di Executive Chairman e azionista di controllo, voglio riaffermare che Adrian Newey è il mio partner e un importante azionista. È il Managing Technical Partner di AMR, e lui e io abbiamo una vera partnership costruita su una visione condivisa del successo per l’azienda. Facciamo le cose in modo diverso qui, e mentre al momento non adottiamo il tradizionale ruolo di Team Principal che si vede altrove — è una scelta deliberata.» Stroll ha quindi ribadito che Newey opera principalmente come direttore tecnico e responsabile della leadership strategica ed ingegneristica, supportato da un team dirigenziale senior. Sul caso Wheatley, ha chiuso con un laconico rifiuto di commentare rumours e speculazioni.

La carriera di Wheatley in F1: da Benetton a Red Bull, fino ad Audi

L’addio di Wheatley chiude un capitolo breve ma denso di significato per un personaggio che ha attraversato decenni di Formula 1 da protagonista. La sua carriera nel motorsport d’élite inizia nei primi anni ’90 con la Benetton, dove si fa le ossa lavorando duramente fino a diventare Chief Mechanic. Rimane nel team anche quando la scuderia viene acquisita da Renault, dimostrando fedeltà e capacità di adattamento ai cambiamenti strutturali.

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La svolta arriva nel 2006, con l’approdo alla Red Bull Racing come Sporting Director. In quasi vent’anni alle spalle del muretto più vincente dell’era moderna, Wheatley è stato testimone e protagonista di un’epopea senza precedenti: sei titoli Costruttori e sette titoli Piloti. Un curriculum che parla da solo. Tra i suoi traguardi più recenti, il comunicato ricorda il primo podio in carriera per Nico Hülkenberg a Silverstone nella stagione precedente, e soprattutto il momento storico dell’ingresso di Audi in Formula 1, coronato dalla prima raccolta di punti con il nono posto di Gabriel Bortoleto a Melbourne. Due milestone che rimarranno nel libro dei record della Casa di Ingolstadt, siglate anche dalla firma di Wheatley.

Nelle prossime settimane si capirà meglio come Audi intende ridisegnare il proprio organigramma. Binotto è chiamato a gestire una transizione delicata in una stagione già iniziata, con l’obiettivo dichiarato di scalare progressivamente la classifica costruttori. La struttura definitiva del team — come annunciato dallo stesso comunicato ufficiale — sarà comunicata in una fase successiva, lasciando aperta la porta a ulteriori nomine o cambiamenti nell’organigramma della scuderia che punta al 2030 come anno della piena competitività.