F1 | Verstappen vicino al ritiro: «Ogni giorno mi convinco»

Max Verstappen ha dichiarato a Suzuka di convincersi ogni mattina a continuare in F1: con le clausole contrattuali attivabili e solo 12 punti in classifica, l'addio è più vicino che mai.

Max Verstappen non ha mai parlato così apertamente della possibilità di lasciare la Formula 1. Nel weekend del Gran Premio del Giappone a Suzuka, il quattro volte campione del mondo ha fatto un passo decisivo — passando da suggerimenti velati a dichiarazioni esplicite — ammettendo di star valutando il suo futuro in F1 e di doversi convincere ogni mattina a continuare. Le prossime settimane e i prossimi mesi, ha detto lo stesso pilota olandese, saranno determinanti per decidere se proseguire o meno la sua carriera in Formula 1.

Punti Chiave

  • Verstappen ha ammesso pubblicamente per la prima volta a Suzuka di dover «capire» il suo futuro in F1, pesando se «valga la pena» continuare.
  • Il pilota Red Bull ha clausole contrattuali che gli permettono di rescindere il contratto — valido fino al 2028 — se non si trova nei primi due della classifica piloti entro una data stabilita.
  • Attualmente Verstappen è nono nel mondiale con soli 12 punti, 51 punti dietro al secondo in classifica George Russell.
  • La decisione definitiva non dovrà essere comunicata a Red Bull prima di ottobre, lasciandogli tempo per osservare l’evoluzione tecnica della stagione.
  • Tra i fattori che lo spingono lontano dalla F1: la famiglia, gli amici, le ambizioni in altri campionati e la crescente insoddisfazione per le nuove regole 2026.

Da Suzuka, il cambio di tono che nessuno si aspettava

Il Gran Premio del Giappone ha segnato una svolta nella narrazione attorno al futuro di Max Verstappen. Non si trattava più di interpretare un linguaggio del corpo insolitamente rassegnato dopo le qualifiche, né di leggere tra le righe di dichiarazioni ambigue. A Suzuka, il quattro volte campione del mondo ha alzato il sipario in modo esplicito, lasciando poco spazio all’immaginazione. In un’intervista post-gara con BBC Sport, alla domanda diretta se potesse lasciare al termine della stagione, Verstappen ha risposto: «È quello che sto dicendo. Sto pensando a tutto ciò che riguarda questo paddock.»

Non è stato solo lui a parlare. Il padre Jos Verstappen, in un’intervista separata, ha dichiarato di temere che suo figlio perda la motivazione per continuare. E la stampa olandese vicina all’entourage del pilota ha cominciato a riportare già dalla domenica sera che Verstappen stia seriamente valutando l’addio alla Formula 1. Un segnale non trascurabile, considerando quanto i media più vicini al campione siano solitamente cauti nel rilasciare informazioni di questo tipo.

Le clausole contrattuali: come Verstappen può uscire da Red Bull

Verstappen è legato a Red Bull da un contratto che scade alla fine del 2028, ma chiunque pensi che questa scadenza lo vincoli davvero non conosce i dettagli dell’accordo. Nel suo contratto sono presenti clausole di uscita legate alla competitività del team: se il pilota non si trova nella posizione stabilita in classifica entro una certa data, può rescindere liberamente il contratto senza passare per un buyout costoso. Nella stagione precedente, la clausola prevedeva che Verstappen potesse lasciare se non fosse stato nei primi tre del campionato piloti entro la pausa estiva — condizione che aveva alimentato le speculazioni su un possibile approdo in Mercedes.

Max Verstappen - Suzuka
Max Verstappen – Suzuka

Per la stagione in corso, la soglia sarebbe ancora più alta: secondo quanto si apprende, la clausola attiva consentirebbe l’uscita se Verstappen non si trova tra i primi due in classifica entro la data contrattuale — una disposizione presumibilmente inserita in previsione del nuovo regolamento 2026, per permettergli di cercare una sistemazione migliore per il 2027 a seconda dell’ordine competitivo. Con Verstappen attualmente nono con soli 12 punti — 51 in meno rispetto al secondo in classifica George Russell — e con le Mercedes già in fuga in testa al campionato, è più che probabile che quella clausola diventerà operativa nel corso di questa stagione.

Un ulteriore elemento cruciale: Verstappen non è obbligato a comunicare la sua decisione a Red Bull prima di ottobre. Questo gli lascia un ampio margine di tempo per osservare come evolveranno sia la situazione tecnica del team che le eventuali modifiche al regolamento tecnico di F1.

Il «mushroom mode» e la guerra alle regole 2026

Al centro dell’insoddisfazione di Verstappen c’è la struttura tecnica del nuovo regolamento, che prevede una ripartizione quasi paritaria tra motore a combustione interna e potenza elettrica. Una filosofia che il campione olandese ha criticato aspramente in più occasioni. A Suzuka ha coniato il termine «mushroom mode» — un riferimento al videogioco Mario Kart — per descrivere i repentini cambi di velocità che le vetture subiscono a seconda dello stato della batteria: una condizione che, secondo Verstappen, rende le gare meno prevedibili e meno guidabili in modo coerente.

Max Verstappen - Suzuka
Max Verstappen – Suzuka

Non è solo Verstappen a lamentarsi. Il campione del mondo in carica Lando Norris ha detto che vedere le vetture rallentare significativamente alla fine del giro a Suzuka «fa male all’anima» dall’abitacolo. Anche tra gli stakeholder della Formula 1 c’è il riconoscimento che le qualifiche in particolare necessitano di interventi, poiché troppe curve ad alta velocità vengono compromesse dalla necessità di ricaricare la batteria. La divergenza di vedute riguarda però l’entità del cambiamento necessario: i regolatori sperano di poter raffinare l’attuale generazione di vetture e motori, mentre la posizione pubblica di Verstappen è che la Formula 1 debba fare marcia indietro sull’intero processo di maggiore elettrificazione. «Sanno cosa fare», ha detto il pilota rivolgendosi agli stakeholder della F1. Per il 2027, Verstappen spera che vengano messe sul tavolo modifiche più sostanziali.

La vita fuori dalla F1: famiglia, altri racing e la promessa fatta a sé stesso

Non sono solo le frustrazioni tecniche a spingere Verstappen verso la porta d’uscita. Ci sono anche potenti fattori attrattivi al di fuori del paddock. In un’intervista alla BBC, il campione ha messo a nudo i propri sentimenti con una franchezza insolita: «Privatamente sono molto felice. Aspetti anche 24 gare — questa volta sono 22, ma di solito 24. E poi pensi: ne vale la pena? O mi piacerebbe stare di più a casa con la mia famiglia? Vedere di più i miei amici quando non ti stai godendo il tuo sport?»

La domanda sulla motivazione è diventata quasi un mantra nel weekend giapponese. Dopo essere stato interrogato per l’ennesima volta sull’argomento, Verstappen ha abbassato brevemente la testa. Quando il giornalista giapponese che aveva posto la domanda si è scusato, la risposta è stata rivelatrice: «No, è una domanda legittima. Ogni giorno mi sveglio e mi convinco di nuovo. E ci provo.»

Verstappen ha da tempo una promessa personale: non prolungare la sua carriera in F1 oltre il picco della forma. Vuole dedicarsi ad altre forme di racing — è già attivo al Nürburgring con la sua crescente squadra corse — e la lista di eventi che vorrebbe affrontare è lunga. Quella che un tempo sembrava una questione di «quando si ritirerà dalla F1 per esplorare altri campionati» sta diventando sempre più «prenderà una pausa dalla F1 per correre altrove, lasciandosi ancora la porta aperta per un eventuale ritorno?»

Max Verstappen - Suzuka
Max Verstappen – Suzuka

Un addio che può anche essere una pausa: lo scenario del sabbatico

Anche chi nel paddock di F1 non crede a un’uscita immediata riconosce che il tema si è fatto improvvisamente concreto. A Suzuka alcuni addetti ai lavori hanno cominciato a chiedersi apertamente se Verstappen potesse addirittura lasciare a metà stagione, nel caso in cui la frustrazione raggiungesse livelli insostenibili. Tuttavia, la lealtà verso Red Bull — e il buon senso di non «lanciare quella granata su Milton Keynes» — renderebbe uno scenario del genere improbabile.

Max Verstappen - Suzuka
Max Verstappen – Suzuka

Ciò che appare invece realistico è un’uscita concordata e onorevole. Verstappen potrebbe lasciare la guida in Formula 1 mantenendo comunque un legame con Red Bull come atleta e ambasciatore del marchio — con una remunerazione adeguata — rispettando così formalmente il contratto fino al 2028 in una veste diversa. Uno scenario che consentirebbe a entrambe le parti di separarsi senza strappi, e che aprirebbe la porta a un potenziale ritorno in Formula 1 qualora il campionato decidesse di accelerare l’introduzione di un nuovo set di regole tecniche capace di convincerlo.

Con una pausa di aprile che offre a Verstappen settimane di riflessione lontano dai circuiti, il tempo per decidere inizia ora. Ottobre è la scadenza entro cui dovrà comunicare la sua scelta a Red Bull: una data che potrebbe segnare una svolta storica per il Circus.