F1 | Verstappen: «La Red Bull è inguidabile, è sopravvivenza»

Verstappen ottavo in qualifica a Shanghai dopo il nono posto nella Sprint: la Red Bull è 'inguidabile' tra sovrasterzo e sottosterzo, con i cambiamenti al setup che non producono alcun effetto.

Max Verstappen chiude ottavo le qualifiche del GP di Cina e non le manda a dire: la nuova Red Bull è «praticamente inguidabile», afflitta da sovrasterzo e sottosterzo che si alternano senza soluzione, e ogni giro si trasforma in una questione di pura sopravvivenza. Un inizio di stagione 2026 che il quattro volte campione del mondo definisce senza mezzi termini «completamente inutile», con modifiche alla vettura che non producono alcun miglioramento concreto.

Punti Chiave

  • Verstappen conquista solo l’ottavo posto nelle qualifiche del GP di Cina, dopo aver chiuso nono nella Sprint del fine settimana.
  • Il pilota olandese descrive la Red Bull come «praticamente inguidabile», con problemi sia di sovrasterzo che di sottosterzo.
  • Nonostante «parecchi cambiamenti» apportati al setup, la squadra non ha ottenuto alcun miglioramento percettibile durante l’intero weekend.
  • Verstappen ammette di non riuscire a spingere al massimo: la variabilità delle prestazioni è tale che stima un margine di incertezza di ben 4 decimi in positivo o in negativo.
  • L’inizio della stagione 2026 conferma le preoccupazioni già espresse in precedenza dal campione olandese sulla nuova generazione di monoposto.

Ottavo in qualifica, nono nella Sprint: un weekend da dimenticare

Il fine settimana cinese di Verstappen si sta rivelando uno dei più complicati della sua carriera recente in Formula 1. Prima il nono posto nella gara Sprint, poi l’ottavo nelle qualifiche del Gran Premio: risultati che, per un quattro volte iridato abituato a dominare la scena, rappresentano un campanello d’allarme difficile da ignorare. La Red Bull, che nelle ultime stagioni ha spesso monopolizzato sia le qualifiche sia le gare, sembra aver perso la propria bussola tecnica nell’adattarsi al nuovo regolamento che caratterizza questa stagione 2026.

Non si tratta di una sorpresa assoluta: da tempo Verstappen aveva manifestato perplessità sulla direzione intrapresa dalla nuova generazione di monoposto. Tuttavia, vedere questi timori trasformarsi in risultati sul campo, con l’olandese lontano dai primissimi posti in griglia, conferisce a questa situazione un peso specifico tutt’altro che trascurabile. Ogni qualifica diventa così un banco di prova non solo per la vettura, ma anche per la capacità del team di comprendere e risolvere problemi tecnici che sembrano sfuggire a qualsiasi intervento.

«Ogni giro è una lotta»: le parole durissime ai microfoni di Sky Sports UK

Intervistato al termine delle qualifiche da Sky Sports UK, Verstappen non ha cercato di mascherare la frustrazione. Le sue parole sono state nette, quasi brutali nella loro onestà: «Le qualifiche sono state di nuovo completamente inutili. Abbiamo apportato parecchi cambiamenti, ma non cambia assolutamente nulla. Abbiamo apportato molte modifiche alla vettura, ma non abbiamo ottenuto alcun miglioramento. Per tutto il weekend siamo stati fuori fase. La vettura è praticamente inguidabile».

Il campione olandese ha poi aggiunto un’immagine particolarmente evocativa per spiegare quanto la situazione sia cambiata rispetto al passato: «In passato a volte bastava capovolgere la macchina e funzionava, ora non funziona più niente». Una frase che fotografa con precisione il cambio di paradigma vissuto dal team di Milton Keynes: laddove prima la Red Bull era capace di trovare performance quasi in modo intuitivo, oggi ogni tentativo di miglioramento sembra vanificarsi senza una spiegazione chiara. «Ogni giro è una lotta: onestamente, per me è una questione di sopravvivenza. Non mi sto divertendo per niente. È tutto molto incostante», ha concluso sul tema delle sensazioni generali.

Sovrasterzo e sottosterzo: il «problema è tutto»

Andando nel dettaglio tecnico, Verstappen ha identificato la natura duplice e contraddittoria dei problemi della sua Red Bull: «Il problema è tutto, al momento: sovrasterzo e sottosterzo». Avere contemporaneamente entrambe le patologie è particolarmente difficile da gestire per gli ingegneri, perché le soluzioni adottate per correggere l’uno tendono ad aggravare l’altro, creando un circolo vizioso che blocca qualsiasi sviluppo efficace del setup.

Questa instabilità si riflette direttamente sulle prestazioni in pista, rendendo impossibile per il pilota stabilire un riferimento cronometrico affidabile. Come ha spiegato lo stesso Verstappen: «Non riesco a trovare un punto di riferimento per le qualifiche. Posso andare 4 decimi più veloce? Forse. Posso andare 4 decimi più lento? Sì, c’è una grande possibilità anche di questo perché è tutto molto incostante». Un margine di incertezza di 8 decimi totali — tra lo scenario migliore e quello peggiore — è semplicemente inaccettabile in una sessione di qualifica di Formula 1, dove spesso i distacchi tra le prime dieci posizioni si misurano in centesimi.

«Non riesco a spingere al massimo»: la Red Bull non lo permette

L’aspetto forse più preoccupante delle dichiarazioni di Verstappen riguarda la sua capacità di estrarre il massimo dalla vettura. Il campione ha ammesso apertamente di non poter spingere al limite: «Al momento qui perdiamo davvero molto con la macchina. Inoltre non riesco proprio a spingere al massimo perché la macchina non me lo permette. Ecco perché non mi sento davvero in controllo della macchina».

Questa è una dichiarazione di straordinaria gravità, proveniente da uno dei piloti più completi e capaci della storia recente della Formula 1. Verstappen non è un pilota abituato a nascondersi dietro la macchina: in passato ha saputo estrarre performance anche da vetture non perfette. Il fatto che ora dichiari esplicitamente di non riuscire a spingere, e che la vettura stessa non glielo permetta, suggerisce che i problemi della Red Bull vadano ben oltre un semplice aggiustamento di setup e tocchino aspetti più profondi del progetto tecnico 2026.

Alla luce di queste premesse, la gara del GP di Cina si preannuncia come un test durissimo per la Red Bull e per il suo quattro volte campione del mondo. Il team di Milton Keynes dovrà lavorare intensamente nelle prossime settimane per trovare risposte concrete a problemi che, al momento, sembrano resistere a qualsiasi tentativo di soluzione. I prossimi Gran Premi diranno se il crollo cinese è un episodio isolato legato alle caratteristiche del tracciato di Shanghai, oppure se rappresenta il sintomo di una crisi tecnica strutturale destinata a protrarsi nel corso della stagione.