Max Verstappen ha incantato il pubblico alla sua prima apparizione alla 24h Nürburgring, battagliando per la vittoria per quasi tutta la durata della gara prima che un guasto meccanico spegnesse i sogni del suo equipaggio. La vittoria nell’edizione 2026 della classica endurance del Nordschleife è andata alla Mercedes-AMG GT3 #80 del Winward Racing, condivisa da Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, regalando a Mercedes il primo successo assoluto all’evento dal 2016, davanti a una folla ufficiale di 352.000 spettatori.
Punti Chiave
- Max Verstappen ha debuttato alla 24h Nürburgring al volante della Mercedes-AMG #3 del Verstappen Racing, condivisa con Daniel Juncadella, Jules Gounon e Lucas Auer.
- La vettura leader è stata fermata da una rottura al semiasse e danni meccanici aggiuntivi a meno di tre ore dal termine, quando Juncadella era al volante.
- Ha vinto il Winward Racing Mercedes-AMG #80 con Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin: primo successo Mercedes alla 24h Nürburgring dal 2016.
- Secondo posto per la Lamborghini Huracán #84 di Bortolotti, Niederhauser ed Engstler; terzo posto per l’Aston Martin #34 di Drudi, Krognes e Thiim.
- La #911 Manthey Porsche, principale rivale, si è ritirata presto dopo il contatto di Estre con dell’olio in pista.
Il debutto stellare di Verstappen al Nordschleife
Quando Max Verstappen ha annunciato la sua partecipazione alla 24h Nürburgring, l’attesa era palpabile. Il campione del mondo di Formula 1 in carica si è presentato sulla griglia di partenza della gara endurance più impegnativa d’Europa senza alcuna esperienza pregressa sul tracciato nella versione notturna e nelle condizioni mutevoli tipiche della corsa. Eppure, fin dai primissimi stint, il pilota olandese ha messo a tacere ogni scetticismo, imponendosi come uno dei performer più in vista dell’intero campo.
La vettura, la Mercedes-AMG GT3 con il numero di gara #3 sotto la bandiera del Verstappen Racing, era condivisa con Daniel Juncadella, Jules Gounon e Lucas Auer — un quartetto di tutto rispetto. Verstappen ha completato stint aggressivi ma controllati, ingaggiando battaglie intense proprio con Maro Engel della vettura gemella Winward, mentre le due Mercedes si alternavano in testa alla corsa. La sua capacità di gestire il traffico, di adattarsi alle variazioni delle condizioni della pista e di mantenere la consistenza lungo archi temporali prolungati ha impressionato tutti i presenti e gli osservatori di tutto il mondo.
La notte al comando e il dramma a tre ore dalla fine
La Mercedes #3 è scivolata in testa alla corsa prima che calessero le tenebre del sabato sera e ha mantenuto una posizione di comando o di testa alla classifica per una larga parte della domenica mattina, sembrando in pieno controllo della situazione. Il principale rivale, la Porsche #911 del Manthey Racing, aveva già abbandonato la lotta per la vittoria nelle prime fasi: Kevin Estre era finito a muro dopo aver perso il controllo della vettura a causa di olio in pista, eliminando di fatto quella che era considerata la minaccia più credibile per le Mercedes.
A meno di tre ore dal termine, tuttavia, il sogno si è infranto nel modo più crudele. Poco dopo che Daniel Juncadella aveva preso il volante in sostituzione di Verstappen, lo spagnolo è stato costretto a rientrare ai box con quello che inizialmente sembrava un problema elettrico legato all’ABS. Un’ispezione più approfondita ha rivelato una realtà ben più grave: un semiasse rotto e ulteriori danni meccanici, che hanno di fatto azzerato qualsiasi speranza di vittoria per l’equipaggio. Il team ha comunque riparato la vettura quel tanto che bastava per rimandarla in pista nelle fasi finali, un gesto simbolico nei confronti dei tifosi che avevano seguito l’intera avventura di Verstappen lungo tutto il weekend.
La vittoria Winward e le storie dei quattro vincitori
Il successo è dunque andato alla Mercedes-AMG GT3 #80 del Winward Racing, ma anche per questa vettura la strada verso il traguardo non è stata priva di ostacoli. Maro Engel ha subito un incidente pesante durante le qualifiche del venerdì, costringendo i meccanici del team a un intervento massiccio di riparazione notturna solo per portare la vettura alla partenza. Una volta in gara, però, la #80 si è rivelata la contendente della categoria SP9 GT3 con il percorso più pulito, navigando con intelligenza tra le condizioni meteorologiche cangianti, gli incidenti e i rischi di strategia che hanno caratterizzato una gara particolarmente logorante.
Per Maro Engel si tratta del secondo trionfo alla 24h Nürburgring: il primo risaliva esattamente un decennio fa, quando era stato parte del precedente equipaggio vincente di Mercedes. Luca Stolz ha finalmente conquistato il successo assoluto dopo diversi podi nelle edizioni precedenti. Fabian Schiller ha migliorato il suo secondo posto del 2022. Il veterano belga Maxime Martin, invece, ha finalmente messo le mani sull’unico trofeo che mancava nella sua carriera, dopo anni di avvicinamenti che includono ben quattro secondi posti all’evento.
Podio completato da Lamborghini e Aston Martin
Il secondo posto della classifica finale è andato alla Lamborghini Huracán GT3 #84 dell’Abt, affidata a Mirko Bortolotti, Patric Niederhauser e il poleman Luca Engstler. La Lamborghini aveva vissuto un avvio di gara complicato: al primo giro si era verificato un contatto proprio con Juncadella che aveva causato una foratura, mettendo l’equipaggio in una posizione di rimonta. Durante la gara il team ha dovuto inoltre scontare una penalità di 84 secondi per infrazioni al regime di Code 60, ma è riuscito comunque a recuperare la posizione che le è valsa il podio.
La terza piazza è andata alla Aston Martin #34 del Walkenhorst Motorsport, con Mattia Drudi, Christian Krognes e Nicki Thiim. Il trio ha tenuto duro per tutta la corsa nonostante limitazioni nella strategia sul carburante e penalità, mancando per un soffio il secondo posto a causa di un periodo di Code 60 nelle fasi finali che ha influenzato i distacchi definitivi tra i contendenti.
Le implicazioni per il futuro di Verstappen nell’endurance
Nonostante il risultato finale non abbia rispecchiato i meriti dimostrati in pista, il debutto di Max Verstappen alla 24h Nürburgring ha lasciato un’impronta profonda. Nel contesto di una delle gare endurance più dure e imprevedibili al mondo, il campione olandese ha mostrato non solo velocità pura, ma anche maturità, adattabilità e una comprensione già raffinata delle logiche delle corse di durata. Questi elementi alimentano le speculazioni di chi già ipotizza che un programma endurance a tempo pieno potrebbe attendere Verstappen in un futuro oltre la Formula 1.
Per ora, il Nordschleife ha restituito un’immagine nitida: Verstappen è capace di essere competitivo anche lontano dalle piste della F1, e la sua prima 24h Nürburgring — pur terminata con l’amaro in bocca per colpa di un semiasse — rimarrà uno degli episodi più commentati della stagione 2026 nelle corse endurance.






