F1 | Verstappen caccia giornalista: «Vattene, ora possiamo iniziare»

A Suzuka, Verstappen ha interrotto la conferenza stampa imponendo l'uscita del giornalista del Guardian, reo di avergli chiesto ad Abu Dhabi dell'incidente con Russell in Spagna che gli costò il titolo 2025.

Max Verstappen ha fatto parlare di sé ancor prima di salire in macchina al Gran Premio del Giappone. Giovedì pomeriggio a Suzuka, durante la consueta sessione media pre-weekend nell’hospitality Red Bull, il quattro volte campione del mondo ha interrotto bruscamente l’incontro con la stampa non appena è stata rivolta la prima domanda, pretendendo che un giornalista abbandonasse la sala. Solo dopo l’uscita del cronista, rappresentante di The Guardian per la Formula 1, Verstappen ha dichiarato con tono secco: «Ora possiamo iniziare», dando il via alla conferenza.

Punti Chiave

  • Verstappen ha rifiutato di rispondere alle domande finché il corrispondente di The Guardian non ha lasciato la sessione media a Suzuka.
  • Il motivo risale a una domanda posta al GP di Abu Dhabi dell’anno precedente, riguardante l’incidente con George Russell in Spagna.
  • Il campione olandese aveva già indicato a novembre scorso quell’episodio di Barcellona come «l’unico punto critico» della sua stagione 2025.
  • Dopo l’uscita del giornalista, la sessione si è svolta senza ulteriori interruzioni, con focus sulla Nordschleife, sulla 24 Ore del Nürburgring e sulle qualifiche in Giappone.
  • In questo avvio di stagione 2026, Verstappen occupa solo l’ottavo posto nel Mondiale Piloti, con Red Bull quinta nei costruttori.

La scena a Suzuka: «Get out. Now we can start»

La sequenza si è consumata in pochi secondi, ma il suo peso specifico è stato enorme. Non appena un cronista ha posto la prima domanda, Verstappen lo ha interrotto con una frase lapidaria: «Un secondo; non parlo finché lui non se ne va». Il botta e risposta successivo, ricostruito integralmente, ha mostrato un Verstappen irremovibile e per nulla disposto al compromesso:

Giornalista: «Davvero?»
Verstappen: «Sì.»
Giornalista: «Per la domanda dell’anno scorso?»
Verstappen: «Sì.»
Giornalista: «Vuoi che me ne vada?»
Verstappen: «Sì.»
Giornalista: «Per la domanda che ti ho fatto ad Abu Dhabi riguardo alla Spagna?»
Verstappen: «Esatto. Vattene.»
Giornalista: «Sei davvero, davvero così arrabbiato per questo?»
Verstappen: «Vattene.»
Verstappen: «Ora possiamo iniziare.»

Non una parola in più, non un tentativo di mediazione. L’episodio ha confermato quanto la ferita legata a quella domanda fosse ancora aperta nella testa del pilota olandese, a distanza di mesi dall’accaduto.

La domanda di Abu Dhabi che ha innescato tutto

Per comprendere la reazione di Verstappen è necessario tornare indietro fino al Gran Premio di Abu Dhabi dell’anno scorso, ultima gara della stagione 2025, disputata subito dopo che il pilota olandese aveva mancato per due soli punti il quinto titolo iridato consecutivo — perso a favore di Lando Norris. In quel contesto già emotivamente carico, il giornalista del Guardian aveva posto questa domanda: «Max, hai perso il titolo da Lando per soli due punti. Cosa pensi adesso dell’incidente con George Russell in Spagna? Lo rimpiangi, guardando indietro?»

La risposta di Verstappen all’epoca era stata pungente: «Dimentichi tutto il resto di quello che è successo nella mia stagione. L’unica cosa che menzioni è Barcellona. Sapevo che sarebbe arrivata questa domanda. Mi stai facendo uno stupido sorriso adesso. Non lo so. Sì, fa parte delle corse alla fine. Si vive e si impara. Il campionato è uno su 24 gare. Ho avuto anche tanti regali di Natale anticipati nella seconda metà, quindi puoi mettere in discussione anche quello.» Un risposta che, pur essendo tecnicamente un’analisi della stagione, tradiva irritazione palpabile per il modo in cui la domanda era stata posta, concentrandosi quasi esclusivamente su quell’episodio negativo.

L’incidente di Barcellona e l’autocritica di Verstappen

L’incidente con George Russell in Spagna è rimasto uno dei momenti più discussi della stagione 2025 di Verstappen. Il campione olandese stesso, parlando con l’emittente olandese ViaPlay nel novembre scorso, aveva definito quell’episodio come l’«unico punto di critica» nei confronti del proprio campionato. Una rara ammissione di colpa da parte di un pilota che, in pista, mostra raramente incertezze.

«Quello che è successo lì, ovviamente, non è stato bello, ma è venuto anche dal fatto che ci tengo davvero», aveva spiegato Verstappen a ViaPlay. «Avrei potuto anche dire: ‘La mia macchina non è veloce, lascio perdere’.» Un commento che svela il lato più passionale e, a tratti, vulnerabile del quattro volte iridato: la sua intensità competitiva, in quel frangente, lo ha portato a una collisione che gli è costata punti preziosi nella rincorsa al titolo. L’episodio barcellonese ha dunque lasciato un segno sia nelle classifiche che nella psicologia del pilota, e la domanda di Abu Dhabi — posta in un momento di dolore fresco — evidentemente non ha fatto altro che riaprire quella ferita.

La sessione dopo l’uscita: Nordschleife, Nürburgring 24h e qualifiche

Una volta che il giornalista ha lasciato la sala, la conferenza stampa di Verstappen a Suzuka si è svolta senza ulteriori interruzioni. I temi principali della sessione hanno spaziato su argomenti ben diversi dalla controversia mediatica: al centro delle domande c’è stata la vittoria sul campo alla Nordschleife ottenuta nel weekend precedente, seguita però da una successiva squalifica, e soprattutto le sue preparazioni per il debutto alla 24 Ore del Nürburgring, previsto più avanti nel corso dell’anno. L’evento rappresenta una novità assoluta per Verstappen nel calendario delle gare endurance, e ha naturalmente suscitato curiosità tra i cronisti presenti.

Un altro argomento discusso è stato il cambiamento dell’ultimo minuto introdotto dalla Formula 1 per il formato delle qualifiche di questo fine settimana a Suzuka. Una modifica regolamentare che ha già fatto discutere nell’ambiente dei box e che aggiunge un elemento di imprevedibilità a un weekend già ricco di storyline.

Una stagione 2026 in salita: ottavo in campionato

Il contesto sportivo in cui arriva il GP del Giappone non è dei più favorevoli per Verstappen e per il team di Milton Keynes. Dopo un avvio di stagione 2026 definito «difficile» dallo stesso entourage, Verstappen si trova attualmente solo in ottava posizione nel Mondiale Piloti — un piazzamento lontanissimo dalla vetta che il quattro volte campione del mondo ha dominato negli anni precedenti. Ancor più preoccupante è la situazione costruttori: Red Bull è solamente quinta nella classifica riservata ai team, un segnale chiaro che la vettura non ha ancora trovato l’equilibrio necessario per competere ai massimi livelli in questo inizio di campionato.

Proprio per questo, sia Verstappen che il team puntano sul GP del Giappone come occasione per invertire la tendenza. Suzuka è tradizionalmente un circuito in cui Red Bull ha storicamente performato bene, e la speranza è che le specificità del tracciato nipponico possano tornare a esaltare le caratteristiche della monoposto. Il weekend di gara è dunque visto come un banco di prova fondamentale per capire se la stagione 2026 di Verstappen possa effettivamente rialzarsi.

Quello che è certo è che, almeno fuori dalla pista, il campione olandese non sembra aver perso nulla della sua determinazione. Che si tratti di un avversario in gara o di una domanda ritenuta ingiusta, Verstappen non arretra di un centimetro. Il GP del Giappone dirà se quella stessa grinta potrà finalmente tradursi in risultati anche in pista.