F1, Tombazis: «Il regolamento 2026 non è da buttare, servono piccoli ritocchi»

Tombazis interviene sul regolamento F1 2026: nessuna rivoluzione, ma aggiustamenti mirati su software e gestione energia dopo l'incidente Bearman-Colapinto in Giappone.

Nicholas Tombazis, responsabile tecnico della FIA e padre del nuovo regolamento di Formula 1, ha preso la parola in un’intervista rilasciata a The Guardian per fare chiarezza sulle intenzioni della Federazione in questo mese di aprile, diventato una finestra temporale preziosa dopo l’annullamento delle due tappe mediorientali a causa della guerra. Il messaggio è netto: il regolamento F1 2026 non va stravolto, ma richiede aggiustamenti mirati su guidabilità, sicurezza e gestione dell’energia, con interventi che potranno arrivare in due fasi distinte.

Punti Chiave

  • La FIA utilizzerà il mese di aprile — liberatosi per l’annullamento delle gare in Medio Oriente — per valutare modifiche al regolamento 2026.
  • Tombazis esclude una revisione radicale: «Il paziente non è in terapia intensiva, ha bisogno di piccoli aggiustamenti».
  • L’incidente tra Bearman e Colapinto in Giappone ha amplificato le preoccupazioni sulla sicurezza legate al divario di velocità tra le vetture.
  • Le modifiche previste riguarderanno le regole sulla gestione dell’energia: interventi su software e settaggi, senza toccare l’hardware.
  • È allo studio un approccio in due fasi: una fase 1 rapida e una fase 2 con più tempo per permettere ai costruttori di adeguarsi.

Il mese di aprile come laboratorio del regolamento

La cancellazione delle due gare in Medio Oriente ha trasformato il calendario di aprile in un’opportunità inattesa per la FIA. Tombazis e il suo staff tecnico dispongono ora di settimane preziose per analizzare i dati raccolti nelle prime uscite stagionali, confrontarsi con i costruttori e i piloti, e pianificare gli aggiustamenti necessari prima che il circus riprenda il suo ritmo frenetico. Un lusso rarissimo in una stagione di Formula 1, dove le gare si susseguono quasi ogni fine settimana e il tempo per la riflessione strutturata è merce rara.

La pressione sulla FIA era già elevata prima ancora che iniziasse il campionato: il regolamento 2026, costruito intorno a vetture più corte, più leggere e dotate di un powertrain ibrido profondamente rinnovato con una quota di energia elettrica molto più elevata rispetto al passato, ha suscitato perplessità diffuse in griglia. Molti piloti hanno manifestato pubblicamente il proprio disagio, segnalando problemi di guidabilità e preoccupazioni legate alla gestione dei differenziali di velocità tra le monoposto nelle diverse configurazioni energetiche.

L’incidente Bearman-Colapinto in Giappone: lo spartiacque

A fare da catalizzatore del dibattito è stato l’incidente che ha coinvolto Oliver Bearman e Franco Colapinto nel Gran Premio del Giappone. Un episodio che, secondo quanto riportato da Tombazis stesso, avrebbe potuto trasformarsi in una catastrofe. Il punto critico è stato identificato nel divario di velocità tra i due piloti al momento del contatto — una variabile che la FIA aveva già individuato come potenziale rischio prima dell’inizio della stagione, senza però riuscire a intervenire in tempo utile per mancanza di dati sufficienti.

«Un incidente ad alta velocità è sempre scioccante», ha dichiarato Tombazis al The Guardian. «Dire che fosse prevedibile non sarebbe corretto, anche se il divario di velocità era stato individuato come possibile rischio. Ne avevamo discusso, ma non era semplice intervenire senza prima avere il tempo di analizzare bene alcuni dati. Intervenire troppo in fretta può portare a peggiorare la situazione o creare nuovi problemi. In ogni caso, la sicurezza resta la priorità assoluta». Una dichiarazione che suona come un riconoscimento implicito di una lacuna nel processo di validazione pre-stagionale, ma anche come una difesa metodologica dell’approccio graduale adottato dalla Federazione.

«Il paziente non è in terapia intensiva»: la difesa del regolamento

Nonostante le critiche, l’ex responsabile tecnico della Ferrari — ruolo ricoperto per oltre un decennio prima del passaggio in FIA — ha difeso con decisione l’impianto complessivo del regolamento 2026, pur ammettendo che alcuni aspetti necessitano di miglioramenti. Il paragone medico scelto da Tombazis è eloquente e riassume perfettamente la sua posizione: «Non stiamo parlando di rivoluzionare completamente il regolamento. Riteniamo che la situazione non sia così critica, il ‘paziente’ non è in terapia intensiva. Ha bisogno piuttosto di piccoli aggiustamenti, non di un intervento radicale».

Il funzionario FIA ha poi aggiunto: «Ci sono aspetti da migliorare sia in termini di guidabilità per i piloti sia per quanto riguarda la sicurezza. Non mi piace dire che va tutto bene, ma nemmeno che sia tutto da buttare. Lo spettacolo piace a molti tifosi, tuttavia dobbiamo fare i conti con un incidente legato a fattori specifici che vanno risolti, oltre alle segnalazioni di alcuni piloti che chiedono miglioramenti». Una posizione di equilibrio che cerca di stemperare gli animi senza rinnegare il lavoro di anni dedicato alla costruzione di questo nuovo quadro tecnico.

Modifiche su software e gestione energia: le due fasi

Il cuore degli interventi previsti riguarda le regole sulla gestione dell’energia. Tombazis ha chiarito che non si toccherà l’hardware delle power unit — il che avrebbe implicazioni enormi per i costruttori in termini di costi e tempi di sviluppo — ma si agirà su settaggi e software, strumenti molto più agili e rapidamente implementabili. Questo approccio permette di intervenire in modo chirurgico sui problemi emersi in pista, in particolare sul tanto discusso divario di velocità tra le vetture, che si manifesta soprattutto nelle situazioni di transizione tra modalità di guida.

«Queste regole sulla gestione dell’energia non comporteranno modifiche all’hardware, ma riguarderanno settaggi e software», ha spiegato Tombazis. «Sono interventi che possono essere introdotti rapidamente e che incidono direttamente sui problemi principali, come il divario di velocità tra le vetture e il livello di soddisfazione dei piloti. Potremmo prevedere una fase 1 e una fase 2, concedendo più tempo alla seconda per permettere ai costruttori di apportare alcune modifiche». La struttura bifasica risponde alla necessità di bilanciare l’urgenza degli interventi con i tempi tecnici dei team motoristici, che non possono adeguare i propri sistemi dall’oggi al domani.

Il prossimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 sarà quindi atteso con grande interesse non soltanto per i risultati in pista, ma anche come primo banco di prova per le eventuali correzioni introdotte dalla FIA. Il lavoro di Tombazis e del suo staff nelle prossime settimane sarà determinante per definire il volto definitivo di questa era tecnica, con l’obiettivo di coniugare spettacolo, competitività e sicurezza — tre priorità che, come l’incidente di Suzuka ha ricordato, non possono essere disgiunte.