Il Gran Premio di Florida, prima tappa del calendario dopo la pausa, ha rappresentato il debutto delle prime modifiche regolamentari alle power unit di Formula 1, pensate per migliorare lo spettacolo in qualifica e contenere le velocità di avvicinamento estreme che avevano caratterizzato i primi appuntamenti della stagione. Tuttavia, secondo Andrea Stella, team principal di McLaren, questi aggiustamenti rappresentano solo un punto di partenza: le vere riforme necessarie per elevare il livello della Formula 1 passeranno per interventi sull’hardware dei motori, e la data realistica per vederli applicati rimane il 2028, lasciando il 2027 sostanzialmente invariato.
Punti Chiave
- Le modifiche regolamentari introdotte in Florida hanno portato miglioramenti modesti, principalmente nella gestione dell’energia elettrica, con risultati più visibili attesi sui circuiti a maggiore richiesta energetica.
- Andrea Stella chiede un aumento del flusso di carburante, batterie più grandi e un ribilanciamento tra energia elettrica e motore ICE per eliminare i cali di prestazione nelle gare.
- Il recupero di energia elettrica potrebbe salire dagli attuali 350kW fino a 400 o 450kW, secondo la proposta del team principal McLaren.
- Toto Wolff (Mercedes) si è detto aperto a piccoli aggiustamenti pur ritenendo la Formula 1 già in buona forma, mentre Steve Nielsen di Alpine ha evidenziato le implicazioni pratiche e di budget.
- Stella chiede che le decisioni vengano prese prima della pausa estiva, per dare ai produttori il tempo necessario di prepararsi per il 2028.

Le modifiche in Florida: miglioramenti modesti, ma la strada è tracciata
La tappa in Florida ha costituito il banco di prova per le prime revisioni al regolamento delle power unit introdotte nel corso della stagione. L’obiettivo dichiarato era duplice: migliorare la qualità dello spettacolo nelle qualifiche e limitare le velocità di avvicinamento eccessive registrate nei GP inaugurali, una problematica che aveva sollevato più di qualche preoccupazione in termini di sicurezza e competitività. I risultati, tuttavia, sono stati definiti da più parti come modesti.

Secondo quanto emerso, i benefici più concreti di queste prime modifiche si concentrano sulla gestione dell’energia elettrica e saranno apprezzabili soprattutto sui tracciati che richiedono un impiego più intenso dell’energia. Circuiti con lunghi rettilinei o sezioni ad alta velocità prolungata dovrebbero beneficiarne in misura maggiore rispetto a layout più tecnici e tortuosi. Un primo segnale incoraggiante, ma insufficiente secondo la visione di Stella.
La proposta Stella: più carburante, batterie più grandi, fino a 450kW elettrici
Andrea Stella non si è limitato a una critica generica. Il team principal italiano di McLaren ha articolato in modo preciso e tecnico quale sia, a suo avviso, la ricetta per un salto qualitativo reale della Formula 1. «Personalmente ritengo che siano necessari aggiustamenti hardware alle power unit per migliorare la Formula 1 in generale», ha spiegato Stella a Motorsport.com. «Per aumentare la potenza del motore a combustione interna servirebbe un incremento del flusso di carburante, un bilanciamento migliore tra energia elettrica e motore ICE e batterie più grandi per evitare cali di prestazione nelle gare più lunghe».
Non solo: Stella ha indicato anche una direzione precisa sul fronte della componente elettrica. «Possiamo anche aumentare la potenza elettrica che si può recuperare, dai 350kW attuali fino a 400 o 450kW. Questo consentirebbe un utilizzo più efficiente dell’energia senza compromettere la strategia di gara». Un incremento che, se applicato, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le vetture gestiscono le fasi cruciali di una gara, riducendo i cosiddetti “lift and coast” e rendendo le battaglie in pista più intense e meno condizionate dalla gestione delle risorse energetiche.
Il nodo dei serbatoi: implicazioni per telaio e budget dei team
La proposta di aumentare il flusso di carburante porta con sé una serie di conseguenze tecniche a cascata che non possono essere sottovalutate. Come ha sottolineato anche Steve Nielsen di Alpine, un maggiore apporto di carburante richiede necessariamente serbatoi di dimensioni superiori, il che si traduce in modifiche al telaio. Un impegno tutt’altro che banale, soprattutto per i team che operano sotto il vincolo del budget cap e che non hanno in programma lo sviluppo di un telaio completamente nuovo per il 2027.
Stella stesso ha riconosciuto questo ostacolo, rimarcando come le tempistiche siano un elemento critico: «Se vogliamo davvero estrarre più dai regolamenti attuali, serviranno modifiche hardware. Ma i tempi sono stretti. Sarebbe ideale definire le decisioni prima della pausa estiva, così i produttori hanno tempo di prepararsi per il 2028». Un appello chiaro alla governance della Formula 1 affinché le discussioni vengano accelerate, evitando che l’incertezza regolamentare penalizzi chi deve pianificare investimenti tecnici significativi con mesi di anticipo.
Le posizioni di Wolff e Nielsen: apertura con riserve
Il dibattito sulle modifiche alle power unit non coinvolge solo McLaren. Toto Wolff, team principal di Mercedes, ha adottato una posizione più cauta e sfumata: piccoli aggiustamenti finalizzati a migliorare lo spettacolo sarebbero accettabili, ma il dirigente austriaco ha anche sottolineato che la Formula 1 si trova già in una condizione di buona salute. Un messaggio che lascia intendere come Mercedes non spinga con la stessa urgenza di McLaren per interventi profondi sull’hardware.
Steve Nielsen di Alpine, dal canto suo, ha preferito concentrarsi sulle implicazioni pratiche, in particolare sui costi. Aumentare la capacità dei serbatoi per accogliere più carburante significherebbe riprogettare parti strutturali del telaio, un investimento che pesa in modo differente a seconda delle risorse disponibili di ciascun costruttore. Per i team di fascia media e bassa del paddock, si tratta di una voce di costo che potrebbe avere un impatto sensibile sullo sviluppo complessivo della vettura, in un contesto dove ogni euro del budget cap deve essere allocato con grande attenzione.
Il 2027 resta invariato: perché il 2028 è l’orizzonte realistico
Il quadro che emerge dal dibattito nel paddock è chiaro: mentre piccoli aggiustamenti regolamentari possono arrivare già nel breve periodo — come dimostrato dalle modifiche introdotte in Florida — le modifiche hardware sostanziali alle power unit sono realisticamente applicabili solo a partire dalla stagione 2028. Questo significa che il 2027, anno che coincide con l’introduzione del nuovo regolamento tecnico sulle vetture, resterà sostanzialmente invariato sul fronte delle unità motrici.
La ragione è strutturale: i produttori di motori — Mercedes, Ferrari, Honda e Renault — necessitano di un lead time adeguato per progettare, sviluppare, testare e omologare le nuove soluzioni hardware. Agire con troppa fretta rischierebbe di penalizzare chi ha meno risorse o chi si trova in una fase avanzata di sviluppo. Ecco perché Stella insiste sulla necessità di chiudere le discussioni prima della pausa estiva: ogni settimana di ritardo riduce il margine di manovra dei costruttori per implementare i cambiamenti in modo efficace e competitivo.
Il prossimo step cruciale sarà quindi nei prossimi mesi, quando la Formula 1 e la FIA dovranno decidere se raccogliere le indicazioni di Stella e aprire formalmente un tavolo di lavoro sulle modifiche hardware alle power unit. La finestra temporale per agire è stretta, e la stagione in corso rappresenta al tempo stesso un laboratorio e un banco di prova per capire fino a dove si può spingere il regolamento attuale prima di dover necessariamente mettere mano ai componenti fisici delle unità motrici.






