F1, Rossi su Antonelli: «Lo seguiamo dai kart a Migliaro»

Rossi esalta la prima vittoria F1 di Kimi Antonelli in Cina con Mercedes, ricordando le sessioni di kart condivise a Migliaro e il digiuno italiano lungo vent'anni.

Valentino Rossi è stato tra i primissimi a complimentarsi con Andrea Kimi Antonelli dopo la storica prima vittoria in Formula 1 conquistata nel Gran Premio della Cina con la Mercedes. In un’intervista esclusiva rilasciata a SportMediaset, il nove volte campione del mondo MotoGP ha raccontato il suo legame personale con il giovane pilota emiliano, seguito fin dagli anni dei kart sulla pista di Migliaro, sottolineando con orgoglio l’importanza storica di questo successo per il motorsport italiano dopo oltre vent’anni di digiuno sul gradino più alto del podio in F1.

Punti Chiave

  • Antonelli ha vinto il Gran Premio della Cina con la Mercedes, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1.
  • Valentino Rossi ha dichiarato di seguire Antonelli fin da quando era bambino, incontrandolo spesso sulla pista di kart di Migliaro durante le sessioni di allenamento.
  • L’ultima vittoria di un pilota italiano in F1 risaliva al Gran Premio della Malesia 2006 con Giancarlo Fisichella.
  • La combinazione di pole position, vittoria e giro veloce nello stesso weekend non era stata centrata da un italiano dalla prestazione di Alberto Ascari nel 1953.
  • Antonelli è stato promosso in Mercedes dopo una rapida scalata dalle formule minori, ripagando fin da subito le attese con un risultato straordinario.

«Lo seguiamo dai kart»: il legame tra Rossi e Antonelli

Le parole di Rossi tracciano un quadro intimo e autentico di un rapporto che va ben oltre la semplice ammirazione tra campioni di generazioni diverse. Il «Dottore» ha spiegato con evidente emozione: «Che bello. Sono contentissimo di vivere questo momento di Kimi perché noi abbiamo iniziato a seguirlo già da piccolino. Veniva su con i kart e ci siamo trovati a girare insieme ogni tanto sulla pista di Migliaro dove qualche volta andiamo ad allenarci noi e c’è anche lui. È stato bellissimo vederlo arrivare fino alla Formula Uno, quest’anno con una macchina competitiva e vederlo vincere per la prima volta».

La pista di Migliaro, nel ferrarese, è dunque lo scenario che unisce simbolicamente due epoche del motorsport italiano: quella del campionissimo di Tavullia, che ha dominato la MotoGP per oltre un decennio, e quella del giovane bolognese che si appresta a scrivere la propria storia nella massima categoria automobilistica. Un luogo di allenamento e confronto dove il talento di Antonelli ha iniziato a farsi notare ben prima che i riflettori della Formula 1 lo illuminassero.

Vent’anni di attesa: l’ultimo italiano vincente prima di Antonelli

Rossi ha inquadrato con precisione storica il significato del trionfo di Shanghai, evidenziando quanto a lungo l’Italia abbia dovuto aspettare per rivedere un proprio rappresentante sul gradino più alto del podio in Formula 1. «Secondo me è una cosa speciale perché in Italia ci mancava da tantissimo tempo un pilota vincente», ha dichiarato il campione MotoGP, ricordando che l’ultima affermazione tricolore risaliva al Gran Premio della Malesia 2006 con Giancarlo Fisichella.

Ma il dato storico ancora più sorprendente, citato dallo stesso Rossi, riguarda la prestazione complessiva del weekend cinese di Antonelli: «Ho letto che la combinazione di pole, vittoria e giro veloce tutte insieme l’ultima volta l’aveva fatta Ascari nel 1953. Quindi è bello per la Formula Uno e per l’Italia». Un hat trick — pole position, vittoria e giro veloce nel medesimo Gran Premio — che non si vedeva sotto bandiera italiana da oltre settant’anni, dai tempi del leggendario Alberto Ascari, bicampione del mondo e icona assoluta della storia automobilistica italiana.

Antonelli in Mercedes: la rapida scalata che Rossi aveva intuito

Il percorso di Antonelli verso la Formula 1 è stato tanto fulmineo quanto coerente con le aspettative che chi lo seguiva da vicino — come Rossi — aveva maturato nel tempo. Promosso in Mercedes dopo una rapida scalata attraverso le formule minori, il pilota emiliano ha trovato quest’anno una vettura competitiva con cui ha potuto esprimere appieno il proprio potenziale. La vittoria di Shanghai non è arrivata dunque come un fulmine a ciel sereno per chi, come il «Dottore», aveva avuto modo di osservare da vicino la crescita del giovane talento.

Il legame tra i due, fatto di sessioni di kart condivise a Migliaro e di una stima reciproca consolidata negli anni, rende il momento ancora più significativo dal punto di vista umano, unendo due generazioni di campioni italiani ai vertici assoluti del motorsport mondiale. Rossi, che conosce bene il peso delle aspettative e la responsabilità di rappresentare i colori azzurri sui circuiti di tutto il mondo, ha saputo cogliere meglio di chiunque altro il valore di ciò che Antonelli ha realizzato a Shanghai.

Il motorsport italiano ritrova un protagonista in F1

Il commento entusiastico di Rossi arriva in un momento di grande fermento per il motorsport tricolore, che con la vittoria di Antonelli torna prepotentemente al centro della scena nel Circus iridato. Dopo due decenni in cui i piloti italiani erano rimasti ai margini della lotta per le vittorie in Formula 1, il successo nel Gran Premio della Cina ridisegna la mappa del talento italiano nel mondo delle corse, riportando entusiasmo e orgoglio nazionale in un ambiente che aspettava da lungo tempo un protagonista di primo piano.

Le parole di Valentino Rossi, figura rispettata e ammirata in tutto il panorama motorsport, amplificano ulteriormente il valore simbolico della vittoria di Antonelli, certificando che dietro al risultato di Shanghai c’è una storia di passione, talento e lavoro che affonda le radici in anni di sacrifici e sessioni di allenamento lontane dai riflettori — come quelle sulla pista di kart di Migliaro, dove tutto, in un certo senso, è iniziato.

Ora tutti gli occhi sono puntati sul prosieguo della stagione di Formula 1: Antonelli, forte di questo primo successo, avrà la possibilità di confermare di essere tornato definitivamente nell’élite mondiale, mentre tifosi e addetti ai lavori attendono di capire se questo trionfo sia l’inizio di una nuova era per il motorsport italiano nella massima formula.