Red Bull Racing si prepara a portare una serie di aggiornamenti al Gran Premio di Miami, nella speranza di invertire la rotta dopo un avvio di stagione 2026 di Formula 1 decisamente sotto le attese. Il team principal Laurent Mekies ha però voluto raffreddare subito gli entusiasmi: i progressi ci saranno, ma nessun miracolo è in programma. La squadra di Milton Keynes si trova attualmente alle spalle di Mercedes, McLaren e Ferrari, con Max Verstappen sempre più insofferente per una situazione che non si sblocca.
Punti Chiave
- Red Bull porterà aggiornamenti tecnici al Gran Premio di Miami nel tentativo di recuperare terreno sul gruppo di testa.
- Il team principal Laurent Mekies esclude una svolta miracolosa immediata, ma si dice fiducioso in un passo avanti concreto.
- La pausa nel calendario — causata dalla cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita — ha dato alla squadra tempo prezioso per lavorare sullo sviluppo.
- In Cina la Red Bull ha perso terreno non solo dai leader di campionato, ma anche rispetto al gruppo di centro classifica.
- Mekies individua problemi specifici legati alle prestazioni in curva a determinate velocità e condizioni di percorrenza.
La pausa nel calendario come opportunità di sviluppo
La cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita ha offerto al reparto tecnico di Red Bull Racing una finestra temporale insolita e preziosa per analizzare i dati accumulati nelle prime gare della stagione. Un lusso raro nel calendario frenetico della Formula 1 moderna, che Mekies intende sfruttare al massimo. «Sono fiducioso che sfrutteremo questa pausa per fare un passo avanti significativo. Abbiamo bisogno di tempo per approfondire i nostri dati, per simulare ciò che vediamo nei dati nel tunnel del vento e nel simulatore, per provare alcune sensibilità — e tutto questo possiamo farlo senza dover correre», ha dichiarato il team principal, come riportato da Crash.net.
Il messaggio è chiaro: la squadra ha identificato le aree critiche su cui intervenire e il lavoro silenzioso che si svolge nei laboratori e nelle gallerie del vento potrebbe già tradursi in qualcosa di concreto in Florida. Ma Mekies tiene i piedi per terra, consapevole che la distanza dai rivali non si colma con un singolo pacchetto di aggiornamenti.
Nessun miracolo a Miami, ma un obiettivo preciso
«Questo vuol dire che arriverete a Miami e avrete risolto tutto come per miracolo? No. Ma sono fiducioso che il team arriverà in fondo alla comprensione del problema e inizierà a portare miglioramenti già a Miami. Sarà solo la pista e il tempo sul giro a darci un’indicazione su se stiamo andando nella direzione giusta», ha aggiunto Mekies, con la lucidità di chi sa che in Formula 1 le promesse si misurano in decimi di secondo.
Il team principal è stato ancora più diretto quando si è parlato dell’entità del recupero atteso: «Non credo che dovremmo aspettarci miracoli sull’ampiezza del divario da colmare, perché il gap è sostanziale. Quello che vorremmo vedere è avere una macchina con cui i nostri piloti possano spingere di nuovo, misurare il distacco dai rivali in quelle condizioni quando siamo in grado di farlo, e poi il resto sarà puro sviluppo fino a fine anno». Un obiettivo intermedio, dunque: non vincere a Miami, ma capire dove si trovano i limiti reali della vettura quando guidata al massimo.
Il passo indietro in Cina: perdita di terreno anche sul midfield
Il punto più preoccupante della prima parte di stagione riguarda le prestazioni in Cina, dove Red Bull ha registrato un vistoso calo di rendimento che è andato oltre il semplice distacco dai vertici. «Pensiamo certamente di aver fatto un passo indietro in Cina, e lo misuriamo non solo rispetto ai top ma anche rispetto al gruppo di mezzo che si è avvicinato a noi. Quindi in Cina abbiamo senza dubbio fatto un passo indietro», ha ammesso Mekies senza giri di parole.
Il team principal ha però respinto l’ipotesi che il problema sia semplicemente una questione di tipologia di circuito, ovvero il numero di curve. «Non credo sia un prodotto del solo numero di curve. C’è una componente per cui, a certe velocità di percorrenza e in certe condizioni di curva, perdiamo un po’ di performance rispetto a quello che il nostro pacchetto dovrebbe darci. Su questo dobbiamo lavorare», ha concluso. Una diagnosi precisa, che suggerisce come il problema sia strutturale e legato all’aerodinamica o alla meccanica a determinate velocità laterali, piuttosto che a una generica mancanza di carico.
La frustrazione di Verstappen e il contesto della stagione 2026
Il quadro che emerge dalle parole di Laurent Mekies è quello di una squadra consapevole della propria situazione e determinata a uscirne, ma senza illudersi di poter fare il salto di qualità in una sola gara. Max Verstappen, campione del mondo in carica, ha già espresso apertamente la sua frustrazione per le difficoltà della vettura, un segnale che anche all’interno del team si percepisce la pressione di non essere all’altezza delle aspettative. Mercedes, McLaren e Ferrari hanno tutti mostrato un passo superiore nelle prime uscite del campionato, e il distacco è descritto dallo stesso Mekies come “sostanziale”.
Gli aggiornamenti previsti per Miami rappresentano dunque il primo banco di prova concreto della capacità di reazione di Red Bull. La squadra sa che il campionato è ancora lungo e che recuperare posizioni è possibile, ma ogni gara persa senza miglioramenti significa punti preziosi che si allontanano nella lotta iridata. Il lavoro nei simulatori e nel tunnel del vento durante la pausa forzata sarà dunque determinante per capire quale direzione stia prendendo davvero la RB di quest’anno.
L’appuntamento di Miami sarà quindi il primo vero test per misurare se gli sforzi compiuti in questa settimana di sviluppo intensivo si tradurranno in millesimi guadagnati sul cronometro. Come ha ribadito lo stesso Mekies, soltanto la pista potrà dare una risposta concreta: i dati, il tunnel del vento e il simulatore possono indicare la strada, ma è il tempo sul giro che, alla fine, conta davvero.





