F1 | Ralf Schumacher demolisce la Red Bull: «Waché non riesce a far combaciare tecnologia e pilota»

Ralf Schumacher demolisce la Red Bull nel podcast Backstage Boxengasse: la RB22 è pesante, difficile da guidare e persino Verstappen fatica. Per l'ex pilota servirebbe un progetto completamente nuovo.

La crisi della Red Bull in questa stagione di Formula 1 è ormai sotto gli occhi di tutti, ma a mettere il dito nella piaga ci ha pensato Ralf Schumacher, ex pilota di F1 e voce autorevole nel mondo del motorsport. Intervenuto nel podcast Backstage Boxengasse, l’ex pilota tedesco ha puntato il dito direttamente contro i vertici tecnici e gestionali del team di Milton Keynes, ovvero il team principal Laurent Mekies e il direttore tecnico Pierre Waché, ritenuti incapaci di trovare una via d’uscita da una situazione definita «caotica». Persino Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, sembra non riuscire a domare la RB22.

Punti Chiave

  • Ralf Schumacher ha criticato apertamente Laurent Mekies e Pierre Waché nel podcast Backstage Boxengasse, definendo la situazione in Red Bull «piuttosto caotica».
  • La RB22 viene descritta come troppo pesante e difficile da guidare, al punto che persino Max Verstappen fatica a controllarla.
  • Dopo tre gare di campionato, entrambi i piloti Red Bull hanno accumulato ritiri, con il team sempre più distante dai top team rivali.
  • Schumacher si dice poco fiducioso anche riguardo all’aggiornamento significativo annunciato dal team, a causa della tensione interna crescente.
  • Secondo l’ex pilota, la Red Bull avrebbe bisogno di un «progetto completamente nuovo» per invertire la rotta.

Una RB22 pesante, lenta e ingestibile: il quadro impietoso

Il problema principale che affligge la Red Bull in questo avvio di stagione è di natura tecnica e strutturale. La RB22, la monoposto sviluppata nel contesto del nuovo regolamento tecnico del 2026, si è rivelata essere un’auto pesante, difficile da guidare e priva della velocità necessaria per competere con i migliori team del campionato. Si tratta di difetti che, in un contesto regolamentare già di per sé complesso — con Verstappen stesso che ha più volte lamentato un tipo di racing lontano dalla sua filosofia di guida — rendono ancora più difficile la vita al pluricampione del mondo olandese.

Nelle prime tre gare della stagione la situazione è apparsa critica non solo in termini di risultati, ma anche per via dei ritiri subiti da entrambi i piloti del team anglo-austriaco. Un inizio di anno da dimenticare che, inevitabilmente, ha alimentato la pressione interna e i giudizi esterni. La perdita di terreno nei confronti dei rivali è evidente, e le parole di Ralf Schumacher fotografano con precisione lo stato d’animo di chi osserva la scena dall’esterno con competenza tecnica e sportiva.

Schumacher su Mekies: «Si trova in una situazione piuttosto caotica»

Nel suo intervento, Ralf Schumacher ha voluto distinguere il giudizio sulla persona da quello sul ruolo. A proposito di Laurent Mekies, team principal della Red Bull Racing, l’ex pilota ha dichiarato: «Laurent è una persona che apprezzo, ma non è quello il suo compito. La sua vera abilità sta nel saper scegliere le persone migliori con cui collaborare. In questo momento si trova in una situazione piuttosto caotica. La macchina non funziona: è pesante, difficile da guidare e persino Max fatica a controllarla. Servirebbe un progetto completamente nuovo».

Le parole di Schumacher sono lapidarie e non lasciano spazio a interpretazioni. Non si tratta di una critica alla persona in sé, ma a come il team nella sua interezza stia affrontando le sfide di questo ciclo regolamentare. Il concetto di un «progetto completamente nuovo» è particolarmente significativo: suggerisce che, secondo l’ex pilota tedesco, non basterebbero aggiornamenti parziali o correttivi tecnici limitati per risollevare le sorti della RB22, ma sarebbe necessario un cambio di approccio radicale.

Il verdetto su Waché: tecnologia e pilota che non si parlano

Ancora più duro è il giudizio di Schumacher nei confronti di Pierre Waché, il direttore tecnico responsabile dello sviluppo della monoposto. L’ex pilota ha dichiarato senza mezzi termini: «Sta arrivando un aggiornamento significativo, ma c’è molta tensione perché il team continua a perdere terreno. Sinceramente, non sono molto fiducioso. Ho l’impressione che Waché non riesca a far combaciare al meglio la tecnologia con le esigenze del pilota».

Questa affermazione tocca un nervo scoperto nel mondo dell’ingegneria motoristica: la capacità di tradurre le soluzioni tecnologiche in prestazioni concrete per il pilota è fondamentale in Formula 1. Una monoposto può essere tecnicamente sofisticata ma risultare inutilizzabile se non risponde alle richieste di guida del pilota, soprattutto quando parliamo di uno dei talenti più raffinati della storia recente del campionato come Verstappen. Il fatto che persino lui faccia fatica a trovare il limite della RB22 è il segnale più eloquente della profondità del problema.

L’aggiornamento in arrivo non convince Schumacher

La Red Bull ha annunciato l’arrivo di un pacchetto di aggiornamenti significativi per cercare di invertire la tendenza. Tuttavia, Ralf Schumacher non si è detto ottimista a riguardo, sottolineando come la tensione all’interno del team sia palpabile e come il ritardo accumulato rispetto ai top team stia pesando sull’ambiente di lavoro. La parola «tensione» usata dall’ex pilota evoca un clima interno tutt’altro che sereno, dove la pressione dei risultati rischia di complicare ulteriormente il lavoro tecnico e strategico.

Un aggiornamento, per quanto significativo, non può da solo risolvere problemi strutturali che sembrano affondare le radici nella filosofia progettuale della vettura. Schumacher, pur non potendo entrare nel dettaglio tecnico specifico delle soluzioni adottate, ha trasmesso con chiarezza la propria sfiducia nella capacità del team di risolvere in tempi brevi le criticità emerse sin dalle prime uscite stagionali.

I prossimi appuntamenti del calendario di F1 saranno un banco di prova decisivo per capire se la Red Bull riuscirà a invertire la rotta grazie agli aggiornamenti previsti, oppure se la crisi si approfondirà ulteriormente. Gli occhi del paddock saranno puntati sulle risposte tecniche di Waché e sull’abilità gestionale di Mekies nel tenere unito e motivato un team abituato a vincere. Verstappen, dal canto suo, attende risposte concrete: la pazienza di un campione del mondo ha un limite, e la Red Bull lo sa bene.