La polemica innescata da Max Verstappen dopo il difficile weekend di gara in Cina non si esaurisce, e anzi trova un interlocutore d’eccezione pronto a rispondere punto per punto. Juan Pablo Montoya, ex pilota di Formula 1, ha preso pubblicamente le distanze dalle critiche del quattro volte campione del mondo al nuovo regolamento F1 2026, smontando con argomenti precisi il paragone — ormai diventato virale — tra le nuove gare e le corse del videogioco Mario Kart. Le dichiarazioni di Montoya sono apparse sulla versione colombiana della testata spagnola AS, e hanno immediatamente riacceso il dibattito in tutto il paddock virtuale e non.
Punti Chiave
- Verstappen ha paragonato le gare con il nuovo regolamento 2026 a una partita di Mario Kart, dopo un weekend difficile in Cina.
- Juan Pablo Montoya ha risposto pubblicamente, difendendo le nuove regole e ricordando che il DRS rendeva i sorpassi già artificiali da oltre 15 anni.
- Secondo Montoya, il vero problema della F1 è comunicativo: il pubblico non capisce la complessità tecnica e strategica di un sorpasso nel nuovo formato.
- L’ex pilota colombiano sottolinea che anche con il nuovo sistema energetico, il pilota deve essere abile nel preparare, eseguire e difendere ogni manovra.
- La Red Bull e Verstappen stanno attraversando un momento di crisi, che potrebbe influenzare la lettura emotiva del nuovo regolamento da parte del campione olandese.
Il «Mario Kart» di Verstappen dopo la débâcle in Cina
Tutto è partito da un weekend da dimenticare per Max Verstappen e per la Red Bull sul circuito cinese. L’olandese, che al momento sembra riflettere la crisi tecnica della sua scuderia, ha usato parole dure per descrivere la nuova era della F1 inaugurata dal regolamento 2026. Il riferimento a Mario Kart — il celebre videogioco di corse della Nintendo, noto per i power-up caricaturali e le dinamiche spesso assurde — è stato scelto non a caso: Verstappen voleva colpire nel segno, suggerendo che le nuove gare abbiano perso la purezza e l’autenticità del vero automobilismo sportivo.
La critica del campione olandese si concentra principalmente sui nuovi sistemi di gestione dell’energia previsti dal regolamento 2026, che consentono ai piloti di attivare un boost di potenza per attaccare il pilota che li precede — un meccanismo che, secondo Verstappen, svuota i sorpassi di genuinità e li rende il frutto di una scelta digitale più che di una manovra fisica. Dichiarazioni forti, che hanno inevitabilmente fatto il giro del mondo e scatenato reazioni contrastanti all’interno e fuori dal paddock.

La risposta di Montoya: «Il DRS era già artificiale da 15 anni»
Nessuno, forse, era più titolato di Juan Pablo Montoya per rispondere a queste accuse. Pilota di un’epoca in cui la F1 era sinonimo di duelli serratissimi e sorpassi conquistati centimetro per centimetro, il colombiano non ha usato mezzi termini. Parlando con la versione colombiana di AS, Montoya ha dichiarato: «I sorpassi risultavano artificiali anche con il DRS, ma nessuno parlava di Mario Kart. Così come negli ultimi 15 anni si premeva un pulsante per facilitare un sorpasso, allo stesso modo oggi si utilizza un comando per avere più energia e attaccare il pilota davanti».
L’argomento è tanto semplice quanto dirompente: il DRS, ovvero il Drag Reduction System introdotto in Formula 1 nel 2011, ha consentito per oltre tre lustri ai piloti di aprire l’ala posteriore e ridurre la resistenza aerodinamica per facilitare i sorpassi in rettilineo. Un sistema che, in molti casi, ha trasformato le manovre di attacco in operazioni quasi automatiche, dove il pilota attaccante aveva un vantaggio di velocità tale da rendere la difesa praticamente impossibile. Eppure, sottolinea Montoya, nessuno in quegli anni ha mai evocato paragoni con videogiochi o parlato di purezza tradita.
Il vero nodo secondo Montoya: un problema di comunicazione, non di regole
Montoya va oltre la semplice difesa del nuovo regolamento e propone una lettura più profonda della situazione, individuando quello che a suo avviso è il vero problema strutturale della Formula 1 moderna. Secondo l’ex pilota colombiano, la questione non sta tanto nelle regole in sé, quanto nell’incapacità della categoria di spiegare al pubblico la complessità di ciò che avviene in pista.
«Il vero problema della Formula 1 è soprattutto comunicativo, perché anche con queste regole il pilota che attacca deve essere molto abile nel preparare il sorpasso, portarlo a termine e poi difendere la posizione conquistata dal possibile contrattacco dell’avversario. Tutto questo processo rimane comunque una vera arte. Quando la Formula 1 capirà come gestire meglio questo aspetto e saprà raccontarlo in modo più chiaro al pubblico, il problema scomparirà», ha dichiarato Montoya.
Parole che mettono il dito in una piaga che va ben oltre il dibattito tecnico sul regolamento 2026. La Formula 1, con la sua crescente complessità — dalle power unit ibride alle strategie sulle gomme, fino ai nuovi sistemi di energia cinetica — fatica a farsi capire da un pubblico sempre più ampio ma non necessariamente specializzato. La narrativa di gara rischia di perdere il filo proprio nei momenti più intensi, quando le variabili tecniche diventano così numerose che anche un esperto fa fatica a seguirle in tempo reale.
Verstappen in crisi con la Red Bull: quanto pesa il contesto?
Non si può ignorare il contesto in cui arrivano le critiche di Verstappen. Il quattro volte iridato sta attraversando, insieme alla sua Red Bull, un momento di evidente difficoltà. Il weekend in Cina è stato descritto come disastroso, e la squadra sembra faticare ad adattarsi alle nuove specifiche tecniche imposte dal regolamento 2026. In questo scenario, le parole del pilota olandese potrebbero riflettere anche la frustrazione per un pacchetto tecnico che non risponde alle sue aspettative, più che una critica puramente filosofica all’essenza delle nuove regole.
È un aspetto che Montoya non tocca esplicitamente, ma che emerge sullo sfondo della polemica: quando si vince, raramente ci si lamenta delle regole. Quando invece i risultati tardano ad arrivare, ogni dettaglio del regolamento diventa un bersaglio facile. La storia della Formula 1 è piena di esempi in questo senso, e il dibattito attuale non fa eccezione.
La disputa tra Verstappen e Montoya sul regolamento F1 2026 sembra destinata ad alimentare il dibattito per le prossime settimane, soprattutto se la Red Bull non riuscirà a trovare rapidamente il passo giusto con il nuovo pacchetto tecnico. Le prossime gare del Mondiale saranno un banco di prova fondamentale: se le prestazioni della squadra di Milton Keynes miglioreranno, sarà interessante osservare se anche il giudizio di Verstappen sulle nuove regole si ammorbidirà. Nel frattempo, la Formula 1 ha davanti a sé la sfida raccolta da Montoya: imparare a raccontarsi meglio, spiegando al mondo perché un sorpasso nell’era 2026 rimanga, nonostante tutto, una vera arte.





