La vittoria di Andrea Kimi Antonelli nel GP della Cina ha riacceso l’orgoglio italiano in Formula 1, riportando il Belpaese sul gradino più alto del podio dopo vent’anni di assenza. Un’impresa che ha colpito non solo i tifosi, ma anche una delle figure più autorevoli e influenti dell’intero paddock: Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della Ferrari negli anni d’oro della scuderia di Maranello. L’ex numero uno del Cavallino, entrato di recente nella famiglia McLaren, ha voluto rendere omaggio al talento del giovane pilota Mercedes con parole cariche di ammirazione, pur non nascondendo un pizzico di rimpianto per non averlo visto correre in rosso.
Punti Chiave
- Andrea Kimi Antonelli ha vinto il GP della Cina a Shanghai, riportando un pilota italiano alla vittoria in F1 dopo vent’anni.
- Antonelli, 19 anni, aveva conquistato la pole position il giorno precedente e ha gestito con sicurezza il vantaggio fino alla bandiera a scacchi.
- Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari e recente figura del mondo McLaren, ha elogiato la maturità e la lucidità del pilota bolognese.
- Montezemolo ha ammesso di aver provato «un po’ di fastidio» nel vedere Antonelli su una Mercedes anziché in Ferrari, riconoscendo però che portarlo a Maranello avrebbe significato esporlo a pressioni eccessive.
- L’ex presidente ha avvertito il giovane pilota di non esaltarsi dopo pochi GP, ricordando che la vettura Mercedes è «chiaramente superiore».

Vent’anni di attesa: Antonelli riporta l’Italia a vincere in F1
Per trovare l’ultima volta che un pilota italiano aveva alzato le braccia al cielo sul gradino più alto del podio in Formula 1 bisogna scorrere indietro il calendario di un ventennio. Un’era geopolitica e sportiva fa, quando il mondo della F1 parlava un’altra lingua e i nomi italiani risuonavano con ben altra frequenza nei comunicati di gara. A Shanghai, su uno dei circuiti più spettacolari e tecnici del calendario mondiale, Andrea Kimi Antonelli ha scritto una pagina di storia, regalando all’Italia un’emozione che in tanti avevano quasi dimenticato di poter rivivere.
Il giovane pilota bolognese, classe 2006, aveva già fatto parlare di sé conquistando la pole position nella sessione di qualifica del sabato, dimostrando un passo gara e una qualità in qualifica fuori dall’ordinario. Domenica, alla partenza — storicamente uno dei suoi punti deboli, come ricorda lo stesso Montezemolo — Antonelli ha cancellato le incertezze del passato, si è portato al comando e ha amministrato il vantaggio con freddezza da veterano, rischiando qualcosa soltanto nelle fasi conclusive della corsa prima di tagliare il traguardo da vincitore assoluto.
Le parole di Montezemolo: «Maturità e lucidità non comuni»
A commentare l’impresa del pilota Mercedes-AMG Petronas è stato proprio Luca Cordero di Montezemolo, la cui voce in materia di talenti del motorsport porta con sé il peso di decenni trascorsi al vertice del mondo Ferrari. Le sue dichiarazioni, riportate da GPKingdom, non lasciano spazio all’ambiguità: la vittoria di Antonelli lo ha «davvero colpito».
«La vittoria di Antonelli mi ha davvero colpito — ha dichiarato Montezemolo — è un ragazzo di 19 anni che sta crescendo costantemente. In passato aveva avuto difficoltà nelle partenze, ma non si è lasciato scoraggiare, è passato al comando e ha guidato con sicurezza, rischiando qualcosa solo nel finale. Ha mostrato una maturità e una lucidità non comuni, soprattutto per un italiano e per uno così giovane». Parole pesanti, provenienti da un uomo che nella sua carriera ha visto da vicino campioni del calibro di Michael Schumacher, Fernando Alonso e Kimi Räikkönen conquistare i titoli mondiali con la rossa di Maranello.
«Mi ha dato fastidio vederlo su una Mercedes»: il rimpianto Ferrari
Eppure, nell’elogio di Montezemolo si insinua anche una nota di rammarico personale, quella di chi avrebbe desiderato vedere quel talento esplodere sotto le insegne del Cavallino Rampante. L’ex presidente non lo nasconde, anzi lo esprime con una franchezza disarmante: «Mi ha dato un po’ fastidio vederlo su una Mercedes. Avrei preferito vederlo in Ferrari». Una confessione che rivela quanto Antonelli sia percepito come un potenziale campione anche da chi ha plasmato la storia della Formula 1 dalla parte opposta del paddock.
Tuttavia, Montezemolo è anche abbastanza lucido da riconoscere che la scelta di far crescere il giovane talento lontano da Maranello è stata probabilmente quella giusta: «Portare subito un talento del genere in Ferrari avrebbe significato metterlo in enorme difficoltà. La pressione sarebbe stata altissima». Un’analisi che riflette la conoscenza profonda degli ingranaggi interni di un team come la Ferrari, dove il peso dell’aspettativa mediatica, del tifo e della tradizione può schiacciare anche i piloti più solidi psicologicamente.

Il consiglio dell’ex presidente: «Continua a crescere, non esaltarti»
Montezemolo non si è limitato ai complimenti, ma ha voluto rivolgere ad Antonelli anche un messaggio diretto, quasi paterno, che suona come un monito contro i rischi dell’eccessiva euforia: «Il consiglio che gli darei è di continuare a crescere, perché, con tutto il rispetto, ha fatto benissimo su una vettura chiaramente superiore». Una sottolineatura importante, quella sul valore del mezzo tecnico, che non vuole sminuire la prestazione del pilota ma invitarlo a mantenere i piedi per terra.

Ed è proprio questa qualità umana quella che sembra aver conquistato di più l’ex numero uno Ferrari: «È una persona con i piedi ben saldi a terra e mi auguro che rimanga così, perché le basi ci sono tutte». Il confronto con altri giovani piloti del passato emerge naturalmente nelle sue parole: «Ho visto molti piloti esaltarsi dopo pochi GP, ma Kimi è diverso». Un riconoscimento che, in bocca a Montezemolo, vale più di qualsiasi trofeo.
Quello di Shanghai potrebbe rappresentare soltanto il primo capitolo di una lunga storia di successi per Andrea Kimi Antonelli. La sua crescita costante all’interno del programma Mercedes, la capacità di superare le proprie difficoltà storiche alle partenze e la maturità dimostrata nella gestione di una gara di alto livello davanti a tutto il mondo sono segnali che il paddock intero ha già registrato. Nelle prossime gare si capirà se la vittoria in Cina è il punto di partenza di una stagione straordinaria oppure la conferma di un talento destinato a dominare la Formula 1 per anni. Nel frattempo, l’Italia intera — e Montezemolo con essa — può tornare a sognare in grande.





