F1 | Montezemolo: «In Ferrari manca leadership, serve qualcuno H24»

L'ex presidente Ferrari elogia Antonelli dopo il secondo successo in Giappone ma sceglie la Rossa: «Ho il cuore rosso». Poi attacca: «In Ferrari manca leadership, serve qualcuno presente H24».

Luca Cordero di Montezemolo, ex Presidente Ferrari e figura iconica della Formula 1, torna a parlare pubblicamente di Andrea Kimi Antonelli dopo la seconda vittoria stagionale dell’italiano al GP del Giappone 2026. Intervistato nel programma televisivo Alla politica del pallone, condotto da Emilio Mancuso, l’ex numero uno di Maranello non si sottrae a una domanda scomoda: chi tifare, il connazionale bolognese al volante della Mercedes o la scuderia del Cavallino Rampante? La risposta è netta, senza esitazioni. Ma Montezemolo ne approfitta anche per lanciare un messaggio preciso alla dirigenza Ferrari: oggi in quel box manca leadership, e manca una figura capace di stare a Maranello ventiquattro ore su ventiquattro.

Punti Chiave

  • Montezemolo ha incontrato di persona Antonelli e suo padre nelle scorse settimane, e il giovane pilota lo ha invitato a vedersi a Bologna.
  • L’ex presidente Ferrari ammette che nelle prime tre gare del 2026 la Mercedes è davanti alla Rossa, che «non ha ancora una macchina in grado di vincere».
  • Montezemolo elogia le qualità umane, caratteriali e tecniche di Antonelli, ma dichiara senza dubbi: «Io ho il cuore rosso».
  • La critica più dura è rivolta alla gestione interna di Ferrari: «Vedo una vera mancanza di leadership», sia sul versante sportivo sia su quello della produzione stradale.
  • Montezemolo lascia aperta una finestra di speranza: «A Miami potrebbe cambiare tutto, vedremo».

La vittoria di Antonelli in Giappone e il terzo posto di Leclerc

Il Gran Premio del Giappone 2026 ha consegnato ad Andrea Kimi Antonelli il secondo successo stagionale consecutivo, ancora una volta davanti alla Ferrari. La Rossa ha comunque dimostrato segnali di competitività: Charles Leclerc ha strappato un ottimo terzo posto, mentre Lewis Hamilton ha chiuso sesto, in evidente difficoltà rispetto alla gara precedente in Cina. Un risultato che fotografa con precisione la gerarchia attuale nella lotta per il titolo: Mercedes davanti, Ferrari che insegue e cerca la quadratura del cerchio tecnica.

Montezemolo ha seguito la gara con grande attenzione e, nell’intervista, ha tracciato un bilancio delle prime tre gare della stagione. Il quadro che emerge è chiaro: «Da quello che ho osservato nelle prime tre gare, oggi la Mercedes è davanti, mentre la Ferrari non ha ancora una macchina in grado di vincere». Un’analisi lucida, che non risparmia critiche alla squadra che lui stesso ha guidato negli anni d’oro con Michael Schumacher.

L’incontro con Antonelli e le qualità del giovane bolognese

Ciò che rende l’intervista particolarmente interessante è il racconto personale di Montezemolo sul suo rapporto diretto con il pilota di Mercedes. L’ex presidente Ferrari ha rivelato di aver incontrato di recente Antonelli insieme a suo padre, e di essere rimasto colpito dalla semplicità e dall’autenticità del ragazzo: «La settimana scorsa, parlando con lui e con suo padre, mi ha detto: ‘Luca, mi raccomando, se vieni a Bologna dobbiamo vederci’. Mi ha colpito, ma mi è piaciuta anche la sua spontaneità. È semplice, autentico».

Un aneddoto che racconta molto del carattere di Antonelli, descritto da Montezemolo come un pilota che unisce talento tecnico e solidità mentale: «Credo abbia tutte le qualità umane, caratteriali e tecniche per diventare un grande». L’ex presidente non si limita alle lodi di circostanza, ma sottolinea come le due vittorie non siano frutto della fortuna: «Le due gare che ha vinto non sono arrivate per caso, ma grazie alla velocità e alla forza mentale, anche nei momenti difficili, come in Cina in qualifica o alla partenza in Giappone». Un riferimento preciso a episodi specifici della stagione, che testimoniano la capacità di Antonelli di gestire la pressione nelle situazioni critiche.

Montezemolo non ha dubbi: «Io ho il cuore rosso»

Eppure, nonostante l’ammirazione genuina per il compaesano bolognese, quando Montezemolo è messo di fronte alla scelta tra Ferrari e Antonelli, la risposta non lascia spazio a interpretazioni. Il legame emotivo con il Cavallino Rampante è più forte di qualsiasi considerazione razionale o campanilismo geografico: «Io ho il cuore rosso e non potrei che sperare in una vittoria Ferrari». Una dichiarazione che suona come una professione di fede, coerente con i decenni trascorsi a costruire la grandezza della scuderia di Maranello.

La speranza, però, è condizionata da una presa d’atto realistica della situazione attuale. Montezemolo non si nasconde dietro ottimismi di facciata: la Mercedes, nelle prime tre gare, ha dimostrato di avere una macchina superiore. La Ferrari può sperare in un ribaltamento, magari già dal prossimo appuntamento del calendario: «A Miami potrebbe cambiare tutto, vedremo». Una finestra aperta, ma accompagnata dalla consapevolezza che servono cambiamenti profondi per tornare a vincere con continuità.

L’attacco alla gestione Ferrari: «Manca leadership a Maranello»

La parte più incisiva e dirompente dell’intervista riguarda però la critica alla struttura dirigenziale di Ferrari. Montezemolo non usa giri di parole e individua con precisione quello che, a suo avviso, è il problema centrale della scuderia: «Oggi in Ferrari vedo una vera mancanza di leadership, serve una figura presente a Maranello 24 ore su 24». Una frecciata che, per chi conosce la storia recente del team, suona come un preciso atto d’accusa nei confronti di chi gestisce il progetto sportivo e aziendale.

L’ex presidente tiene inoltre a precisare l’ampiezza del concetto di leadership che ha in mente: non si tratta solo di una questione legata alla Formula 1, ma di una mancanza che attraversa tutta l’organizzazione. «Quando parlo di leadership, intendo a livello aziendale, sia per la parte stradale sia per la Formula 1», ha sottolineato con fermezza. Un’osservazione che allarga il perimetro della critica ben oltre il paddock e tocca il cuore industriale e identitario del marchio Ferrari nel suo complesso.

L’intervista di Montezemolo, rilasciata al programma Alla politica del pallone di Emilio Mancuso, rappresenta uno dei commenti più autorevoli e diretti sulla stagione di F1 in corso. Le parole dell’ex presidente risuonano con il peso di chi ha vissuto Maranello dall’interno per decenni: la stima per Antonelli è sincera, il tifo per Ferrari è incondizionato, ma la diagnosi sui problemi della Rossa è impietosa. Il prossimo banco di prova sarà il Gran Premio di Miami, dove — secondo Montezemolo stesso — le gerarchie potrebbero rimescolarsi.