Lando Norris ha dovuto accontentarsi del secondo posto nel GP di Miami, superato da Kimi Antonelli su Mercedes grazie a un undercut perfetto. Il campione del mondo in carica, che aveva preso la testa della gara poco dopo il termine di una Safety Car, si è fermato ai box un giro dopo il pilota Mercedes, subendo il sorpasso strategico che si è rivelato decisivo. Un risultato positivo per la classifica, ma che lascia l’amaro in bocca al britannico della McLaren, convinto che la vittoria fosse alla sua portata.
Punti Chiave
- Norris è arrivato secondo nel GP di Miami dietro a Kimi Antonelli (Mercedes), vittima di un undercut al momento dei pit stop.
- Il campione del mondo ha ammesso l’errore strategico: McLaren avrebbe dovuto fermarsi ai box prima di Antonelli.
- Norris ha riconosciuto i meriti di Antonelli, sottolineando che il giovane pilota Mercedes non ha commesso errori abbastanza grandi da poter essere sfruttati.
- Il pilota McLaren ha evidenziato come la gestione della batteria sia un elemento tattico fondamentale con le nuove vetture del 2026.
- Nonostante la delusione, Norris ha definito il weekend «complessivamente positivo», con gli aggiornamenti McLaren che sembrano funzionare bene.
L’undercut di Antonelli: «Dovevamo fermarci per primi»
Norris non ha cercato alibi nell’analisi post-gara, affidandosi alle parole riportate sul sito ufficiale della Formula 1: «Un risultato misto, davvero. Ci hanno semplicemente fatto undercut. Nessuna scusa al di là di questo. Ci hanno fatto undercut, avremmo dovuto fermarci per primi. Kimi ha fatto un buon lavoro, complimenti a Mercedes e a Kimi, hanno corso una bella gara». Una dichiarazione netta, che fotografa con precisione il momento chiave del Gran Premio di Miami: la finestra dei pit stop, con Antonelli che si è fermato un giro prima di Norris, uscendo dai box davanti al pilota McLaren e mantenendo poi la posizione sino alla bandiera a scacchi.
Il fatto che Norris guidasse la corsa dopo il regime di Safety Car rendeva ancora più bruciante la beffa strategica. Avere il controllo della gara e vedersi scavalcare non in pista ma attraverso una scelta di timing diversa rappresenta uno degli scenari più frustranti per qualsiasi pilota, a maggior ragione per il campione del mondo in carica. La chiarezza con cui il britannico ha ammesso la responsabilità collettiva — usando il «we», il noi — è tuttavia indicativa della maturità dimostrata da Norris e dal team nelle ultime stagioni.
Le nuove vetture e i grandi freni: un tracciato che non perdona
Il campione del mondo ha poi allargato la riflessione alle caratteristiche tecniche di questo appuntamento, ammettendo che è facile commettere errori sul tracciato di Miami con le nuove monoposto e le grandi zone di frenata che caratterizzano il layout del circuito. Eppure, Antonelli non ha concesso nulla: nessun errore abbastanza grande da permettere a Norris di riaprire la lotta per la prima posizione. Un dato che impone rispetto nei confronti del giovane pilota Mercedes, capace di gestire la pressione del campione del mondo senza cedere.
Norris ha anche sottolineato un aspetto tattico particolarmente rilevante nella stagione in corso: la gestione della batteria. I piloti devono essere scrupolosi nell’utilizzo dell’energia elettrica, perché un errore di calcolo in questo senso può compromettere l’intera gara, portando a ritrovarsi nelle situazioni peggiori in momenti cruciali. Un elemento che aggiunge uno strato di complessità strategica ulteriore rispetto alle stagioni precedenti, richiedendo una coordinazione costante tra il pilota e il muretto dei box.
«Deluso per la vittoria mancata, ma sono orgoglioso del team»
Nonostante la delusione, Norris ha voluto guardare al quadro d’insieme con spirito costruttivo. «Devo essere contento, e penso che come squadra dobbiamo essere contenti», ha dichiarato, prima di aggiungere: «Penso di aver fatto un buon lavoro, e il team ha fatto un buon lavoro per tutto il weekend, quindi devo essere orgoglioso di tutti». Parole che testimoniano un clima positivo in casa McLaren, con un pacchetto tecnico che, grazie agli aggiornamenti portati in pista, sembra funzionare ad alti livelli.
Il rimpianto, però, resta palpabile: «Sono deluso di aver mancato la vittoria qui a Miami, penso che oggi fosse possibile, ma alla fine non avevo il passo per superarlo. Incassiamo il colpo, ed è comunque un weekend positivo nel complesso». Il riferimento alla possibilità concreta di vincere non è retorica: Norris ha dimostrato di avere la velocità per stare con Antonelli, e l’unica differenza è stata la finestra dei pit stop. Un errore evitabile, come lui stesso ha riconosciuto senza giri di parole.
McLaren e gli aggiornamenti: il potenziale c’è
Al netto del secondo posto, il weekend di Miami porta indicazioni incoraggianti per la McLaren. Gli aggiornamenti portati sulla MCL39 sembrano funzionare secondo le aspettative, confermando la competitività della squadra di Woking in questo avvio di stagione. Norris ha guidato con autorità, prendendo il comando della gara e mantenendo un ritmo di alto livello per gran parte della distanza. Il fatto che la vittoria sia sfumata per una questione di timing, e non di passo gara, è un segnale che il potenziale della monoposto è reale.
Per Norris, il secondo posto a Miami si aggiunge al bottino di una stagione che lo vede difendere il titolo di campione del mondo. La pressione è alta, ma le risorse tecniche e umane della McLaren sembrano adeguate per sostenere questa sfida. Il prossimo appuntamento del calendario sarà l’occasione per rimettere i conti in ordine e puntare alla vittoria che, come ha detto lo stesso Norris, oggi era possibile ma non è arrivata.






