La Corea del Sud si avvicina concretamente al ritorno nel calendario di Formula 1. Uno studio di fattibilità appena completato ha confermato la sostenibilità economica del progetto, aprendo la strada a un nuovo Gran Premio nella città di Incheon, con un tracciato cittadino disegnato attorno all’area di Songdo. L’ultima apparizione del paese nella massima serie automobilistica risale al 2013, e da allora molta acqua è passata sotto i ponti: la popolarità dello sport è esplosa, soprattutto tra le generazioni più giovani, rendendo oggi il contesto radicalmente diverso rispetto a un decennio fa.
Punti Chiave
- Uno studio di fattibilità ha confermato la convenienza economica di un ritorno della F1 in Corea del Sud, con il governo metropolitano di Incheon pronto a proseguire l’iter.
- Il progetto prevede un circuito cittadino nell’area di Songdo, lungo quasi cinque chilometri, con 15 curve e un mix di rettilinei veloci e sezioni tecniche.
- Gli organizzatori stimano fino a 400.000 visitatori nell’arco del weekend di gara, con ricadute economiche nell’ordine di miliardi e la creazione di migliaia di posti di lavoro.
- Il team principal Mercedes Toto Wolff ha definito la Corea del Sud «un mercato inesplorato», auspicando un ritorno della F1 nel paese.
- L’ultima edizione del Gran Premio di Corea si disputò nel 2013 al Korean International Circuit, dopo sole quattro edizioni in calendario.
Dallo stop del 2013 alla nuova candidatura: cosa è cambiato
Il Gran Premio di Corea ha avuto una storia travagliata sin dalla sua prima edizione. Il Korean International Circuit, situato a Yeongam, non era completamente pronto al momento del debutto in calendario, e l’interesse del pubblico locale rimase ben al di sotto delle aspettative. Questi fattori combinati portarono alla rapida scomparsa dell’appuntamento: dopo sole quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 2013, la Corea del Sud uscì definitivamente dal calendario iridato.
Nel corso del decennio successivo, tuttavia, qualcosa è cambiato in modo profondo. La Formula 1 ha conquistato nuove fasce di pubblico in tutto il mondo, e la Corea del Sud non fa eccezione: le generazioni più giovani hanno abbracciato lo sport con un entusiasmo che all’epoca del Korean International Circuit era impensabile. Questo rinnovato interesse costituisce oggi uno degli argomenti più solidi a favore della nuova candidatura, che si presenta con presupposti sociali e di mercato completamente differenti rispetto al passato.
Il tracciato di Songdo: 5 km, 15 curve, ispirazione Marina Bay
Il cuore del progetto è un circuito cittadino nell’area di Songdo, uno dei quartieri più moderni e futuristici di Incheon. Il layout proposto misurerebbe quasi cinque chilometri in lunghezza e conterebbe 15 curve, alternando rettilinei ad alta velocità a sezioni più tortuose e tecniche. Una combinazione studiata per garantire spettacolo tanto in gara quanto in qualifica.
Il riferimento dichiarato nella fase di progettazione è il Marina Bay Street Circuit di Singapore, uno degli appuntamenti più scenografici e apprezzati dell’intero calendario di F1. L’obiettivo degli organizzatori è replicare quella capacità di fondere velocità e immagini mozzafiato, sfruttando l’architettura contemporanea di Songdo come fondale naturale per le monoposto. Un circuito di questo tipo, se realizzato, si collocherebbe immediatamente tra i tracciati cittadini più importanti della stagione.
L’impatto economico: miliardi di ricavi e migliaia di posti di lavoro
Le ambizioni del progetto non si fermano alla pista. Secondo le proiezioni elaborate nello studio di fattibilità, un Gran Premio di Formula 1 a Incheon potrebbe attirare fino a 400.000 visitatori nel corso di un solo weekend di gara, un dato che sottolinea la portata dell’iniziativa e il suo potenziale impatto sul turismo locale e nazionale. Per fare un paragone, si tratta di cifre paragonabili a quelle degli eventi più frequentati dell’intero calendario iridato.
Sul fronte finanziario, il governo metropolitano di Incheon è pronto a sostenere il progetto con risorse pubbliche, mentre le entrate previste dal turismo potrebbero generare ricadute economiche nell’ordine di miliardi, con la creazione di migliaia di posti di lavoro nel settore dell’ospitalità, dei servizi e dell’organizzazione eventi. Il governo metropolitano di Incheon ha reso nota la propria intenzione di proseguire: «Sulla base dei risultati di questo studio, continueremo a valutare l’opportunità di attrarre la competizione», ha dichiarato ufficialmente, confermando che lo studio ha fornito il supporto necessario per andare avanti.
Toto Wolff: «La Corea è un mercato inesplorato, sarebbe fantastico tornare»
A dare ulteriore peso alla candidatura sudcoreana c’è anche l’endorsement di alcune delle figure più influenti del paddock. Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha espresso un giudizio netto sulla questione, definendo la Corea del Sud «un mercato inesplorato» e aggiungendo che «sarebbe fantastico poter tornare e mostrare quanto la Formula 1 sia cambiata negli ultimi dieci anni». Parole che fotografano bene la visione con cui la F1 guarda a questo potenziale nuovo appuntamento: non un semplice recupero di un evento del passato, ma una vera e propria apertura verso un pubblico nuovo, curioso e già in parte conquistato dalla crescita globale dello sport.
Il riferimento ai «dieci anni» di Wolff non è casuale: dalla stagione 2013 a oggi, la Formula 1 ha cambiato proprietà, format, regolamenti e comunicazione in modo radicale. L’arrivo di Liberty Media, la rivoluzione dei social media, la serie Netflix «Drive to Survive» e l’introduzione della Sprint Race hanno trasformato l’immagine dello sport nel mondo. Portare tutto questo in Corea del Sud significherebbe presentarsi con un prodotto profondamente rinnovato rispetto all’ultima volta.
I prossimi passi dipenderanno dall’iter istituzionale avviato dal governo di Incheon e dai negoziati con Formula 1 Management. Nessuna data ufficiale è ancora stata comunicata per un eventuale inserimento nel calendario, ma la positività dello studio di fattibilità rappresenta un passo concreto e significativo verso la firma di un accordo. Gli appassionati sudcoreani — e non solo — attendono sviluppi.





