F1 | Honda ammette: migliorare il motore non è lavoro a breve termine

Honda conferma che il lavoro per migliorare il motore F1 non è a breve termine: affidabilità prioritaria, sistema ADUO non attivo prima di maggio e Aston Martin ultima a Suzuka con Alonso.

La partnership tra Aston Martin e Honda sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente: un solo ritiro classificato tra i tre piloti nelle prime tre gare del 2026, e una qualifica da incubo proprio al Gran Premio di casa del costruttore giapponese a Suzuka, dove il team si è rivelato il più lento in assoluto. La situazione è chiara: il motore Honda è sottopotente e appena abbozzato sul fronte dell’affidabilità, e chi si aspettava una soluzione rapida dovrà ricredersi. L’ingegnere di pista di riferimento Honda, Shintaro Orihara, ha confermato che migliorare le prestazioni del propulsore «non è un lavoro a breve termine».

Punti Chiave

  • Honda ha avviato sviluppi in background per migliorare il motore F1, ma un aggiornamento prestazionale significativo non è previsto nel breve periodo.
  • Ad Aston Martin e Honda è toccato il peggior avvio stagionale del loro accordo: un solo classificato in tre gare e le qualifiche più lente al GP del Giappone.
  • A Suzuka la vettura era 20-30 km/h più lenta dei rivali sui rettilinei nella prima parte del giro, con l’MGU-K non utilizzato tra le curve 3 e 6.
  • Il sistema ADUO prevede due upgrade prestazionali concessi quest’anno a Honda, ma il primo periodo ADUO non sarà definito prima di maggio.
  • Fernando Alonso ha registrato un deficit medio in qualifica, posizione in griglia e percentuale di giri completati peggiore rispetto agli anni McLaren-Honda 2015-2016-2017.

Il divario Honda: potenza, batteria e MGU-K penalizzano l’AMR26

L’entità del deficit Honda è difficile da quantificare con precisione, ma gli indizi in pista sono eloquenti. Non solo la potenza del motore a combustione interna è inferiore a quella dei rivali, ma l’utilizzo inefficiente della batteria limita ulteriormente il dispiegamento dell’MGU-K e la sua ricarica lungo il giro. A Suzuka, nelle qualifiche, la vettura di Aston Martin accusava un ritardo di 20-30 km/h sui rettilinei più lunghi nella prima parte del tracciato. Ancora più rivelatore il fatto che l’MGU-K non venisse utilizzato tra le curve 3 e 6, un’assenza che ha penalizzato pesantemente il settore uno.

È comunque doveroso distinguere: parte delle difficoltà è imputabile all’AMR26 stessa, con velocità minime in curva insufficienti che riflettono i limiti aerodinamici e meccanici del telaio — problemi che il team ha riconosciuto apertamente a Suzuka. La differenza cruciale, però, è che migliorare il telaio è un’operazione più rapida rispetto a sviluppare un nuovo motore. Su quel fronte sono in programma sia un programma di riduzione del peso sia uno sviluppo aerodinamico esteso nel corso della stagione.

Il sistema ADUO e i tempi regolamentari per l’aggiornamento motore

Per il 2026, il regolamento introduce il sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), che monitora le performance dei motori e assegna opportunità di sviluppo aggiuntive ai costruttori in difficoltà, in proporzione al loro distacco dai rivali. Honda si troverebbe in linea per il massimo supporto previsto dal sistema, il che significa due aggiornamenti prestazionali consentiti nel corso dell’anno, con un ampliamento del budget consentito e delle ore al banco prova.

Tuttavia, i tempi burocratici e tecnici rendono la situazione ancora più complessa. Un incontro tra gli stakeholder della F1 previsto nel corso della settimana dovrà stabilire quando sarà definito il primo periodo ADUO. La cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita ha alterato la tabella di marcia originaria — che era pensata per un calendario di 24 gare — rendendo tutto più incerto. La data più realistica per l’apertura del primo periodo ADUO non è prima di maggio. E anche una volta stabilito il momento, progettare, testare, validare e produrre una specifica motore completamente nuova richiede ulteriori mesi di lavoro. Il risultato è che, salvo l’introduzione di un aggiornamento intermedio, difficilmente si vedrà qualcosa di concreto prima della pausa estiva.

Affidabilità prima di tutto: Honda punta a Miami per le prime modifiche

Nel pieno di questa crisi, la priorità assoluta di Honda è stata il controllo dell’affidabilità. Il lavoro di sviluppo prestazionale è proseguito in parallelo, ma la scarsa tenuta del propulsore ha assorbito tempo e risorse che avrebbero altrimenti potuto essere destinate a miglioramenti di performance. Le contromisure adottate finora sono state correzioni tampone, ma la finestra di quattro settimane senza gare tra il GP del Giappone e Miami apre uno spiraglio concreto.

Gli aggiornamenti legati all’affidabilità possono essere introdotti al di fuori del sistema ADUO, previa autorizzazione FIA — a differenza degli aggiornamenti prestazionali, che devono seguire le regole del sistema. Il problema è che modifiche sostanziali richiedono lunghi tempi di validazione, e agire già in occasione del GP di Miami a inizio maggio potrebbe essere ambizioso. Honda ha comunque lasciato intendere che quello è l’obiettivo. E un miglioramento dell’affidabilità potrebbe sbloccare indirettamente anche qualche margine di performance: attualmente Honda sta girando in modalità conservativa, con circa 1000 giri al minuto in meno rispetto al potenziale massimo.

«Stiamo ancora prendendo un po’ di margine per completare i giri, ma non troppo», ha dichiarato Orihara. «Quello su cui dobbiamo concentrarci è migliorare la nostra gestione dell’energia. Le condizioni operative del nostro motore sono vicine al limite, quindi non possiamo permetterci troppo margine. Ci concentriamo sul migliorare le impostazioni dei dati e anche sul migliorare le prestazioni del motore al banco prova. Questo è il nostro punto di focus principale.»

La voce di Honda: Orihara spiega il lavoro parallelo a Sakura

Shintaro Orihara, ingegnere di pista di punta di Honda in F1, ha illustrato in modo dettagliato la natura del lavoro in corso. «Stiamo lavorando duramente per migliorare l’affidabilità della batteria, ma dall’altro lato, anche alla fabbrica di Sakura, stiamo lavorando duramente per migliorare le prestazioni del motore», ha spiegato. «E stiamo anche lavorando duramente per ottimizzare la gestione dell’energia. È un lavoro in parallelo, ora.»

Orihara ha poi aggiunto: «Sviluppare le prestazioni del motore, meccanicamente, non è un lavoro a breve termine, quindi continuiamo a lavorare duramente per migliorare le prestazioni del motore in background. Ma abbiamo raccolto molti dati attraverso la distanza di gara a Suzuka. Questo ci dà più… come dire, dati per migliorare la guidabilità e anche la gestione dell’energia. Ci dà buoni dati per le prossime quattro settimane in vista di Miami.»

Le parole di Orihara tratteggiano un quadro di lavoro intenso su più fronti, ma anche di consapevolezza che i risultati non possono essere immediati. Sakura — il centro tecnico di Honda per i motori F1 — è il cuore pulsante di questo sforzo, e sarà il luogo dove si deciderà il futuro della partnership con Aston Martin.

Alonso peggio che negli anni McLaren-Honda: numeri impietosi

A rendere ancora più drammatica la situazione ci pensano le statistiche che riguardano Fernando Alonso. Il pilota spagnolo, che proprio in quegli anni McLaren-Honda aveva vissuto uno dei periodi più frustranti della sua carriera, ha oggi una media qualifica peggiore, una posizione in griglia inferiore e una percentuale di giri completati più bassa rispetto a quanto registrato nelle prime tre gare del 2015, 2016 e 2017. Un confronto impietoso, che parla da solo sulla gravità del momento attuale.

Alonso stesso si aspetta pochi cambiamenti nella situazione competitiva di Aston Martin prima della pausa estiva, e il team potrebbe rimanere nella parte bassa del gruppo per diversi mesi ancora. Le diverse problematiche — motore, telaio, affidabilità — si sommano e si intrecciano, rendendo il percorso di risalita più lungo e tortuoso di quanto chiunque avrebbe potuto anticipare alla vigilia della stagione.

Il prossimo appuntamento sarà il Gran Premio di Miami a inizio maggio, che potrebbe portare le prime modifiche di affidabilità al propulsore Honda. Gli occhi saranno puntati non solo sui tempi sul giro, ma soprattutto sulla capacità di Honda di completare le gare e raccogliere dati preziosi per lo sviluppo futuro — un passo alla volta, sulla lunga strada verso la competitività.