Lewis Hamilton torna a sorridere sotto le insegne della Scuderia Ferrari. Dopo il podio conquistato al Gran Premio di Cina sul circuito di Shanghai, il sette volte campione del mondo ha esaltato il contributo del nuovo ingegnere di pista provvisorio Carlo Santi, il tecnico veronese promosso al ruolo già a partire dai test in Bahrain. «Il nuovo ingegnere di pista per me è stato uno stimolo e all’interno del team il morale è alto. Non vedo l’ora di tornare a Maranello la prossima settimana e rivedere tutti», ha dichiarato Hamilton in conferenza stampa a Shanghai, con parole che fotografano un ambiente ritrovato e una voglia di vittoria di nuovo accesa.
Punti Chiave
- Lewis Hamilton è salito sul podio al Gran Premio di Cina, il primo risultato di rilievo dopo un periodo difficile alla Ferrari.
- Carlo Santi, ingegnere veronese, è stato promosso a ingegnere di pista di Hamilton a partire dai test in Bahrain, in sostituzione provvisoria di Riccardo Adami.
- Il ruolo di Santi è temporaneo: una volta superati i tre mesi di gardening, sarà Cedric Michel-Grosjean — ex ingegnere delle prestazioni McLaren — a diventare il nuovo ingegnere di pista di Hamilton.
- Il team principal Frederic Vasseur ha dichiarato che la coppia Hamilton-Santi funziona bene e che non c’è fretta nel prendere una decisione sul cambio definitivo.
- Il podio a Shanghai ha riacceso la sete di vittoria di Hamilton, ora impegnato anche nel duello diretto con la sua ex scuderia Mercedes.

Il podio di Shanghai e la rinascita di Hamilton
Il Gran Premio di Cina ha segnato una svolta nella stagione di Lewis Hamilton in Ferrari. Sul circuito di Shanghai, il campione britannico è riuscito a conquistare il podio al termine di una lotta serrata con il compagno di squadra, ritrovando quella costanza di risultati che nelle settimane precedenti sembrava sfuggirgli di mano. Per il sette volte iridato si era trattato di un avvio di avventura in rosso segnato da difficoltà, un periodo che lo stesso pilota ha riconosciuto come veramente impegnativo.
L’arrivo di Carlo Santi nel ruolo di ingegnere di pista ha rappresentato una scintilla. Il cambiamento, avvenuto già in occasione dei test in Bahrain, ha dato nuova linfa non soltanto al rapporto tecnico tra pilota e muretto, ma all’intero ambiente Ferrari. Le parole di Hamilton dopo la gara cinese non lasciano spazio a interpretazioni: il tecnico veronese ha saputo instaurare da subito un rapporto efficace con il campione inglese, contribuendo in maniera tangibile al ritrovato feeling in pista.
Da Riccardo Adami a Carlo Santi: il passaggio di consegne in Ferrari
Il cambio in cabina tecnica è avvenuto in modo graduale ma deciso. Riccardo Adami, storico ingegnere di pista già in forza alla Ferrari, ha ceduto il suo posto a Carlo Santi in via temporanea. Si tratta di un passaggio provvisorio, chiaramente delineato dalla struttura tecnica della Scuderia: Santi ricopre il ruolo nel periodo di transizione, in attesa che scadano i tre mesi di gardening previsti dal contratto del vero erede designato.
Quel nome è già ufficiale in casa Ferrari: Cedric Michel-Grosjean, ex ingegnere delle prestazioni della McLaren, è stato individuato dalla Scuderia come il professionista destinato a diventare il punto di riferimento tecnico di Hamilton nel lungo periodo. Il suo ingresso permetterà alla coppia pilota-ingegnere di costruire una sintonia profonda, fondamentale per massimizzare le prestazioni di una Ferrari chiamata a lottare ai vertici del Mondiale.

Vasseur: «Michel-Grosjean ottimo acquisto, ma non c’è fretta»
A fare chiarezza sulla situazione è stato il team principal Frederic Vasseur, intervenuto ai microfoni dei media al termine del Gran Premio d’Australia. Il manager francese ha voluto raffreddare ogni possibile ansia da prestazione legata al cambio, ribadendo la piena fiducia nella soluzione attuale e nella strada già tracciata per il futuro. «Penso che Michel-Grosjean sia un ottimo acquisto e che possa intendersi bene con Hamilton nell’ottica di diventare il suo ingegnere di pista», ha dichiarato Vasseur. «Adesso ad occuparsi di Lewis c’è Carlo Santi e la coppia sta funzionando bene. Prenderemo una decisione insieme, ma non c’è fretta».
Le parole di Vasseur trasmettono un messaggio preciso: la Ferrari non intende bruciare le tappe né destabilizzare un equilibrio che, almeno a Shanghai, ha già prodotto risultati concreti. La capacità del team di gestire questa fase di transizione con calma e metodo sarà un banco di prova importante anche per la tenuta psicologica del gruppo, che Hamilton stesso descrive come animato da un morale alto.
Hamilton contro Mercedes: la sfida extra che alimenta la motivazione
Il contesto in cui si inserisce questa rinascita di Hamilton è reso ancora più stimolante da un elemento narrativo unico: il campione britannico si trova ora a fronteggiare in pista la Mercedes, la scuderia con cui ha scritto pagine indelebili della storia della Formula 1. Ora che Hamilton siede al volante della Ferrari, ogni confronto con la casa di Stoccarda assume un sapore speciale, un incrocio tra passato e presente che non fa che alimentare la competitività del pilota.
Il podio di Shanghai, maturato anche in un confronto interno alla Ferrari con il compagno di squadra, è la dimostrazione più concreta che Hamilton è tornato a fare ciò che sa fare meglio: lottare per le posizioni che contano. Con Santi al muretto e Michel-Grosjean in arrivo, le fondamenta tecniche per una stagione competitiva sembrano più solide. E la voglia di vincere, come confermato dallo stesso sette volte iridato, è di nuovo al massimo.

Il prossimo appuntamento sarà cruciale per capire se il podio cinese rappresenti davvero una svolta consolidata o un episodio isolato. Hamilton ha già anticipato di non vedere l’ora di tornare a Maranello per rivedere il suo team: un segnale di appartenenza e motivazione che, in Ferrari, non può che essere accolto con entusiasmo da tutto il reparto corse.






