La FIA e i costruttori di Formula 1 hanno concordato una modifica regolamentare dell’ultimo minuto in vista del Gran Premio del Giappone: per le qualifiche a Suzuka, il limite di ricarica della batteria per giro verrà ridotto da 9MJ a 8MJ. La decisione, approvata all’unanimità, nasce dalla preoccupazione crescente che la gestione dell’energia stia compromettendo lo spettacolo della caccia alla pole position, con i piloti costretti a privilegiare il recupero energetico piuttosto che spingere al limite.
Punti Chiave
- Il limite di ricarica per giro in qualifica a Suzuka è stato ridotto da 9MJ a 8MJ con decisione unanime di FIA e costruttori.
- La riduzione dovrebbe tagliare la necessità di super clipping fino a quattro secondi per giro secondo le fonti.
- Suzuka è considerata una pista ad alto rischio di “energy starvation” per la scarsità di zone di frenata pesante dove ricaricare le batterie.
- McLaren e Williams hanno già avvertito che Suzuka si avvicinerà al profilo energetico di Melbourne più che a quello di Shanghai.
- Soluzioni a lungo termine per le qualifiche sono attese entro il GP di Miami, previsto all’inizio di maggio.
Perché Suzuka è il banco di prova più difficile per le nuove regole 2026
Nel calendario della stagione 2026, Suzuka rappresenta uno dei circuiti più insidiosi dal punto di vista della gestione energetica. A differenza di Shanghai — giudicata nella parte migliore dello spettro — il tracciato giapponese dispone di pochissime zone di frenata pesante dove i sistemi ibridi possono ricaricare le batterie in modo efficiente. Questo rende il circuito molto più simile all’Albert Park di Melbourne, teatro del Gran Premio d’Australia, che era stato considerato uno dei tracciati più difficili dell’intero calendario sotto questo profilo.
Le simulazioni condotte prima del weekend hanno confermato i timori: senza un intervento regolamentare, i piloti sarebbero stati costretti a ricorrere massicciamente al cosiddetto super clipping — la modalità in cui la vettura, pur essendo a pieno gas, entra in fase di harvesting per ricaricare la batteria, riducendo sensibilmente la velocità effettiva. Un fenomeno che, in qualifica, avrebbe potuto rendere i giri degli shoot-out molto meno rappresentativi del vero potenziale delle monoposto.
Il super clipping: cos’è e perché rovina la qualifica
Il super clipping è il meccanismo al centro delle preoccupazioni emerse nelle prime gare della stagione 2026. Si verifica quando una vettura, trovandosi a pieno acceleratore, commuta automaticamente in modalità di recupero energetico per ricaricare la batteria. Il risultato è una riduzione della velocità di punta che, in qualifica, si traduce in tempi sul giro meno rapidi e in una guida meno spettacolare per il pubblico.
Secondo le fonti citate da The Race, il passaggio da un limite di ricarica di 9MJ a 8MJ per giro dovrebbe ridurre la necessità di ricorrere al super clipping fino a quattro secondi per giro. Si tratta di un intervento chirurgico: abbassando la quantità di energia che può essere recuperata, si riduce anche la “pressione” sui piloti di dover gestire ogni curva in funzione della ricarica, restituendo loro maggiore libertà di spingere al limite.
La voce dei team: Temple (McLaren) e Williams (Williams) già in allerta
I responsabili tecnici dei team hanno già messo in guardia sulle sfide che Suzuka porrà dal punto di vista energetico. Mark Temple, direttore tecnico delle prestazioni di McLaren, ha dichiarato alla vigilia del weekend: «Ci aspettiamo di vedere qualcosa di più simile a Melbourne. Suzuka rimane un tracciato unico e impegnativo per il suo layout con le sue curve iconiche, ma come Melbourne è una pista più soggetta all’energy starvation. Prevediamo quindi più artefatti del recupero energetico in diversi punti del circuito, come all’ingresso della Curva 1. Questa sarà un’area importante da ottimizzare insieme alle prestazioni del telaio e degli pneumatici».
Paul Williams, chief engineer di Williams Racing, ha aggiunto che i livelli di gestione dell’energia in Giappone saranno particolarmente elevati: «Un alto livello di super clipping è atteso a Suzuka sia in condizioni di pieno carico di carburante che a serbatoio scarico, a causa della natura molto veloce e fluente del circuito e dei conseguenti bassi tempi di percorrenza delle curve. Di conseguenza, potremmo vedere i team ricorrere al lift and coast per aiutare a gestire la sfida energetica».
La risposta della FIA: ottimizzazione e soluzioni a lungo termine
Nel comunicato ufficiale diffuso dalla FIA, l’organismo ha sottolineato che la modifica ha ricevuto il sostegno unanime di tutti i costruttori coinvolti. «Questo aggiustamento riflette il feedback dei piloti e dei team, che hanno sottolineato l’importanza di mantenere le qualifiche come una sfida di prestazione pura», recita la nota. «La FIA rileva che i primi eventi nel quadro dei regolamenti 2026 sono stati operativamente riusciti, e questo perfezionamento mirato fa parte del normale processo di ottimizzazione man mano che il nuovo framework regolamentare viene ulteriormente validato in condizioni reali».
Il comunicato prosegue: «La FIA, insieme ai team di F1 e ai costruttori di power unit, continua ad abbracciare evoluzioni nella gestione dell’energia, con ulteriori discussioni programmate nelle prossime settimane». Questa dichiarazione conferma che l’intervento su Suzuka è solo il primo passo: i responsabili tecnici della Formula 1 sono già stati incaricati di trovare soluzioni strutturali più durature, da implementare entro il Gran Premio di Miami, in programma all’inizio di maggio.
Il Gran Premio del Giappone di Suzuka diventa quindi un laboratorio a cielo aperto per le nuove regole 2026: con il limite di ricarica ridotto a 8MJ per giro, tutte le attenzioni saranno puntate sulle qualifiche per capire se la misura basterà a restituire spettacolo e competizione alla caccia alla pole, o se saranno necessari interventi ancora più incisivi in vista dei prossimi appuntamenti del calendario.





