Leonardo Fornaroli continua a bruciare le tappe all’interno del Driver Development Programme (DDP) della McLaren. Il pilota italiano di 21 anni è tornato al volante della MCL60 per una sessione di prove a Silverstone, un circuito che per lui ha un valore speciale e quasi sentimentale: è proprio su questa pista che lo scorso anno conquistò la sua prima vittoria in Formula 2. Il test, condotto con una vettura TPC nel pieno rispetto delle normative FIA, si è rivelato un passo fondamentale nel percorso di crescita che punta dritto verso la griglia di partenza della Formula 1.
Punti Chiave
- Fornaroli ha completato 68 giri per un totale di 393 km durante la sessione di test a Silverstone con la McLaren MCL60.
- Il programma prevedeva stint lunghi, carburante ridotto e l’utilizzo di diverse mescole di pneumatici, dalla hard alla soft.
- Il 21enne italiano ricopre il ruolo di McLaren Mastercard Reserve Driver all’interno del Driver Development Programme del team.
- Le opportunità di test con le monoposto attuali di F1 sono limitate dalle normative FIA, rendendo cruciali le sessioni con la MCL60.
- Ulteriori sessioni di test sulla MCL60 sono già programmate su altri circuiti nel corso dell’anno.

68 giri e 393 km: il programma tecnico di Silverstone
La giornata di lavoro a Silverstone è stata intensa e strutturata con grande precisione tecnica. Fornaroli ha percorso complessivamente 68 giri, equivalenti a 393 chilometri, seguendo un programma che alternava stint lunghi a simulazioni con carburante ridotto, sfruttando nel frattempo un ampio ventaglio di mescole di gomme: dalla hard alla soft. Questo approccio metodico ha permesso al giovane talento di raccogliere feedback diversificati in condizioni variabili, affinando la comprensione delle dinamiche della monoposto nelle sue differenti configurazioni di carico e aderenza.
Un aspetto particolarmente rilevante del test riguarda proprio la gestione del carico aerodinamico. Come sottolineato dallo stesso programma McLaren, capire come la vettura cambia in funzione dei diversi livelli di downforce è un’esperienza che il simulatore può replicare solo in parte. È in pista, con la pressione reale dell’aria sulla carrozzeria e il feedback autentico del volante, che questi concetti diventano davvero comprensibili e assimilabili. Silverstone, con le sue curve veloci e i curvoni ad alta percorrenza, rappresenta uno scenario ideale per esplorare questo tipo di sensibilità.
Silverstone, il circuito del cuore: la prima vittoria in Formula 2
Silverstone non è una pista qualsiasi per Leonardo Fornaroli. È il teatro in cui, lo scorso anno, il pilota italiano ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 2, un risultato che ha segnato un momento decisivo nella sua carriera e che gli ha aperto le porte a ulteriori opportunità all’interno del programma di sviluppo della scuderia britannica. Tornare su quella stessa asfalto al volante di una monoposto di Formula 1 — per quanto del ciclo tecnico precedente — rappresenta quindi qualcosa di più di un semplice test.
Lo stesso pilota ha espresso apertamente la propria gratitudine al termine della giornata: «Silverstone è uno dei miei circuiti preferiti, si è detto davvero grato a McLaren per l’opportunità di tornarci», ha dichiarato Fornaroli, come riportato da Motorsport.com. Un legame emotivo che si intreccia con la crescita professionale, trasformando ogni giro percorso su questo tracciato in qualcosa di particolarmente significativo.
Il ruolo della MCL60 nel percorso verso la F1
Le normative FIA impongono limiti precisi alle sessioni di test con le monoposto attuali di Formula 1, rendendo le vetture TPC — come la MCL60 — uno strumento prezioso e insostituibile per i piloti in fase di sviluppo. Sebbene la MCL60 appartenga a un ciclo tecnico precedente rispetto alle nuove normative che hanno ridisegnato il campionato nel 2026, conserva caratteristiche aerodinamiche e dinamiche di guida che la rendono un banco di prova estremamente valido. La complessità della gestione delle gomme, la sensibilità ai trasferimenti di carico e le reazioni dell’anteriore in percorrenza rimangono esperienze formative che nessuna simulazione virtuale può sostituire completamente.
Per Fornaroli, ogni chilometro percorso con questa vettura è un passo verso la costruzione di quella fiducia istintiva che distingue un pilota pronto per la Formula 1. «Mi sento sempre più a mio agio con queste monoposto. Ogni test mi aiuta a crescere come pilota e a prepararmi per il mio ruolo di McLaren Mastercard Reserve Driver», ha dichiarato il pilota italiano, citato da Motorsport.com. Parole che testimoniano una consapevolezza crescente e una maturità tecnica in rapida evoluzione.
Il calendario di test futuri e il percorso nel Driver Development Programme
Il test di Silverstone non è un episodio isolato, ma parte di un piano strutturato che accompagnerà Fornaroli per tutto l’anno. Il Driver Development Programme della McLaren ha già pianificato ulteriori sessioni di test su diversi circuiti, con l’obiettivo dichiarato di ampliare il bagaglio esperienziale del pilota in contesti aerodinamici e fisici differenti. Ogni pista porta con sé caratteristiche uniche — carichi aerodinamici differenti, superfici diverse, layout più o meno tecnici — e affrontarle progressivamente consente a Fornaroli di costruire una comprensione sempre più completa della monoposto.
La crescita del pilota italiano avviene su un doppio binario: da un lato il lavoro al simulatore, strumento fondamentale per preparare ogni sessione e affinare la conoscenza teorica della vettura; dall’altro, e in maniera complementare, i test in pista, dove ogni correzione diventa immediata e dove il pilota sviluppa quei riflessi e quella sensibilità che solo i chilometri reali possono forgiare. Il legame con la scuderia di Woking appare solido e progettuale, con il Driver Development Programme che si conferma uno dei più strutturati dell’intero paddock.
Il prossimo futuro vedrà Leonardo Fornaroli impegnato in nuove sessioni di test già calendarizzate, con la McLaren determinata a valorizzare al massimo il suo potenziale. Il percorso è lungo, ma le fondamenta sono solide: un primo test in Spagna, una sessione da 393 km a Silverstone e un calendario ancora ricco di appuntamenti. Ogni giro percorso è un mattone in più nella costruzione di un pilota che punta con determinazione a una futura collocazione stabile nella griglia di partenza della Formula 1.





