F1 | Button: «Sono un po’ geloso di Alonso e Stroll con Newey»

Jenson Button, ambasciatore Aston Martin F1, confessa di invidiare Alonso e Stroll per lavorare con Adrian Newey e svela un curioso retroscena: ha provato a sbirciare il suo taccuino, ma il designer se n'è accorto.

Jenson Button non nasconde la propria ammirazione per Adrian Newey: il campione del mondo di Formula 1 2009, oggi ambasciatore del Aston Martin F1 Team, ha confessato di sentirsi «un po’ geloso» di Fernando Alonso e Lance Stroll, gli unici due piloti che hanno il privilegio di guidare una monoposto progettata dal leggendario ingegnere britannico. Una rivelazione che arriva nonostante il difficile avvio di stagione della scuderia di Silverstone nel campionato 2026 di F1.

Punti Chiave

  • Jenson Button, ambasciatore Aston Martin F1, dichiara di invidiare Alonso e Stroll per la possibilità di guidare una vettura firmata da Adrian Newey.
  • Button ha sempre desiderato lavorare con Newey, avendo gareggiato per anni contro le sue vetture senza mai avere l’opportunità di collaborare con lui.
  • Newey è entrato in Aston Martin nel 2024 nell’ambito di un ambizioso progetto a lungo termine orientato alle nuove regole F1 del 2026.
  • L’ex campione descrive l’approccio di Newey come «old school»: taccuino in mano e schizzi su un tavolo da disegno, uno stile unico nell’era tecnologica moderna.
  • Button ha anche ammesso, con ironia, di aver tentato di sbirciare il taccuino del designer: «Lui se n’è accorto», ha concluso.

La confessione di Button: «Avrei adorato guidare una sua macchina»

Le parole di Button arrivano dalla sua rubrica personale Jenson’s Journal, pubblicata sul sito ufficiale del team Aston Martin F1. Un appuntamento fisso in cui l’ex pilota britannico condivide riflessioni, aneddoti e retroscena dall’interno del paddock e della scuderia. E in questa occasione, Button non ha avuto remore nell’ammettere un rimpianto professionale che lo accompagna da tempo: non aver mai avuto la possibilità di lavorare con Adrian Newey.

«Adorerei guidare una di queste vetture di nuova generazione, soprattutto una progettata da Adrian Newey. Ho gareggiato per anni contro le sue macchine e mi sono sempre chiesto come sarebbe stato lavorare con lui», ha scritto Button. Un pensiero che rivela quanto il nome di Newey continui a esercitare un fascino straordinario anche su chi, come Button, ha vinto il titolo mondiale e ha vissuto in prima persona i vertici della Formula 1.

Newey in Aston Martin: un progetto ambizioso per il 2026

Adrian Newey ha fatto il suo ingresso in Aston Martin nel corso del 2024, dopo aver lasciato Red Bull Racing dove aveva firmato alcune delle vetture più dominanti nella storia della F1. La scuderia di Lawrence Stroll lo ha ingaggiato come parte di un progetto a lungo termine, concepito proprio per sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla rivoluzione regolamentare introdotta nel 2026, che ha ridisegnato radicalmente l’intera filosofia tecnica delle monoposto.

Tuttavia, l’avvio della stagione 2026 non è stato all’altezza delle aspettative: il team ha attraversato una fase di apertura difficile, con prestazioni inferiori rispetto agli obiettivi prefissati. Nonostante questo, Button è stato chiaro nel sottolineare che la presenza di Newey rimane un elemento di straordinaria attrattività, al punto da renderlo «un po’ geloso» di chi oggi ha il privilegio di collaborare con lui quotidianamente.

«Potrei dire che sono un po’ geloso di Lance e Fernando sotto questo aspetto», ha ammesso l’ex campione, riferendosi a Lance Stroll e Fernando Alonso, i due piloti titolari del team nella stagione attuale.

«Old school, taccuino in mano»: il metodo Newey visto da vicino

Uno degli aspetti più interessanti della riflessione di Button riguarda il metodo di lavoro di Newey, che Button ha avuto modo di osservare da vicino nel suo ruolo di ambasciatore del team. In un’epoca in cui il design automobilistico è dominato da software avanzatissimi, simulazioni CFD e strumenti digitali di ogni tipo, l’approccio di Newey risulta sorprendentemente analogico — eppure straordinariamente efficace.

«Vedere Adrian all’opera da vicino è affascinante. È molto old school, con il taccuino in mano, a schizzare idee su un tavolo da disegno, ma è proprio questo che lo rende un tale maestro. Lo è davvero», ha spiegato Button. Una descrizione che dipinge Newey come un artigiano del genio tecnico, capace di tradurre visioni innovative in soluzioni concrete attraverso un processo creativo quasi artigianale, che poco ha a che fare con i moderni workflow ingegneristici ma che continua a produrre risultati d’eccellenza.

Questo contrasto tra tradizione e modernità è probabilmente uno degli elementi che rendono Newey così unico nel panorama del motorsport contemporaneo: la capacità di mantenere un approccio personale e intuitivo al progetto in un contesto dove tutto è standardizzato e digitalizzato.

Il tentativo di sbirciare il taccuino: «Se n’è accorto»

Button ha concluso il suo intervento con un aneddoto che mescola ironia e genuina curiosità professionale. L’ex campione ha infatti ammesso di non aver resistito alla tentazione di dare un’occhiata al prezioso taccuino di Newey — quello stesso strumento da cui nascono le idee destinate a trasformarsi in vetture da corsa.

«E sì, potrei aver provato a sbirciare nel suo taccuino… lui se n’è accorto», ha scritto Button, con il tono leggero di chi sa di essere stato colto in flagrante. Un aneddoto che, al di là della battuta, restituisce l’idea di quanto l’ambiente interno all’Aston Martin F1 Team viva con rispetto e ammirazione la presenza di un personaggio della statura di Newey, capace di incuriosire anche un campione del mondo che ha visto e vissuto tutto nel mondo della Formula 1.

Nei prossimi mesi, con la stagione 2026 che entra nel vivo, Aston Martin dovrà dimostrare se il lavoro di Newey inizierà a tradursi in risultati concreti in pista. Le aspettative restano altissime, e Button — che continua a seguire il team da vicino nel suo ruolo di ambasciatore — sarà certamente tra i primi a sperare di vedere le idee del «maestro» trasformarsi in podi e vittorie.