F1 | Brown scrive alla FIA: «Eliminare le alleanze tra team»

Zak Brown ha scritto sei pagine al presidente FIA Ben Sulayem chiedendo di eliminare co-proprietà e alleanze tra team F1, citando episodi come il giro veloce di Ricciardo a Singapore 2024 e l'ordine a Lawson a Miami.

Il CEO di McLaren, Zak Brown, ha alzato il tiro nella sua battaglia contro le alleanze tra team di Formula 1, formalizzando la propria posizione in una lettera di sei pagine indirizzata al presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. Il documento, di cui The Race ha visionato una copia, chiede all’organo di governo della F1 di intervenire con urgenza per “eliminare” qualsiasi forma di legame tra le scuderie, che si tratti di co-proprietà, partecipazioni finanziarie o accordi di collaborazione strategica. La lettera arriva in un momento di particolare tensione, con Mercedes che ha manifestato interesse ad acquisire una quota finanziaria nel team Alpine.

Punti Chiave

  • Zak Brown ha inviato una lettera formale di 6 pagine al presidente FIA Ben Sulayem per chiedere l’eliminazione delle alleanze tra team di F1.
  • La lettera non cita direttamente Mercedes e Alpine, ma si concentra sul principio generale delle partnership tra squadre.
  • Brown porta esempi concreti di presunti danni all’integrità sportiva, tra cui episodi che coinvolgono Racing Bulls e Red Bull.
  • Il CEO McLaren chiede che vengano smantellate anche le alleanze già esistenti, non solo bloccate quelle future.
  • Ben Sulayem ha già dichiarato pubblicamente di non essere favorevole alla proprietà di due team da parte di un singolo soggetto.

La lettera a Ben Sulayem: «Un passo indietro per integrità e correttezza»

Brown non si è limitato a esprimere la propria opinione durante le interviste ai media. La scelta di scrivere una lettera formale al numero uno della FIA segna un’escalation decisa e deliberata della sua campagna. Nel documento, il CEO di McLaren sostiene che la salute finanziaria attuale della Formula 1 rende superflua e ingiusta la possibilità per singole entità di possedere o controllare più squadre. Un argomento che si lega direttamente al lavoro fatto negli ultimi anni per creare un ambiente più equo e competitivo, con l’introduzione del budget cap e di nuovi regolamenti.

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«C’è una reale preoccupazione che lo sport rischi di fare un passo indietro in termini di integrità e correttezza, in un momento in cui il quadro regolatorio è stato progettato – con un notevole sforzo collettivo – per muoversi nella direzione opposta», ha scritto Brown nella lettera. Una frase che riassume perfettamente il timore di fondo: che il lavoro fatto da FIA e Liberty Media per livellare il campo di gioco venga eroso da accordi che conferiscono vantaggi strutturali ad alcune scuderie rispetto ad altre.

I casi Ricciardo a Singapore e Lawson a Miami: gli esempi citati da Brown

Per rafforzare la propria tesi, Brown non si è fermato alle teorie generali, ma ha citato episodi specifici che, a suo avviso, dimostrano come le alleanze tra team abbiano già compromesso l’integrità sportiva della competizione. Il primo caso riguarda il Gran Premio di Singapore 2024, quando Daniel Ricciardo con la Racing Bulls segnò il giro più veloce della gara, sottraendo a McLaren un punto bonus in un momento cruciale della lotta per il titolo costruttori — con Lando Norris impegnato nella battaglia per il campionato contro Max Verstappen della Red Bull.

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Il secondo episodio citato è ancora più recente e riguarda il Gran Premio di Miami, dove Liam Lawson — anche lui pilota Racing Bulls — avrebbe ricevuto l’ordine di cedere la posizione proprio a Verstappen. Per Brown, questi comportamenti non sono casuali, ma il frutto diretto di una struttura organizzativa nella quale due team che formalmente competono tra loro rispondono in realtà agli stessi interessi. Episodi che, secondo il CEO di McLaren, sarebbero impossibili se le scuderie fossero davvero concorrenti indipendenti.

Il tema dei trasferimenti: Marshall vs. Mekies e il caso Landi

Brown allarga il campo delle sue critiche anche alla gestione del personale tecnico tra team collegati. Nella lettera fa notare una disparità evidente: McLaren ha dovuto aspettare nove mesi e versare un compenso per poter ingaggiare Rob Marshall da Red Bull nel 2024, seguendo le normali procedure previste per il passaggio di tecnici tra team indipendenti. Al contrario, Laurent Mekies è riuscito a passare dal ruolo di team principal di Racing Bulls a quello di Red Bull nel giro di pochi giorni, senza che venissero applicate le stesse restrizioni temporali.

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A questo si aggiunge il caso di Andrea Landi, il cui trasferimento da Racing Bulls a Red Bull è stato annunciato il 17 aprile con efficacia dal 1° luglio, un periodo di transizione che Brown definisce incompatibile con l’idea di «concorrenti genuinamente indipendenti». Secondo il CEO di McLaren, questa situazione «rafforza» la percezione che i firewall interni tra i team collegati non funzionino come dovrebbero, creando asimmetrie informative e operative inaccettabili in un contesto di vera competizione sportiva.

La proposta: smantellare le alleanze esistenti e riscrivere la governance

Brown non si è limitato a denunciare il problema: nella lettera ha anche delineato una direzione d’azione. Ha scritto chiaramente che è necessario «eliminare qualsiasi ulteriore alleanza, che si tratti di proprietà, partecipazione strategica o qualsiasi altra forma equivalente di controllo o influenza», aggiungendo che occorre «lavorare rapidamente insieme per avviare il processo di smantellamento di quelle già esistenti, per garantire che l’integrità futura dello sport non venga compromessa».

Nella lettera, Brown ha anche precisato la posizione di McLaren rispetto a questo dibattito: la scuderia di Woking non ha alleanze formali con altri team e intende mantenere questa indipendenza come punto di forza. Ha ribadito che la sua posizione è di principio e non personale verso nessun team o individuo specifico, come aveva già detto parlando alla fabbrica McLaren: «Vale per chiunque e tutti. Team A/B, co-proprietà, indipendentemente da chi sia, lo disapprovo. Non penso che sia sano per lo sport. Ma non è personale nei confronti di nessun team o individuo.» Brown ha infine comunicato che McLaren si metterà al lavoro per elaborare raccomandazioni concrete su come la governance possa affrontare queste problematiche attraverso modifiche ai regolamenti.

Ben Sulayem: «Non sono favorevole al 100%»

La lettera di Brown non cade nel vuoto: il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem aveva già mostrato apertura alle preoccupazioni sollevate dal CEO di McLaren. Parlando con i media al Gran Premio di Miami, Ben Sulayem aveva dichiarato che la questione era già all’esame degli uffici competenti dell’organo di governo. «Credo che possedere due team non sia la strada giusta — questo è il mio punto di vista personale — ma stiamo esaminando la questione perché è un’area complicata», aveva affermato, citato dall’agenzia Reuters.

Il presidente FIA aveva aggiunto: «Abbiamo incaricato i nostri esperti di valutare se sia possibile, se sia consentito, se sia la cosa giusta da fare. C’è qualcosa che si chiama spirito sportivo. Se perdiamo lo spirito sportivo, credo che non ci sarà più alcun supporto da parte dei tifosi della F1. Quindi, personalmente, non sono favorevole al 100%.» Una posizione che lascia ancora spazio a una valutazione formale, ma che indica una chiara sintonia con le preoccupazioni espresse da Brown.

La chiusura della lettera di Brown è al contempo ottimista e ambiziosa: «Penso che il lavoro che la FIA e Liberty hanno fatto per creare 11 team sani, in un ambiente con controllo dei costi, abbia creato l’era più competitiva della Formula 1 di sempre. Crediamo che, affrontando questa restante questione strutturale, la Formula 1 sarà impostata su un percorso ancora più solido, continuerà a prosperare ed essere il meglio che lo sport abbia mai visto; dobbiamo solo assicurarci di portare totale parità e integrità allo sport in ogni aspetto. Sono fiducioso che possiamo raggiungerlo insieme.» Con McLaren pronta a formalizzare proposte regolamentari concrete, il dossier sulle alleanze tra team si appresta a diventare uno dei temi centrali del dibattito in seno alla FIA nelle prossime settimane.