F1 | Antonelli vince in Cina a 19 anni: «Sto per piangere»

Andrea Kimi Antonelli trionfa in Cina a 19 anni con la Mercedes: primo GP vinto, primo italiano in oltre 20 anni e record di più giovane polesitter nella storia della F1.

Andrea Kimi Antonelli ha scritto la storia della Formula 1 in Cina: il pilota Mercedes ha conquistato la sua prima vittoria in un Gran Premio a soli 19 anni, diventando il secondo pilota più giovane a vincere una gara di F1 di sempre — dietro solo a Max Verstappen — e il primo italiano a trionfare in un Gran Premio da oltre vent’anni. Un risultato che ha lasciato il giovane bolognese senza parole, visibilmente commosso al traguardo di Shanghai.

Punti Chiave

  • Antonelli ha vinto il Gran Premio di Cina a 19 anni, diventando il secondo pilota più giovane a vincere in F1 dopo Max Verstappen.
  • È il primo italiano a vincere un Gran Premio di Formula 1 da oltre 20 anni.
  • Nella stessa giornata di sabato aveva già conquistato la pole position, diventando il più giovane polesitter in qualifica per un Gran Premio nella storia della F1.
  • La sua stagione era iniziata con un secondo posto in Australia, confermando un avvio di 2026 di alto livello.
  • Ha condotto la gara quasi dall’inizio alla fine, eccezion fatta per un errore alla curva 14 e un momento complicato alla partenza.

«Sto per piangere»: le parole di Antonelli dopo la vittoria

Le immagini di un Antonelli visibilmente emozionato dopo il traguardo hanno fatto il giro del mondo. Raggiunto dai microfoni del sito ufficiale della Formula 1, il pilota Mercedes ha dichiarato: «Sono senza parole. Sto per piangere, ad essere onesto. Grazie mille al mio team, perché mi hanno aiutato a realizzare questo sogno». Parole semplici, genuine, che raccontano il peso emotivo di un risultato atteso da tutta una carriera giovanissima ma già densa di aspettative.

F1, GP Cina: Antonelli domina, Mercedes inarrestabile a Shanghai

Antonelli aveva già espresso alla vigilia il desiderio di riportare l’Italia sul gradino più alto del podio in F1, un obiettivo che non veniva centrato da oltre due decenni. E a Shanghai ci è riuscito, con una prestazione dominante che lo ha visto al comando praticamente per l’intera durata della gara. «Ero super felice. Avevo detto ieri che volevo davvero riportare l’Italia in cima e oggi l’abbiamo fatto, anche se mi sono provocato un piccolo infarto verso la fine con il flat spot. È stata una bella gara», ha aggiunto il pilota.

Il più giovane polesitter nella storia dei Gran Premi

Prima ancora della vittoria di domenica, Antonelli aveva già scritto il suo nome nei libri dei record sabato, in qualifica. Il pilota della Mercedes ha conquistato la pole position per il Gran Premio di Cina, diventando il più giovane pilota nella storia della Formula 1 a partire dalla prima casella della griglia in qualifica per un Gran Premio. Un primato che si aggiunge ora anche a quello di seconda vittoria più giovane di sempre, a soli 19 anni di età.

La sequenza dei record che sta accumulando Antonelli in questa fase della sua giovane carriera racconta di un talento che sta maturando rapidamente, nonostante la pressione enorme che inevitabilmente accompagna chi siede su una delle monoposto più competitive del circus, in un team con la storia e le aspettative di Mercedes.

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La gara: la partenza difficile e il sorpasso su Hamilton

La corsa non è stata priva di insidie per il giovane italiano. In particolare la partenza ha riservato qualche grattacapo: «Non è stata una partenza facile. Probabilmente ho coperto troppo all’interno e ho dato troppo spazio alla Ferrari», ha spiegato Antonelli. Il riferimento è al momento in cui, cercando di coprire il compagno di squadra George Russell sul lato interno, ha involontariamente aperto la porta a Lewis Hamilton, in gara con la Ferrari, che è risalito dalla terza alla prima posizione.

Un errore di valutazione che poteva costare caro, ma che Antonelli ha saputo correggere immediatamente: già al secondo giro il pilota Mercedes aveva recuperato la testa della gara, superando Hamilton e ristabilendo un ordine che non avrebbe più abbandonato. «Alla fine il ritmo era buono e siamo riusciti a portarla a casa», ha commentato con la lucidità di chi, nonostante la giovane età, sa già gestire la pressione di un Gran Premio ad altissimo livello. L’unica altra sbavatura degna di nota è stata un errore alla curva 14, mentre verso la fine della gara un flat spot ha tenuto con il fiato sospeso sia lui che i suoi ingegneri ai box.

Un esordio da rookie nel 2025 e la crescita nella stagione 2026

La storia di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1 inizia nel 2025, quando Mercedes ha deciso di affidargli il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton, passato alla Ferrari. Una scelta coraggiosa da parte del team di Brackley, che ha puntato su un pilota proveniente direttamente dalla Formula 2 dopo una sola stagione in quella categoria, ignorando le perplessità di diversi osservatori e critici del paddock.

Il debutto non è stato privo di difficoltà: la stagione 2025 di Antonelli è stata definita «mista», con una fase centrale dell’anno particolarmente dura che lo ha messo sotto pressione. Nonostante questo, il giovane italiano è riuscito a mettere in bacheca risultati di rilievo: una pole position per la sprint race di Miami e podi in Gran Premio in Canada e Brasile. Segnali chiari che il talento c’era, e che la crescita era in atto.

La stagione 2026 ha visto Antonelli presentarsi a Melbourne con rinnovata fiducia. In Australia ha qualificato in seconda posizione e ha chiuso la gara d’apertura ancora al secondo posto, confermando di essere pronto a lottare per le posizioni di vertice su base regolare. E in Cina, a Shanghai, è arrivata la conferma definitiva: pole position il sabato, vittoria il domenica. Un weekend perfetto che lo consacra come uno dei protagonisti assoluti di questa stagione di Formula 1.

Con questa vittoria, Antonelli si candida ufficialmente come uno degli attori principali del Mondiale 2026. Il prossimo appuntamento sarà decisivo per capire se il giovane pilota Mercedes può trasformare questa fiducia ritrovata in una sfida concreta al titolo iridato.