L’introduzione dell’ADUO in Formula 1 accende il dibattito nei box e fuori. Il meccanismo pensato per supportare i motoristi in difficoltà nello sviluppo della propria power unit entra ufficialmente in vigore con il nuovo regolamento 2026, e tra i suoi principali beneficiari figura la Ferrari. Ma a Brackley non ci stanno: Toto Wolff, Team Principal di una Mercedes attualmente in testa al campionato costruttori, alza la voce e chiede alla FIA «massima precisione, chiarezza e trasparenza» nelle decisioni legate allo strumento. Un avvertimento netto che suona come un campanello d’allarme per la governance sportiva.
Punti Chiave
- La F1 ha introdotto l’ADUO con il regolamento 2026, strumento che permette ai motoristi in difficoltà di sviluppare la propria power unit con supporto esterno.
- Ferrari è tra i team che potrebbero beneficiare dell’ADUO, mentre Mercedes — attualmente leader del campionato — non rientra tra i beneficiari.
- Toto Wolff si è dichiarato contrario all’utilizzo dell’ADUO se dovesse alterare la gerarchia attuale tra i costruttori.
- Il Team Principal di Mercedes afferma di disporre di dati interni accurati sulle prestazioni dei motori rivali e si augura che la FIA valuti gli stessi elementi.
- Wolff chiede che ogni decisione legata all’ADUO venga presa con «la massima precisione» per preservare l’integrità del campionato.

Che cos’è l’ADUO e perché cambia le carte in tavola nel 2026
Il termine ADUO indica un meccanismo regolamentare introdotto dalla FIA con il pacchetto di norme che governa la stagione 2026 di Formula 1. In sostanza, si tratta di uno strumento pensato per consentire ai costruttori di power unit che si trovano in ritardo prestazionale rispetto alla concorrenza di ricevere un supporto nello sviluppo del proprio motore, colmando il gap tecnico accumulato. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che il campionato diventi un monologo di uno o pochi dominatori, mantenendo un livello di competitività accettabile tra tutti i partecipanti.
La novità, tuttavia, genera inevitabilmente dei vincitori e dei perdenti nel breve termine. I team che beneficiano dell’ADUO ottengono un vantaggio potenziale in termini di sviluppo, mentre chi è già avanti — come nel caso di Mercedes — si vede costretto ad assistere senza poter usufruire dello stesso supporto. Una situazione che Wolff considera quantomeno sbilanciata, soprattutto alla luce del fatto che il principale rivale in campionato, la Ferrari, rientra tra i potenziali beneficiari.
Wolff contro l’ADUO: «Sarei sorpreso e deluso se alterasse la gerarchia»
Le dichiarazioni di Toto Wolff sulla questione ADUO, riportate da FormulaPassion, sono nette e non lasciano spazio a interpretazioni. L’austriaco non nega la necessità di supportare chi è in difficoltà, ma traccia una linea molto chiara su fino a dove tale supporto possa spingersi senza compromettere l’equità sportiva.
«A mio parere, c’è un motorista che sta incontrando delle difficoltà e noi dobbiamo dargli supporto. Detto questo, anche gli altri si trovano più o meno nella stessa condizione. Per questo motivo sarei molto sorpreso, oltre che deluso, se le decisioni dell’ADUO finissero per influenzare l’attuale gerarchia. L’idea alla base dell’ADUO era quella di consentire ai team in ritardo di colmare il divario, non di andare oltre gli altri» — ha dichiarato il Team Principal della Mercedes. Una posizione che rivela tutta l’inquietudine del box di Brackley: lo strumento è concepito come un livellatore verso il basso, non come un trampolino di lancio verso la vetta.
L’appello alla FIA: «Dati accurati, trasparenza e integrità dello sport»
Wolff non si è limitato a esprimere preoccupazione in modo generico. Il Team Principal di Mercedes ha fatto sapere di disporre di dati interni molto precisi sulle prestazioni dei motori rivali, chiedendo implicitamente che la FIA adotti gli stessi standard di rigore nelle proprie valutazioni. La sostanza del messaggio è chiara: qualsiasi decisione presa sull’ADUO deve essere misurabile, verificabile e soprattutto trasparente.

«Deve essere estremamente chiaro che qualsiasi scelta venga fatta e qualsiasi squadra possa beneficiare dell’ADUO, ogni decisione può avere un impatto significativo sul campionato se non viene presa con la massima precisione, chiarezza e trasparenza. Abbiamo a disposizione dati molto accurati, frutto delle nostre analisi interne, sulle prestazioni dei motori dei nostri rivali. Ritengo che anche la FIA stia valutando gli stessi elementi e mi auguro che continui a impegnarsi per preservare l’integrità dello sport» — ha concluso Toto Wolff. Un passaggio significativo che dimostra come Mercedes sia pronta a monitorare da vicino ogni mossa della federazione, pronta a intervenire qualora le decisioni dovessero andare nella direzione sbagliata.
Ferrari vs Mercedes: la rivalità si sposta anche sul piano regolamentare
Il confronto tra Ferrari e Mercedes non si gioca più soltanto in pista, ma anche nelle sale riunioni e nei corridoi della FIA. L’introduzione dell’ADUO aggiunge un nuovo fronte di battaglia in una stagione 2026 già ricchissima di colpi di scena dal punto di vista tecnico e regolamentare. La Scuderia di Maranello, individuata esplicitamente da Wolff come il principale rivale da tenere d’occhio, potrebbe trarre un vantaggio concreto dall’utilizzo dello strumento, e questo scenario è evidentemente inaccettabile per il team campione in carica.

La posizione di Wolff riflette una strategia ben precisa: rendere pubbliche le proprie preoccupazioni per mettere pressione alla FIA e scoraggiare qualsiasi utilizzo dell’ADUO che vada oltre la sua funzione originaria. In un campionato dove ogni decimo di secondo conta, anche un margine di sviluppo extra del motore può rivelarsi decisivo. Ed è esattamente per questo che il numero uno di Mercedes non ha alcuna intenzione di restare in silenzio.
Nei prossimi round del campionato, gli occhi saranno puntati non soltanto sulle prestazioni in pista di Ferrari e Mercedes, ma anche sulle comunicazioni ufficiali della FIA riguardo all’applicazione concreta dell’ADUO. Wolff ha lanciato il suo avvertimento pubblicamente: la federazione è ora chiamata a rispondere con quella trasparenza che il Team Principal di Brackley continua a invocare.





