Alba Larsen lascia Shanghai con un bilancio amaro: quattro punti conquistati a fronte di un potenziale che il circuito cinese ha certificato in modo lampante. La pilota della Ferrari Driver Academy si è presentata al primo appuntamento stagionale del campionato F1 Academy con velocità e lucidità da protagonista, ma due episodi – un contatto in Gara-1 e un errore personale in Gara-2 – hanno trasformato un fine settimana promettente in un’occasione largamente sprecata. La diciassettenne danese chiude consapevole dei limiti da correggere, ma anche determinata: «Torneremo più forti», ha assicurato.
Punti Chiave
- In Gara-1 un contatto con Emma Felbermayr causa la rottura dell’ala anteriore e una sosta ai box, relegando Larsen al diciottesimo posto nonostante il giro più veloce della corsa.
- In Gara-2 Larsen scatta dalla seconda posizione, prende subito il comando e costruisce un margine di circa un secondo e mezzo, ma l’ingresso della Safety Car azzera il vantaggio.
- Alla ripartenza Larsen frena quattro metri troppo tardi alla curva 16, finisce nella ghiaia e perde la testa della gara, risalendo poi fino all’ottavo posto finale.
- Il bottino complessivo del weekend è di soli quattro punti nel campionato F1 Academy, un risultato che la stessa pilota definisce «deludente».
- Larsen è membro della Ferrari Driver Academy, il programma di sviluppo giovani della Scuderia di Maranello.
Gara-1: il contatto con Felbermayr e il giro veloce della consolazione
Il primo atto del weekend di Shanghai si disputa con la griglia invertita per le prime otto posizioni, una formula che in F1 Academy serve a massimizzare gli sorpassi in pista e a mettere alla prova la capacità di rimonta dei talenti più veloci. Larsen, partita dalla quarta fila, ingaggia subito battaglie serrate nelle prime tornate, guadagnando posizioni con decisione. È nel testa a testa con Emma Felbermayr che la corsa cambia improvvisamente volto: un contatto tra le due provoca la rottura dell’ala anteriore della monoposto della danese, rendendo inevitabile il rientro ai box per la riparazione.
La sosta costa oltre cinquanta secondi, un’eternità in un campionato monomarca dove i distacchi in pista si misurano in decimi. Rientrata in pista con il materiale riparato, Larsen non si arrende e dimostra di avere il passo per stare nelle prime posizioni: è sua la firma sul giro più veloce della gara, un segnale inequivocabile del potenziale espresso quel pomeriggio. Non basta, però, per recuperare il terreno perduto: il diciottesimo posto finale è la fotografia plastica di quanto un singolo episodio possa stravolgere un fine settimana in questo campionato.
La qualifica e la partenza da manuale in Gara-2
Tra le note più positive del weekend figura la qualifica, che consegna a Larsen un posto in prima fila per la gara principale. Un risultato che conferma la competitività della pilota della Ferrari Driver Academy sul giro secco e che alimenta aspettative concrete in vista di Gara-2, la corsa che assegna il maggior numero di punti nell’economia del campionato.
Al via dalla seconda posizione, Larsen esegue quella che lei stessa definisce «la mia migliore partenza da quando sono in F1 Academy»: guadagna subito la testa della corsa e nei giri iniziali costruisce un margine di circa un secondo e mezzo sul gruppo inseguitore. Una conduzione di gara matura, che lascia intravedere una vittoria alla portata. L’ingresso in pista della Safety Car, però, azzerava il vantaggio accumulato con pazienza e precisione, rimescolando le carte e riportando tutti in fila.
«Ho frenato quattro metri troppo tardi»: l’errore alla curva 16
Con il vantaggio annullato dalla Safety Car, la ripartenza al nono giro diventa il momento decisivo del fine settimana. È in quel frangente che Alba Larsen commette l’errore che pesa di più nel bilancio finale. Poco prima del rettilineo principale, in frenata alla curva 16, ritarda il punto di staccata di quattro metri – quattro metri che in Formula la differenza tra il controllo e la perdita di aderenza. La monoposto esce di traiettoria e finisce nella ghiaia all’esterno della curva, vanificando tutto il lavoro dei giri precedenti.
La pilota danese non si nasconde dietro giustificazioni: «Nel punto di staccata della curva 16 ho frenato quattro metri troppo tardi, finendo nella ghiaia. In queste situazioni basta una minima imprecisione per pagare conseguenze importanti», ha dichiarato con lucidità. La reazione, però, è quella di chi ha carattere: Larsen rientra in pista, recupera posizioni con determinazione e chiude ottava sotto la bandiera a scacchi, limitando i danni e portando a casa quei punti che restano l’unico bottino positivo di Gara-2.
Il bilancio: quattro punti e la promessa di crescere
Quattro punti nel campionato F1 Academy: è questo il magro raccolto che Larsen porta via da Shanghai, ben al di sotto di quanto il potenziale espresso in pista lasciasse sperare. La stessa pilota, nell’analisi a freddo del weekend, non usa giri di parole: «È stato un weekend con delle conferme ma con un bilancio finale deludente. Concludere con soli quattro punti in classifica generale non è ciò che ci aspettavamo».
Le conferme a cui fa riferimento sono reali e concrete: il passo gara, la qualifica in prima fila, il giro più veloce in Gara-1, la capacità di comandare Gara-2 nei primi giri. Tutti segnali che la Ferrari Driver Academy registra con attenzione, sapendo che nel percorso di formazione di un talento anche i weekend difficili costruiscono esperienza. Larsen lo sa bene: «Ho pagato a caro prezzo un mio errore, ma voglio imparare e continuare a crescere: esperienze come quella di Shanghai fanno parte del percorso». E poi la chiusura, che suona come una promessa tanto a se stessa quanto ai suoi sostenitori: «Non vedo l’ora di tornare in pista e… non ho dubbi: torneremo più forti».
Il calendario F1 Academy proseguirà nei prossimi appuntamenti stagionali, con Larsen attesa a trasformare in punti e risultati il potenziale già dimostrato in Cina. Il margine di miglioramento c’è, la consapevolezza degli errori anche: le basi per un rimbalzo sono poste.





