La Formula 1 ha ufficialmente avviato il processo di revisione dei regolamenti 2026. FIA, team e costruttori di power unit si sono riuniti giovedì in un incontro definito «produttivo» per esaminare le criticità emerse nelle prime tre gare della stagione, con la gestione dell’energia elettrica e la sicurezza in cima all’agenda. Già pianificate nuove sessioni nei giorni successivi, con un appuntamento cruciale fissato per il 20 aprile alla presenza del CEO di Formula 1 Stefano Domenicali e dei team principal.
Punti Chiave
- FIA, team e costruttori di power unit si sono incontrati giovedì per valutare i problemi emersi nelle prime tre gare della stagione 2026.
- La gestione dell’energia elettrica è al centro del dibattito: la maggiore quota di potenza elettrica impedisce ai piloti di spingere con continuità, soprattutto in qualifica.
- Il grave incidente di Oliver Bearman ha acceso i riflettori sui rischi legati alle grandi differenze di velocità tra le vetture causate da un deployment energetico disomogeneo.
- Tra le soluzioni allo studio: limiti alla potenza della batteria, quantità totale di energia dispiegabile per giro e possibili modifiche all’aerodinamica attiva.
- Il momento chiave sarà il 20 aprile, quando team principal e Domenicali valuteranno le proposte di modifica e decideranno i passi successivi.
Il nodo della gestione energetica: i piloti non possono spingere
Il cuore del problema, emerso con chiarezza sin dalle primissime gare del campionato, riguarda la gestione dell’energia. Il regolamento tecnico 2026 ha introdotto una quota significativamente maggiore di potenza elettrica rispetto al passato, una scelta che sulla carta mirava a rendere le monoposto più efficienti e spettacolari. Nella pratica, tuttavia, questo ha generato situazioni in cui i piloti sono costretti a limitare il proprio passo, soprattutto durante le sessioni di qualifica, dove ci si aspetterebbe invece il massimo dell’intensità competitiva.
Il tema è diventato rapidamente uno degli argomenti più discussi nell’ambiente della F1, con diversi piloti che nelle ultime settimane hanno già sollevato pubblicamente le proprie preoccupazioni. L’impossibilità di spingere in modo costante non riguarda soltanto la spettacolarità della guida, ma rischia di appiattire le differenze di prestazione tra i team e di rendere meno leggibile il valore reale di una vettura rispetto a un’altra. Un aspetto che le squadre, giustamente, tengono molto in considerazione nell’ambito delle proprie strategie di sviluppo.
L’incidente Bearman e il problema delle differenze di velocità
Il secondo grande tema affrontato nella riunione di giovedì è quello della sicurezza, argomento che in Formula 1 ha sempre la precedenza assoluta su qualsiasi considerazione sportiva o commerciale. Il recente incidente che ha coinvolto Oliver Bearman ha portato drammaticamente alla luce uno dei rischi più insidiosi legati al nuovo sistema di deployment energetico: le grandi differenze di velocità tra le vetture in pista.

Quando le monoposto non ricevono la stessa quantità di energia nello stesso momento — situazione che si verifica frequentemente con le nuove norme — si creano divari di velocità improvvisi e difficilmente prevedibili. Questo può rendere estremamente pericolosi i sorpassi, le frenate e persino i semplici avvicinamenti in curva. Numerosi piloti avevano già messo in guardia la FIA e la direzione gara su questo rischio nelle settimane precedenti, e il caso Bearman ha trasformato quelle preoccupazioni teoriche in un’emergenza concreta che richiede una risposta rapida.
Le soluzioni sul tavolo: batterie, energia per giro e aerodinamica attiva
Il gruppo di lavoro riunito giovedì non si è limitato a fotografare i problemi, ma ha già iniziato a valutare possibili soluzioni. Tra le opzioni concrete attualmente allo studio figurano interventi sui limiti di potenza della batteria, modifiche alla quantità totale di energia dispiegabile per ogni giro e potenziali aggiustamenti all’aerodinamica attiva, una delle novità più radicali introdotte dal pacchetto tecnico 2026.

Più complessa appare invece la questione relativa al flusso carburante: eventuali modifiche in questo ambito sono state classificate come un’opzione a lungo termine, da non considerare per un’introduzione immediata. Questo suggerisce che le parti coinvolte preferiscano intervenire prima sulle variabili elettroniche ed energetiche, più facilmente modificabili senza stravolgere l’intero impianto regolamentare, prima di toccare aspetti legati all’unità termica. In ogni caso, l’atmosfera della riunione è stata descritta come costruttiva, con tutte le parti disponibili a perfezionare le norme nonostante l’ovvio contesto competitivo che rende ogni modifica potenzialmente vantaggiosa o svantaggiosa per qualcuno.
Il calendario delle prossime riunioni: il 20 aprile il giorno decisivo
Il processo di revisione è entrato nel vivo con una tabella di marcia già definita. Dopo la sessione inaugurale di giovedì, è previsto per il 15 aprile un incontro dedicato specificamente ai regolamenti sportivi, seguito il giorno successivo, 16 aprile, da una nuova sessione tecnica. Ma è il 20 aprile la data cerchiata in rosso in tutti i calendari dell’ambiente F1: in quella giornata i team principal si unirà al tavolo insieme a Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, per esaminare nel dettaglio le proposte elaborate nei giorni precedenti e decidere collettivamente i passi successivi.

Si tratta di un passaggio fondamentale, perché il coinvolgimento diretto dei vertici delle scuderie e della governance commerciale del campionato significa che le decisioni prese in quella sede avranno un peso reale e vincolante. Non si tratterà più soltanto di analisi tecniche, ma di scelte politiche e sportive con conseguenze immediate sulla stagione in corso. Va ricordato, tuttavia, che qualsiasi modifica concordata da team, FIA e Formula 1 dovrà comunque ottenere la formale approvazione della FIA prima di poter essere ufficialmente introdotta in campionato.
Il percorso verso eventuali cambiamenti è quindi ancora lungo e ricco di passaggi formali, ma il segnale politico lanciato da questa prima riunione è chiaro: nessuno è disposto a lasciare che i problemi emersi nelle prime gare si cronicizzino. L’obiettivo comune è preservare la qualità dello spettacolo e, soprattutto, la sicurezza dei piloti, anche a costo di intervenire su un regolamento appena entrato in vigore. I prossimi giorni diranno se la volontà politica si tradurrà in modifiche concrete e in che tempi queste potranno essere effettivamente applicate in pista.





