F1 2026, Massa attacca: «I sorpassi sembrano artificiali»

Felipe Massa boccia senza appello la F1 2026 dopo le prime due gare: sorpassi artificiali, distacchi esplosi fino a 5 secondi e piloti ridotti a ingegneri. L'ex ferrarista chiede interventi urgenti alla FIA.

Felipe Massa non usa mezzi termini: la Formula 1 2026 non funziona. L’ex pilota brasiliano, già ferrarista e protagonista della celebre controversia sul titolo 2008, ha rilasciato dichiarazioni durissime al giornale spagnolo Diario Sport dopo le prime due gare del nuovo campionato, unendosi al coro di malcontento che si leva sempre più forte — non solo dal paddock, ma anche dagli appassionati di tutto il mondo. Un giudizio severo, motivato da argomenti precisi: sorpassi che sembrano costruiti a tavolino, distacchi in gara aumentati in modo preoccupante e uno spettacolo che secondo il brasiliano si allontana dall’essenza stessa della Formula 1.

Punti Chiave

  • Felipe Massa critica apertamente il nuovo regolamento F1 2026 dopo sole due gare di campionato, definendo lo spettacolo «non bello da vedere».
  • L’ex ferrarista lamenta sorpassi che appaiono «quasi artificiali» e piloti costretti ad agire più da ingegneri che da driver al limite.
  • I distacchi in gara sono esplosi: dall’1,5 secondi circa tra tutte le vetture della stagione precedente, si è passati a divari anche di 5 secondi nel 2026.
  • Massa avverte del rischio di un dominio Mercedes simile all’era ibrida iniziata nel 2014, pur riconoscendo che la Ferrari non è lontana dalla vetta.
  • L’ex pilota chiede alla FIA e alla Formula 1 di intervenire rapidamente sul regolamento, senza cedere alle pressioni dei team più competitivi.

«In F1 i piloti dovrebbero spingere al limite»: la critica ai sorpassi artificiali

Il cuore della critica di Massa riguarda la qualità della competizione in pista. Secondo il brasiliano, i numerosi sorpassi che si registrano nelle gare del 2026 non rappresentano affatto un segnale positivo, perché non nascono dalla lotta vera tra piloti che spingono le loro vetture al massimo. «È vero, ci sono molti sorpassi, ma non sono quelli “veri”, sembrano quasi artificiali», ha dichiarato Massa a Diario Sport. Una distinzione fondamentale per chi ha trascorso anni in F1 ai massimi livelli e sa bene cosa significhi conquistare una posizione in pista rischiando tutto in frenata o con una traiettoria azzardata.

Il problema, nell’analisi dell’ex ferrarista, è strutturale e riguarda il modo in cui il nuovo regolamento tecnico ha ridisegnato le gerarchie tra pilota e macchina. «In F1 i piloti dovrebbero spingere al limite per gran parte del tempo ed è questo che la gente vuole vedere. Invece ora, in un certo senso, il pilota sembra più un ingegnere», ha spiegato Massa con parole che suonano come una vera e propria requisitoria contro le scelte regolamentari adottate dalla FIA e dalla Formula 1. Un’immagine efficace e preoccupante: quella del pilota trasformato in gestore di sistemi, anziché in atleta capace di esaltare il pubblico con gesti tecnici estremi.

Distacchi esplosi da 1,5 a 5 secondi: i numeri che preoccupano

Massa porta a sostegno delle sue tesi anche un dato concreto e difficilmente confutabile. Nella stagione precedente, il campionato si era concluso con un distacco di circa un secondo e mezzo tra tutte le vetture: un risultato che testimoniava un livello di competitività e di equilibrio raramente visto nella storia recente della F1. Nel 2026, invece, la situazione si è capovolta in modo drammatico: nelle prime due gare si sono già visti distacchi anche di cinque secondi tra i piloti in gara. «In queste condizioni è davvero negativo», ha commentato l’ex pilota brasiliano, senza lasciare spazio a interpretazioni alternative.

Questo balzo nei gap — da 1,5 a 5 secondi — rappresenta un segnale d’allarme che va ben oltre le impressioni soggettive di un singolo osservatore. Significa che il campo è tornato a essere profondamente diviso tra chi ha compreso meglio il nuovo regolamento tecnico e chi fatica a stare al passo, con conseguenze dirette sulla qualità dello spettacolo offerto agli spettatori sugli spalti e ai milioni di appassionati davanti alla televisione.

Il rischio dominio Mercedes e il ruolo della Ferrari

Massa non si limita a criticare l’esistente, ma guarda anche agli scenari futuri con preoccupazione. Il paragone più inquietante che il brasiliano evoca è quello con l’era ibrida inaugurata nel 2014, quando la Mercedes dominò la Formula 1 in modo quasi incontrastato per diversi anni, rendendo il campionato prevedibile e poco appassionante per ampie fette di pubblico. «Se non verranno introdotte modifiche regolamentari, potremmo assistere a un dominio Mercedes simile a quello dei primi anni dell’era ibrida», ha avvertito Massa, sottolineando come questo scenario sia tutt’altro che improbabile.

Allo stesso tempo, l’ex ferrarista ha riservato parole più rassicuranti per la Ferrari, squadra con cui ha corso per anni e per cui nutre evidentemente un affetto speciale. «In realtà la Ferrari non è così distante ed è positivo vederli lottare», ha precisato, prima di aggiungere una nota di incertezza su ciò che Mercedes abbia realmente mostrato finora. «Non sappiamo se la Mercedes stia mostrando tutto il proprio potenziale. Forse hanno ancora qualcosa in serbo. Un pulsante magico nascosto? Beh, magari sì!» — una battuta che nasconde una riflessione seria sul fatto che le squadre di vertice tendono spesso a giocare le proprie carte migliori solo quando è strettamente necessario.

La FIA deve agire: il monito di Massa alla Federazione

Al di là delle analisi tecniche, il messaggio politico di Massa è altrettanto chiaro: la FIA e la Formula 1 non possono restare passive di fronte a un malcontento così diffuso e trasversale. L’ex pilota è consapevole delle dinamiche interne che si innescano in questi casi: «Sicuramente ora si crea una situazione in cui i team più competitivi cercheranno di mantenere tutto com’è, mentre quelli in difficoltà spingeranno per cambiare le regole», ha osservato con lucidità. È una dinamica ricorrente nella storia della F1, dove i regolamenti diventano terreno di scontro politico tra le squadre in base ai propri interessi contingenti.

Proprio per questo, secondo Massa, la responsabilità finale deve ricadere sulle istituzioni che governano lo sport: «Credo sia fondamentale che la Federazione e la Formula 1 valutino cosa sia davvero meglio per lo sport». Un appello alla visione d’insieme, che superi le lobbying dei singoli team e rimetta al centro il valore dello spettacolo e della competizione autentica. Le sue parole si inseriscono in un dibattito che già coinvolge piloti in attività, addetti ai lavori e tifosi, e che difficilmente si placherà se i risultati in pista continueranno a mostrare lo stesso copione delle prime due gare.

La voce di Massa arriva con un peso specifico particolare: oltre a essere un ex pilota di altissimo livello con anni di esperienza nel circus, il brasiliano è attualmente impegnato in una battaglia legale per il riconoscimento del titolo mondiale 2008, che considera essergli stato sottratto. La sua credibilità nel parlare di Formula 1 — e la sua disposizione a dire cose scomode — sono fuori discussione. Ora la palla passa alla FIA e agli organizzatori del campionato, che dovranno decidere se ascoltare queste voci sempre più numerose oppure restare fedeli alle scelte regolamentari del 2026 e attendere che le squadre convergano verso un equilibrio maggiore nel corso della stagione.