F1 2026: GP Bahrain a rischio cancellazione, Jeddah si aggrappa al calendario

Il GP del Bahrain del 12 aprile rischia la cancellazione per l'escalation militare nel Golfo, con attacchi iraniani che hanno già colpito Manama e una raffineria Aramco. L'Arabia Saudita prova a salvare il GP di Jeddah.

La Formula 1 si prepara a uno scenario inedito e preoccupante: la possibile cancellazione del Gran Premio del Bahrain, previsto per il 12 aprile sul circuito di Sakhir, a causa dell’escalation militare in corso nella regione del Golfo. Mentre il GP di Manama appare sempre più a rischio concreto, i promotori dell’Arabia Saudita stanno ancora lottando per mantenere il Gran Premio di Jeddah in calendario. La forma definitiva del calendario di inizio stagione rimane dunque del tutto incerta, con ripercussioni potenzialmente enormi sull’intera struttura del Mondiale.

Punti Chiave

  • Il GP del Bahrain, in programma il 12 aprile a Sakhir, è considerato altamente improbabile se la situazione di sicurezza non migliorerà.
  • L’Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni nella regione, colpendo tra l’altro la base della Quinta Flotta della Marina USA a Manama e una raffineria Aramco in Arabia Saudita.
  • Aramco è uno dei principali partner della Formula 1 e sponsor chiave dell’Aston Martin, il che rende la situazione ancora più delicata per il circus.
  • Se entrambe le gare venissero cancellate, il calendario scenderebbe da 24 a 22 gare, con un vuoto di cinque settimane tra Suzuka e Miami.
  • Un test Pirelli previsto in Bahrain è già stato annullato per ragioni di sicurezza, segnale tangibile delle difficoltà operative in corso.

Attacchi missilistici iraniani e la minaccia alla doppietta di aprile

La crisi che minaccia il doppio appuntamento mediorientale di Formula 1 affonda le radici nell’intensificarsi del conflitto nella regione del Golfo. L’Iran ha lanciato attacchi con missili e droni contro diversi obiettivi nell’area nelle scorse settimane. Tra i bersagli colpiti figurano la base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti a Manama, in Bahrain, e una raffineria Aramco in Arabia Saudita. Quest’ultimo attacco assume un significato particolare per il mondo della Formula 1: Aramco è infatti uno dei partner principali del Campionato del Mondo e sponsor di riferimento del team Aston Martin. La presenza del marchio petrolifero saudita come sostenitore istituzionale del motorsport internazionale rende la questione ancora più intrecciata con gli interessi commerciali della serie.

Secondo le informazioni che circolano nel paddock, lo scenario base attualmente discusso all’interno della Formula 1 prevede la cancellazione del GP del Bahrain qualora la stabilità regionale non venisse ripristinata in tempo utile. Non si tratta quindi di una semplice ipotesi cautelativa, ma di una prospettiva concreta e operativamente avanzata, che gli organizzatori stanno già prendendo in considerazione come possibilità reale.

La logistica del double-header in bilico: prima Sakhir, poi Jeddah

Uno degli aspetti più critici della situazione riguarda la catena logistica che lega i due eventi. Il doppio appuntamento di aprile è strutturato in modo che tutto il materiale e il freight vengano trasportati prima in Bahrain e solo successivamente in Arabia Saudita. Si tratta di una pianificazione complessa che coinvolge tonnellate di attrezzatura tecnica, strutture di hospitality, pneumatici e componenti meccanici di ogni team. Se il GP del Bahrain dovesse essere cancellato, questa catena logistica verrebbe seriamente compromessa, rendendo molto più complicato il trasferimento di tutto il materiale verso Jeddah per il GP d’Arabia Saudita.

Un segnale concreto delle difficoltà operative già in atto è arrivato dalla cancellazione di un test Pirelli previsto in Bahrain, annullato proprio per ragioni di sicurezza. Questo episodio dimostra che la situazione non è solo teorica, ma sta già producendo conseguenze pratiche per la Formula 1 e i suoi partner tecnici. Pirelli, fornitore unico di pneumatici del Campionato del Mondo, si è trovata a rinunciare a sessioni di sviluppo di fondamentale importanza per il 2026.

Arabia Saudita ancora in corsa: Jeddah vuole restare in calendario

Nonostante l’incertezza che avvolge l’intero blocco mediorientale del calendario, i promotori del Gran Premio dell’Arabia Saudita non si sono ancora arresi. Secondo quanto riportato da RacingNews365, sono in corso sforzi attivi per mantenere il Gran Premio di Jeddah in programma, qualora la situazione sul campo lo consenta. La volontà degli organizzatori sauditi appare dunque più determinata rispetto a quella dei colleghi del Bahrain, il cui evento è già considerato altamente improbabile nelle stesse discussioni interne alla Formula 1.

Il contrasto tra le due posizioni riflette anche una diversa esposizione ai rischi diretti: mentre il Bahrain è stato esplicitamente citato tra i bersagli degli attacchi, i promotori sauditi sembrano valutare di poter garantire condizioni di sicurezza accettabili per lo svolgimento della gara a Jeddah. Resta tuttavia un’incognita enorme, legata all’evoluzione di una situazione geopolitica in rapidissimo cambiamento.

Nel paddock già si scherza: Hadjar e Antonelli e le «due gare in meno»

La situazione è già diventata argomento di conversazione tra i protagonisti del paddock. Dopo il Gran Premio d’Australia, i piloti Isack Hadjar e Kimi Antonelli sono stati sentiti discutere dell’argomento su un volo da Melbourne a Shanghai. In quel contesto, Hadjar avrebbe scherzato dicendo ad Antonelli che potrebbe trovarsi ad avere «due gare in meno da vincere». Una battuta che la dice lunga sul modo in cui la notizia stia circolando tra i driver, con una leggerezza che non nasconde però una certa preoccupazione per le implicazioni sportive.

La questione non riguarda infatti solo la sicurezza o la logistica: se entrambe le gare venissero cancellate, il calendario del Campionato del Mondo scenderebbe da 24 a 22 eventi. Si verrebbe inoltre a creare un vuoto di ben cinque settimane tra il Gran Premio del Giappone a Suzuka e il Gran Premio di Miami, uno iato insolito e potenzialmente problematico per il ritmo del Mondiale e per i team che gestiscono budget e risorse in base a un programma stabilito.

Due gare a Suzuka e altri scenari speculativi: nessun piano di sostituzione confermato

Nel paddock sono comparse alcune idee speculative su come colmare l’eventuale vuoto nel calendario. Tra le ipotesi circolate, quella di organizzare due gare a Suzuka nello stesso fine settimana o in weekend consecutivi. Si tratta però, allo stato attuale, di pure speculazioni: non vi è alcuna indicazione che la Formula 1 stia pianificando eventi sostitutivi per compensare le eventuali cancellazioni di Bahrain e Arabia Saudita.

La posizione ufficiale del Campionato rimane quindi quella di attendere l’evoluzione della situazione, senza anticipare mosse organizzative che potrebbero risultare premature. Il quadro più probabile, stando a quanto emerge dal paddock, è che il GP del Bahrain venga cancellato, mentre l’Arabia Saudita continuerà a tentare di mantenere la propria data. Una situazione fluida, in continuo aggiornamento, che il mondo della Formula 1 osserva con grande attenzione nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Il destino del doppio appuntamento mediorientale di aprile dipenderà in ultima analisi dall’evoluzione del conflitto in corso nella regione del Golfo, un fattore completamente al di fuori del controllo degli organizzatori sportivi. Con il 12 aprile che si avvicina, la Formula 1 dovrà prendere decisioni rapide e definitive sulla forma del suo calendario di inizio stagione 2026.