La stagione di Formula 1 2026 potrebbe non terminare con Abu Dhabi come da tradizione: secondo le indiscrezioni riportate dal noto fotografo di paddock José Mario Rubio, il Circus starebbe valutando seriamente l’ipotesi di estendere il campionato fino alle festività natalizie, recuperando i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita saltati in primavera a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. Un’ipotesi che, fino a pochi mesi fa, sarebbe sembrata fantascienza, e che oggi è invece al centro delle riflessioni operative della Formula One Management.
Punti Chiave
- Il conflitto in Medio Oriente ha impedito lo svolgimento del GP del Bahrain e del GP dell’Arabia Saudita ad aprile, come previsto dal calendario originale.
- Secondo il fotografo José Mario Rubio, la FOM sta valutando di recuperare entrambe le gare nella seconda parte della stagione.
- L’ipotesi prevede l’inserimento del GP dell’Arabia Saudita tra Azerbaigian e Singapore, nel weekend del 2-4 ottobre.
- Il GP del Bahrain verrebbe collocato nel weekend del 4-6 dicembre, dopo il Qatar, posticipando Abu Dhabi di due settimane.
- Le ingenti spese già sostenute per l’organizzazione dei due eventi — circa 100 milioni di euro — spingono verso un recupero rapido delle gare.
Il conflitto in Medio Oriente ferma il calendario F1 di aprile
L’evoluzione della situazione geopolitica nella regione mediorientale ha avuto conseguenze dirette sul calendario della Formula 1 2026. I Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, originariamente pianificati per il mese di aprile, non hanno potuto essere disputati a causa dell’instabilità provocata dai continui raid legati al conflitto in corso. Si tratta di due appuntamenti tradizionalmente cruciali per l’apertura della stagione di F1, e la loro assenza ha creato un vuoto significativo nel palinsesto iridato.
La situazione rimane fluida e la Federazione Internazionale dell’Automobile, insieme alla Formula One Management, monitora con attenzione ogni sviluppo. Il timore è che anche altri Gran Premi della regione possano essere minacciati: in particolare, il Qatar e Abu Dhabi — appuntamenti fissi nella parte finale del calendario — restano sotto osservazione costante. La FOM, come riportato dalle indiscrezioni, sta tenendo d’occhio la situazione con «minuzia», pronta a intervenire qualora le condizioni di sicurezza lo richiedessero.
100 milioni di motivi per recuperare Bahrain e Jeddah
Dietro la spinta verso il recupero dei due Gran Premi non ci sono soltanto ragioni sportive, ma anche fortissimi interessi economici. Le spese già sostenute per l’organizzazione degli eventi — stimate in circa 100 milioni di euro — rappresentano un investimento che nessuna delle parti coinvolte è disposta a perdere. Questa pressione finanziaria rende il recupero «lampo» dei due GP non solo auspicabile, ma quasi inevitabile, a patto che le condizioni di sicurezza lo permettano.
È proprio questa combinazione di fattori — la perdita economica già materializzata e il rischio di compromettere ulteriori appuntamenti — che ha spinto la Formula One Management ad accelerare le riflessioni su una possibile riorganizzazione del calendario. Le strade percorribili sono essenzialmente due: trovare finestre disponibili nella seconda parte della stagione oppure, scenario più clamoroso, estendere il campionato oltre i confini temporali abituali, avvicinandosi pericolosamente al periodo natalizio.
Il piano di José Mario Rubio: Jeddah a ottobre, Bahrain a dicembre
È stato il fotografo José Mario Rubio, figura esperta e ben introdotta negli ambienti del paddock di Formula 1, a far filtrare i contorni dell’ipotesi circolante tra gli addetti ai lavori. Secondo la sua ricostruzione, il piano allo studio prevederebbe una doppia modifica al calendario attuale, con due interventi distinti per i due appuntamenti saltati.
La prima modifica riguarderebbe il Gran Premio dell’Arabia Saudita, che verrebbe inserito nel calendario nel weekend tra il 2 e il 4 ottobre, collocandosi quindi tra il Gran Premio dell’Azerbaigian e quello di Singapore. Si tratterebbe di un’aggiunta che, pur richiedendo qualche aggiustamento logistico, non stravolgerebbe la struttura complessiva della seconda metà di stagione.
Ben più dirompente sarebbe invece la soluzione prevista per il Gran Premio del Bahrain: l’evento verrebbe spostato nel weekend del 4-6 dicembre, posizionandosi subito dopo il Gran Premio del Qatar e prima del tradizionale finale di stagione ad Abu Dhabi. Quest’ultimo, a sua volta, subirebbe uno slittamento di due settimane, trasformando il gran finale della stagione F1 in un evento praticamente natalizio.
Abu Dhabi posticipato: una stagione F1 lunga come mai prima
Se l’ipotesi delineata da Rubio dovesse concretizzarsi, il Gran Premio di Abu Dhabi — storicamente l’ultima gara della stagione, disputata solitamente a novembre — si troverebbe a chiudere il campionato in un periodo inedito, probabilmente a metà o fine dicembre. Una prospettiva senza precedenti nella storia moderna della Formula 1, che vedrebbe team, piloti e tutto l’entourage del Circus impegnati in pista a ridosso delle feste di Natale.
Lo slittamento di due settimane di Abu Dhabi comporterebbe evidentemente una serie di sfide logistiche e organizzative non trascurabili, dalla gestione dei contratti del personale tecnico alle pianificazioni dei fornitori, fino alle esigenze dei media e degli sponsor. Tuttavia, le stesse pressioni economiche legate ai 100 milioni già spesi per i GP saltati rendono questa opzione comunque preferibile alla cancellazione definitiva degli eventi.
Nelle prossime settimane la situazione dovrebbe diventare più chiara: la FOM è attesa a comunicazioni ufficiali sull’evoluzione del calendario, mentre il mondo della Formula 1 guarda con apprensione agli sviluppi del quadro geopolitico mediorientale, sperando che Qatar e Abu Dhabi possano disputarsi senza ulteriori complicazioni. L’obiettivo resta quello di completare una stagione già segnata da un inizio anomalo, cercando di recuperare ogni singolo Gran Premio possibile prima che si apra il sipario sul 2027.






