I prezzi dei carburanti continuano a salire senza sosta. Secondo l’analisi giornaliera di Staffetta Quotidiana, nella giornata del 7 settembre si sono registrati aumenti generalizzati su tutta la rete stradale nazionale, con la benzina che ha superato i 2 euro al litro anche in modalità self service e il metano che ha toccato il proprio massimo storico degli ultimi anni. Un quadro che pesa concretamente sui portafogli degli automobilisti, come dimostrano i calcoli reali sul costo di un pieno.
Punti Chiave
- La benzina self service raggiunge 2,054 euro al litro, con un aumento di 8 millesimi rispetto alla rilevazione precedente.
- Il gasolio si attesta a 2,165 euro al litro (+7 millesimi), con punte di 2,239 euro al litro in autostrada.
- Il metano registra l’aumento più significativo: +23 centesimi al chilogrammo, a 1,755 euro/kg, massimo storico degli ultimi anni.
- Q8 ha aumentato il prezzo consigliato della benzina di 3 centesimi al litro e quello del gasolio di 1 centesimo.
- Un pieno da 50 litri di benzina costa oggi circa 102,70 euro in self service; con il gasolio si arriva a circa 108,25 euro.
Benzina oltre quota 2 euro: i numeri della rete stradale
Il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self service ha raggiunto quota 2,054 euro al litro, con un incremento di 8 millesimi rispetto alla rilevazione del giorno precedente. Si tratta di un livello che solo qualche tempo fa sembrava difficilmente raggiungibile per il carburante più diffuso, e che ora si configura come dato abituale del panorama nazionale. Il gasolio, dal canto suo, non è da meno: il prezzo medio in self service è salito a 2,165 euro al litro, con un aumento di 7 millesimi, confermando come il carburante tipicamente associato al risparmio sui lunghi percorsi abbia perso gran parte del suo vantaggio competitivo.
Più contenuto, ma comunque in crescita, il movimento del GPL, che si attesta a 0,747 euro al litro con un incremento di un millesimo. Il gas di petrolio liquefatto rimane ancora la scelta più economica tra i carburanti alternativi per chi guida un’auto bifuel, ma nemmeno questo fronte è rimasto immune dalla tendenza al rialzo che caratterizza l’intera filiera energetica.
Il metano tocca il massimo storico: +23 centesimi in un giorno
Se benzina e gasolio hanno fatto notizia per i loro livelli elevati, è il metano a registrare lo scarto più drammatico nella rilevazione del 7 settembre. Il carburante ha toccato 1,755 euro al chilogrammo, segnando un balzo di ben 23 centesimi rispetto alla rilevazione precedente: un incremento che Staffetta Quotidiana definisce il massimo storico degli ultimi anni. Per chi aveva scelto un’auto a metano proprio per contenere i costi di gestione, si tratta di una notizia particolarmente pesante. Il metano, che per anni è stato considerato la soluzione più economica per chi percorre molti chilometri, si trova ora a livelli di prezzo che ne ridimensionano fortemente la convenienza rispetto ai carburanti tradizionali.
L’entità dell’aumento, 23 centesimi in una sola giornata di rilevazione, è di per sé un dato che merita attenzione: si tratta di una variazione percentuale ben superiore a quella registrata dagli altri carburanti, che si sono mossi nell’ordine dei millesimi. Un segnale che il mercato del gas naturale compresso per autotrazione sta attraversando una fase di particolare instabilità.
In autostrada la situazione è ancora più pesante
Se i prezzi sulla rete stradale ordinaria sono già elevati, è in autostrada che gli automobilisti subiscono il colpo più duro. La benzina raggiunge qui 2,140 euro al litro, con un incremento di 6 millesimi, mentre il diesel autostradale arriva a 2,239 euro al litro, anch’esso in rialzo di 6 millesimi. Chi percorre regolarmente i tratti autostradali per lavoro o per spostamenti lunghi si trova quindi a fare i conti con prezzi che superano abbondantemente la soglia psicologica dei 2 euro, rendendo ogni rifornimento un esborso sempre più significativo rispetto a pochi mesi fa.
Il differenziale tra la rete ordinaria e quella autostradale rimane consistente e conferma come il rifornimento in autostrada rappresenti una scelta costosa, da evitare quando possibile pianificando le soste nei pressi dei caselli o sulle strade statali.
Q8 alza i prezzi consigliati: cosa significa per i consumatori
Sul fronte dei prezzi consigliati dai principali operatori del settore, Staffetta Quotidiana segnala un nuovo intervento di Q8, che ha deciso di aumentare di 3 centesimi al litro il prezzo consigliato della benzina e di 1 centesimo quello del gasolio. Le variazioni dei prezzi consigliati dai grandi marchi petroliferi rappresentano un indicatore rilevante per capire la direzione verso cui si muoverà il mercato, poiché spesso altre compagnie tendono ad adeguarsi alle variazioni dei competitor principali nelle ore o nei giorni successivi.
Tradotto in termini concreti e domestici, il peso di questi aumenti è immediatamente percepibile: un serbatoio da 50 litri rifornito con benzina al prezzo medio di 2,054 euro al litro costa oggi circa 102,70 euro in modalità self service. Scegliendo il gasolio, con la media attuale di 2,165 euro al litro, il costo di un pieno identico arriva invece a circa 108,25 euro. Cifre che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate difficilmente credibili e che ora pesano in modo significativo sui budget familiari, soprattutto per chi utilizza l’auto tutti i giorni per recarsi al lavoro.
Il taglio delle accise non ha fermato i rialzi
A rendere ancora più amara la lettura di questi dati è il fatto che la proroga del taglio delle accise sul diesel, in vigore fino al 10 settembre, non è riuscita a contenere la spinta al rialzo, almeno stando ai numeri registrati da Staffetta Quotidiana nella rilevazione del 7 settembre. Una misura che avrebbe dovuto offrire un po’ di respiro agli automobilisti si è rivelata, nei fatti, insufficiente a contrastare le pressioni di mercato che spingono i prezzi verso l’alto.
Nei prossimi giorni sarà decisivo capire se la tendenza al rialzo proseguirà e con quale intensità, specialmente dopo la scadenza del 10 settembre. La fine della proroga sulle accise potrebbe aggiungere ulteriore pressione su un gasolio già abbondantemente oltre la soglia dei 2 euro, rendendo ancora più urgente un intervento strutturale sul fronte della fiscalità energetica. Gli automobilisti italiani attendono nuovi sviluppi, con la speranza che le prossime rilevazioni portino finalmente segnali di inversione di tendenza.





