Il BMW Group ha chiuso il 2025 con ricavi di gruppo pari a 133 miliardi di euro e un utile ante imposte di 10,24 miliardi di euro, mantenendo un margine EBT stabile al 7,7% nonostante un contesto segnato da dazi, pressioni valutarie e dalla difficile situazione del mercato cinese. È quanto emerge dallo statement di Walter Mertl, membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG con delega alle Finanze, presentato all’Annual Conference 2026 tenutasi il 12 marzo presso la BMW Welt di Monaco di Baviera. Per il 2026, il gruppo prevede un margine EBIT Automotive compreso tra il 4 e il 6%, con un Free Cash Flow nel segmento Automotive atteso oltre i 4,5 miliardi di euro.
Punti Chiave
- Il BMW Group ha realizzato nel 2025 ricavi di gruppo pari a 133 miliardi di euro e un utile ante imposte superiore a 10 miliardi di euro, con un margine EBT stabile al 7,7%.
- Le vendite globali hanno raggiunto 2,46 milioni di veicoli BMW, MINI e Rolls-Royce, con una crescita dello 0,5% rispetto al 2024; escludendo la Cina, la crescita è stata del 5,9%.
- La quota di veicoli completamente elettrici (BEV) ha raggiunto quasi il 18% del totale delle vendite, con 442.000 unità consegnate; la quota xEV complessiva ha superato il 26%.
- Il programma di riduzione dei costi ha generato un beneficio complessivo sull’EBIT Automotive di circa 2,5 miliardi di euro, con tagli a R&S, SG&A, produzione e materiali.
- Per il 2026, il gruppo prevede un margine EBIT Automotive tra il 4 e il 6% e un Free Cash Flow Automotive superiore a 4,5 miliardi di euro, con l’utile di gruppo atteso in calo moderato rispetto al 2025.
Ricavi, utili e dividendo: i numeri del 2025
A livello consolidato, il BMW Group ha generato nel 2025 ricavi totali pari a 133 miliardi di euro. L’utile ante imposte (EBT) a livello di gruppo ha superato i 10 miliardi di euro, registrando un calo del 6,7% in termini percentuali a singola cifra rispetto all’anno precedente. Nonostante questa flessione, il margine EBT di gruppo si è mantenuto stabile al 7,7%, lo stesso livello del 2024, mentre l’utile per azione è persino aumentato leggermente su base annua.
Il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio di Sorveglianza proporranno all’Assemblea Generale degli Azionisti un pagamento complessivo di dividendi pari a 2,67 miliardi di euro, corrispondente a un payout ratio del 36,6%, nella fascia alta dell’intervallo strategico obiettivo del 30-40%. Il dividendo proposto ammonta a 4,40 euro per azione ordinaria e 4,42 euro per azione privilegiata. Includendo i programmi di riacquisto azionario, il rendimento totale per gli azionisti relativo all’esercizio 2025 si avvicina a 4 miliardi di euro, un importo che supera il Free Cash Flow del segmento Automotive.
Il segmento Automotive: dazi, valute e riduzione dei costi
Il segmento Automotive ha realizzato ricavi pari a circa 118 miliardi di euro, in calo del 5,9% rispetto al 2024. Circa la metà di questa diminuzione è attribuibile agli effetti negativi dei cambi valutari, mentre il resto deriva principalmente dalla pressione sui prezzi a livello globale. L’utile operativo (EBIT) del segmento ha raggiunto 6,3 miliardi di euro, con un margine EBIT del 5,3%. Escludendo i 1,3 miliardi di euro di ammortamenti derivanti dal Purchase Price Allocation (PPA) di BMW Brilliance Automotive, il margine EBIT si attesta al 6,4%, e include comunque un impatto negativo di circa 1,5 punti percentuali derivante dai dazi.
Mertl ha dettagliato le principali voci che hanno influenzato l’EBIT Automotive anno su anno. L’effetto netto di valute e materie prime ha rappresentato un impatto negativo di 600 milioni di euro. Il mix combinato di volumi, mix di modelli e prezzi ha pesato sull’EBIT per un totale di 1,8 miliardi di euro: in particolare, il pricing ha rappresentato un vento contrario significativo pari a 2 miliardi di euro per l’intero anno, solo parzialmente compensato da un mix di modelli positivo, trainato dalla quota di mercato medio come la Serie 5 e da un record nelle performance M. I dazi hanno avuto un impatto negativo di circa 1,5 punti percentuali sul margine EBIT Automotive: senza questo onere, sia l’utile di gruppo sia l’EBIT Automotive sarebbero stati superiori all’anno precedente.
Sul fronte dei costi, il gruppo ha mantenuto la promessa formulata da Mertl all’Annual Conference del 2025: ogni trimestre ha registrato una riduzione annua dei costi in tutte le voci principali. La riduzione complessiva delle spese di R&S è stata di quasi 800 milioni di euro anno su anno, dopo il picco del 2024, portando la spesa a 8,3 miliardi di euro e un rapporto R&S del 6,2%. I risparmi su SG&A hanno rappresentato 900 milioni di euro. Considerando anche i risparmi in produzione e materiali, la riduzione complessiva dei costi per l’anno ha raggiunto 2,5 miliardi di euro, generando un beneficio sull’EBIT Automotive di pari importo.
Elettrificazione: 442.000 BEV consegnati e quota xEV al 26%
Il 2025 ha confermato la traiettoria di elettrificazione del BMW Group. Sono stati consegnati complessivamente 642.000 veicoli elettrificati, con una crescita dell’8,2% rispetto all’anno precedente, portando la quota xEV complessiva (BEV e PHEV) a oltre il 26% delle vendite totali. Le consegne di veicoli completamente elettrici (BEV) hanno raggiunto le 442.000 unità, per una quota di quasi il 18%.
In Europa la quota di veicoli elettrificati ha superato il 40% delle vendite. Sul fronte della compliance normativa, le emissioni di CO₂ della flotta nell’Unione Europea si sono attestate a 90,0 grammi per chilometro, 2,9 grammi al di sotto dell’obiettivo applicabile. Mertl ha anche colto l’occasione per ribadire la posizione del gruppo sul quadro normativo europeo: le attuali regole sulle emissioni di CO₂ della flotta si concentrano esclusivamente sulla fase d’uso e non riconoscono il pieno potenziale di riduzione lungo l’intera catena del valore, inclusa la possibilità di valorizzare immediatamente i carburanti sostenibili come HVO100 e gli eFuel a partire, ad esempio, dal 2027.
Vendite globali: la Cina frena, Europa e USA crescono
Nel corso del 2025, il BMW Group ha venduto oltre 2,46 milioni di veicoli BMW, MINI e Rolls-Royce a clienti in tutto il mondo, in crescita dello 0,5% rispetto al 2024. Le vendite in Europa e negli Stati Uniti hanno sovraperformato il mercato, aumentando la quota di mercato e compensando l’andamento negativo in Cina. In Cina, il gruppo ha mantenuto un ritmo mensile stabile di circa 50.000 veicoli del marchio BMW per tutto l’anno, nonostante l’intenso contesto competitivo; nel corso dell’anno sono state prese misure per consolidare le strutture della rete di vendita e affrontare la questione dei prezzi. Escludendo il mercato cinese, le vendite globali del gruppo nel 2025 sono cresciute del 5,9%.
Il segmento Motorrad ha registrato un EBIT di 178 milioni di euro con un margine del 5,7%. I Financial Services hanno generato 2,4 miliardi di euro di utili ante imposte con un Return on Equity del 14,3%, all’interno del corridoio obiettivo del 13-16%. Il nuovo volume di business nei Financial Services ha raggiunto un massimo storico di 65,8 miliardi di euro, in crescita del 2%, con quasi 1,73 milioni di nuovi contratti di finanziamento e leasing conclusi nell’anno. Il Free Cash Flow del segmento Automotive ha chiuso a 3,2 miliardi di euro, con le attività finanziarie nette del segmento che a fine anno hanno superato i 44 miliardi di euro.
Outlook 2026: NEUE KLASSE e margini sotto pressione
Per il 2026, il BMW Group prevede consegne globali di veicoli BMW, MINI e Rolls-Royce al livello dell’anno precedente. In Europa e negli Stati Uniti il gruppo vede potenziale di crescita, mentre in Cina le misure adottate per stabilizzare i prezzi di transazione lasciano intravedere vendite al livello del 2025. Anche la quota di veicoli completamente elettrici è attesa in linea con il 2025, per effetto dei cicli di modello e delle mutevoli dinamiche regolamentari e di mercato.
Sul fronte economico, l’avvio dell’offensiva di prodotto NEUE KLASSE comporterà un aumento significativo degli ammortamenti e delle svalutazioni, sia da investimenti in conto capitale sia da R&S capitalizzata, configurando un onere rilevante a conto economico. Il rapporto di capitalizzazione della R&S è atteso nell’area del 30%. A questi si aggiungono altri venti contrari: l’effetto cambio e le materie prime, le misure adottate in Cina per stabilizzare i prezzi, e minori proventi dalla vendita di veicoli usati. Il gruppo stima un impatto negativo dei dazi sull’EBIT Automotive di circa 1,25 punti percentuali nel 2026, in miglioramento rispetto agli 1,5 del 2025.
Le riduzioni di costo attese — da investimenti ridotti, minori costi di produzione e materiali, calo delle spese di R&S e SG&A — non riusciranno tuttavia a compensare pienamente questi venti contrari. Il risultato è un margine EBIT Automotive atteso tra il 4 e il 6%, con un RoCE nel segmento Automotive previsto tra il 6 e il 10%. L’utile di gruppo ante imposte è atteso in calo moderato rispetto al forte risultato del 2025, mentre il Free Cash Flow nel segmento Automotive è stimato superiore a 4,5 miliardi di euro a fine anno. Il gruppo punta a tornare verso i propri corridoi strategici per R&S (4-5%) e CapEx (meno del 5%) entro il 2027.





