Aston Martin Vanquish: 25 anni di icona

Aston Martin celebra 25 anni del Vanquish: dal V12 da 460 CV del 2001 all'attuale 835PS e 214 mph, tre generazioni che hanno ridefinito la Super GT di lusso con produzione limitata a meno di 1.000 esemplari l'anno.

Aston Martin celebra un quarto di secolo di uno dei nomi più evocativi nel panorama automobilistico mondiale. Il Vanquish compie 25 anni: nato nel 2001 al Salone di Ginevra come vettura più avanzata mai prodotta dalla casa di Gaydon, oggi si presenta nella sua terza generazione con 835 cv e 1000Nm di coppia, primato assoluto per un modello di serie Aston Martin. Tre generazioni, un solo obiettivo: dominare il segmento delle Super GT di lusso.

Punti Chiave

  • Il Vanquish debuttò al Salone di Ginevra 2001 come la sportiva più sofisticata e tecnologicamente avanzata mai realizzata da Aston Martin.
  • La terza generazione, presentata nel 2024, eroga 835 PS e 1000Nm di coppia da un V12 biturbo 5.2 litri, con 0-100 km/h in 3,3 secondi e velocità massima di 214 mph.
  • La produzione dell’attuale Vanquish è limitata a meno di 1.000 esemplari l’anno, garantendo un’esclusività ultra-lusso.
  • Le tre generazioni condividono l’uso pionieristico di materiali avanzati: dalla struttura in alluminio estruso con tunnel in carbonio del 2001, ai pannelli in fibra di carbonio aerospace della seconda serie, fino al telaio in alluminio incollato attuale.
  • Il CEO Adrian Hallmark definisce il Vanquish «un simbolo di ciò che questo eccezionale marchio britannico è capace di creare».

 

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Il V12 Vanquish del 2001: la rivoluzione nata a Newport Pagnell

Era il marzo 2001 quando Aston Martin svelò al mondo il primo modello a fregiarsi del nome Vanquish. Presentato al Salone di Ginevra, il V12 Vanquish rappresentava un salto generazionale senza precedenti per la casa britannica, incorporando tecnologie all’epoca considerate d’avanguardia assoluta: il controllo elettronico del gas «drive-by-wire» e le palette al volante per il cambio marce, ispirate direttamente alla Formula 1. Un’audacia tecnica che, nel 2001, pochi costruttori artigianali osavano praticare.

Sotto il cofano batteva un nuovo motore V12 6.0 litri da 460 CV, abbinato al cambio sequenziale a palette. Ma la vera rivoluzione si nascondeva nella struttura: il pianale e i parafanghi anteriori e posteriori erano realizzati in sezioni di alluminio estruso, incollate e rivettate attorno a un tunnel centrale interamente in fibra di carbonio. I montanti del parabrezza in carbonio e le fiancate interne monoscocca completavano una cellula di sicurezza di straordinaria rigidità. Processi di lavorazione controllati al computer, sviluppati in collaborazione con realtà a Cupertino, nella Silicon Valley californiana, e con l’Università di Nottingham nel Regno Unito, furono necessari per realizzare queste strutture — un enorme balzo produttivo per Aston Martin. Era anche l’ultimo modello costruito nel leggendario stabilimento di Newport Pagnell, prima del trasferimento a Gaydon nel Warwickshire. La famiglia si ampliò nel tempo con la V12 Vanquish S e la V12 Vanquish S Ultimate Edition, consolidando il mito nei primi anni del secolo.

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La seconda generazione (2012-2018): carbonio aerospace e 565 CV

Quando nel 2012 Aston Martin svelò la seconda generazione del Vanquish — con produzione avviata nel 2013 — il mondo dell’automobile rimase nuovamente senza parole. Il design si ispirava apertamente alla One-77, l’hypercar che aveva ridefinito i confini del possibile per il marchio: ogni pannello della carrozzeria esterna era realizzato in fibra di carbonio standard aerospaziale, con superfici tese e forme aggressive che traducevano in metallo (anzi, in carbonio) una nuova filosofia estetica. Il risultato? Una carrozzeria il 25% più leggera rispetto alla DBS che andava a sostituire.

Il V12 6.0 litri era profondamente rivisto: corpi farfallati più grandi, primo sistema di fasatura variabile doppia della casa, nuove pompe del carburante e filtri dell’aria portavano la potenza a 565 CV con 457 lb ft di coppia. Numeri sufficienti per scattare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e raggiungere i 183 mph di velocità massima. Il sistema frenante in Carbon Ceramic Matrix garantiva resistenza alla frenata con dissipazione termica ottimale. Disponibile nelle configurazioni 2+0 e 2+2, con un bagagliaio fino a 368 litri, il Vanquish di seconda generazione si confermava Super GT a tutto tondo. Come da tradizione, seguirono le varianti Volante cabriolet e la versione «S» da 600 CV con velocità massima di 201 mph.

Terza generazione 2024: 835PS, 214 mph e meno di 1.000 esemplari l’anno

Il 2024 ha segnato l’arrivo della terza e più impressionante incarnazione del Vanquish. Al centro della scena c’è il nuovo motore V12 biturbo da 5.2 litri, capace di erogare un’impressionante potenza di 835PS e 1000Nm di coppia: la vettura più potente mai prodotta in serie da Aston Martin. Le prestazioni sono di conseguenza straordinarie: lo scatto da 0 a 60 mph si compie in soli 3,3 secondi, mentre la velocità massima si attesta a 214 mph — un record assoluto per un modello di serie Aston Martin al momento del lancio.

La struttura portante è in alluminio incollato, con sospensioni a doppio triangolo all’anteriore e multilink al posteriore, lo stesso schema adottato da DB12 e Vantage. Di serie troviamo il sistema frenante in Carbon Ceramic Brake con dischi da 410mm all’anteriore e 360mm al posteriore, capace di operare a temperature fino a 800°C riducendo al minimo il fade. Il passo allungato — con la distanza tra il montante «A» e l’asse anteriore estesa di 80mm — conferisce al Vanquish un profilo ancora più rampante e teatrale. Il tutto racchiuso in una carrozzeria in fibra di carbonio e in un abitacolo che, secondo Aston Martin, stabilisce nuovi standard nel lusso moderno. Con una produzione limitata a meno di 1.000 esemplari all’anno, l’esclusività è garantita per definizione.

Le voci di chi ha vissuto 25 anni di Vanquish

A commentare il traguardo è stato il CEO di Aston Martin, Adrian Hallmark: «Dal suo arrivo 25 anni fa, il nome Vanquish è sinonimo di qualcosa di speciale; qualcosa di ambizioso, diverso e audace. Nel corso degli anni il Vanquish è diventato una vera icona Aston Martin e, nel 2026, rimane nient’altro che un simbolo di ciò che questo eccezionale marchio britannico è capace di creare. Come i fortunati proprietari che hanno scelto di aggiungere una o più delle tre generazioni di Vanquish alle loro collezioni dal 2001, sono immensamente orgoglioso di ciò che questo modello rappresenta.»

A queste parole si aggiunge la voce dello storico del marchio, Steve Waddingham: «Cercate la parola ‘vanquish’ sul dizionario e troverete, a mio avviso, una delle migliori definizioni della lingua inglese. Termini come ‘conquistare’ e ‘sopraffare’ emergono come sinonimi e, in linea di massima, è proprio ciò che la prima Aston Martin a portare questo nome leggendario si proponeva di fare: sia nei confronti dei concorrenti, sia nel cuore e nella mente degli acquirenti. La seconda e, ora, la terza generazione della nostra eccezionale Super GT ammiraglia hanno continuato a essere all’altezza di quella aspirazione e tutti coloro che hanno lavorato al Vanquish negli ultimi 25 anni possono essere giustamente orgogliosi delle vetture che hanno creato.»

Con il 25° anniversario celebrato nel marzo 2026 — esattamente a 25 anni dalla presentazione al Salone di Ginevra 2001 — Aston Martin guarda al futuro con la consapevolezza che il Vanquish rappresenta molto più di un modello di punta: è la sintesi vivente dell’identità del marchio. La terza generazione, ancora in piena produzione con i suoi meno di 1.000 esemplari annui, continuerà a definire gli standard della Super GT di lusso per gli anni a venire.