Un risultato storico, atteso da vent’anni. La Aston Martin Vantage GT3 del team Walkenhorst Motorsport, affidata ai piloti ufficiali Mattia Drudi, Christian Krognes e Nicki Thiim, ha conquistato il terzo posto assoluto nella 54ª edizione della ADAC Ravenol 24h Nürburgring, disputata domenica 17 maggio 2026. Si tratta del miglior risultato di sempre per il marchio britannico nel leggendario appuntamento tedesco, il primo podio overall nella storia di Aston Martin all’Inferno Verde: un traguardo che coincide con il ventesimo anniversario del debutto della casa di Gaydon nella corsa.
Punti Chiave
- La Vantage GT3 #34 di Walkenhorst Motorsport chiude terza assoluta alla 24h Nürburgring 2026: primo podio overall di sempre per Aston Martin nella gara.
- Il risultato arriva esattamente nel ventesimo anniversario del debutto di Aston Martin alla 24h Nürburgring, iniziato nel 2006.
- Mattia Drudi, Christian Krognes e Nicki Thiim hanno condiviso il volante della Vantage GT3 spinta dal twin-turbo 4.0 V8.
- Il podio è anche il miglior risultato di sempre per Walkenhorst Motorsport alla 24h Nürburgring, team vincitore della Spa 24 Hours 2018.
- Aston Martin conta ora 34 podi di classe al Nürburgring, oltre a 10 vittorie di classe dalla stagione 2006 in poi.
Vent’anni di storia all’Inferno Verde: il contesto del podio
Il Nürburgring Nordschleife è un circuito che non fa sconti a nessuno: 25,378 chilometri (il tracciato combinato con il GP-Kurs utilizzato per la 24h misura circa 25 km di sviluppo totale), 15,8 miglia di asfalto spesso umido, circondato dalle foreste della regione dell’Eifel tedesca, capace di proporre condizioni meteorologiche completamente diverse da un settore all’altro nello stesso giro. In questo scenario ostile, Aston Martin aveva già accumulato negli anni un ricco palmares di classe — 10 vittorie e oltre 30 podi — ma il gradino del podio assoluto era rimasto un obiettivo incompiuto fin dal debutto nel 2006.

Vent’anni dopo, l’anniversario è stato celebrato nel migliore dei modi possibili. Adam Carter, responsabile dell’endurance motorsport di Aston Martin, ha dichiarato: «Questo è un risultato eccezionale. Non esiste un test più duro per una vettura da corsa della 24h Nürburgring, e la Vantage lo ha superato a pieni voti. Non è certo meno di quanto tutti in Walkenhorst Motorsport e Aston Martin Racing si meritassero, considerata l’incredibile quantità di lavoro, preparazione e abilità necessari per costruire un risultato del genere.»
Qualifiche e strategia: come Walkenhorst ha costruito il podio
La vettura numero 34 era una delle oltre 40 GT3 iscritte nella classe SP9 — la stessa classe portata alla ribalta mediatica globale quest’anno dalla partecipazione del quattro volte campione del mondo di Formula 1 Max Verstappen. Nella divisione Pro dell’SP9, la preparazione alla gara è iniziata con una qualifica di alto livello: Drudi e Krognes hanno brillato nelle rispettive sessioni di Top Qualifying, piazzando l’Aston Martin rispettivamente in prima e seconda posizione. Nicki Thiim ha poi collocato la vettura in 11ª posizione nella griglia finale di 161 vetture al termine della Top Qualifying 3, un piazzamento solido su una griglia straordinariamente competitiva.
Consapevole della reputazione della gara per le caotiche ore di apertura, Walkenhorst ha scelto una strategia coraggiosa: un pit stop anticipato rispetto alla maggior parte del campo, sfasando il piano carburante di due giri. Questa mossa ha permesso a Thiim di fare un undercut su diversi rivali, portando la Vantage nelle prime cinque posizioni. Una volta stabilita quella posizione, la vettura non l’ha più abbandonata per tutta la durata della gara. Le condizioni atmosferiche insolitamente fredde — tra i 3°C e i 5°C — hanno giocato a favore delle gomme Pirelli montate sulla Vantage, amplificando il vantaggio della squadra.
La notte caotica, il duello con Lamborghini e BMW e il finale amaro
Completato il doppio stint di apertura di Thiim, Krognes ha preso il volante portando la Vantage fino alla seconda posizione. Il passaggio di consegne a Drudi ha coinciso con l’arrivo delle prime piogge intermittenti, una costante della gara 2026. Il pilota italiano ha risposto con il carattere che lo contraddistingue: ha assorbito la pressione e ha costruito un vantaggio di 40 secondi sul resto del campo.
La notte è stata teatro di numerosi ritiri tra le vetture di punta, con le strategie alternate dei leader che si sono infine riallineate. Il trio di Walkenhorst si è trovato coinvolto in una battaglia a tre per la terza posizione con una Lamborghini e una BMW, alle spalle delle due Mercedes di testa. Lo scenario è cambiato a meno di due ore dal termine, quando la vettura di Verstappen ha accusato problemi, trasformando la lotta per il terzo posto in un’opportunità per il secondo. Drudi ha iniziato a rimontare un distacco superiore a due minuti sulla Lamborghini seconda classificata. Quando quest’ultima è stata penalizzata con 86 secondi di penalità per una violazione del regime di Code 60, l’italiano è passato in seconda posizione. Tuttavia, a vanificare le sue speranze ci ha pensato un altro Code 60 imposto alla Vantage proprio nell’ultimo giro, sul rettilineo del Döttinger Hohe, a pochi metri dall’arrivo. Il risultato finale è stato il terzo posto.
«È stato frustrante non riuscire a finire secondi», ha ammesso Drudi, che nel 2026 aveva già collezionato podi nel FIA World Endurance Championship e nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, e insieme a Thiim aveva vinto il round inaugurale del GT World Challenge Europe a Paul Ricard. «Ma possiamo essere molto orgogliosi di finire sul podio, il primo di Aston Martin al Nürburgring. Questo tracciato è già di per sé molto impegnativo, ma con la pioggia e il livello della concorrenza è stato davvero durissimo. Nell’ultimo stint ho dovuto spingere perché sapevo che potevamo superare la Lamborghini, quindi il Code 60 finale è stato un peccato. Ma questo è qualcosa che ricorderò per sempre.»
La Vantage GT3: architettura da road car, prestazioni da podio mondiale
La Vantage GT3 che ha scritto la storia al Nürburgring condivide l’architettura meccanica con la Vantage stradale ultra-lusso. Il telaio è realizzato in alluminio incollato — una soluzione che garantisce rigidità torsionale elevata contenendo il peso — mentre la propulsione è affidata al quattro litri V8 biturbo, un’unità dalla potenza imponente che spinge la GT3 sia in condizioni asciutte sia, come dimostrato domenica, su piste bagnate e scivolose. Questa vettura è già salita sul gradino più alto del podio nella gara considerata il più prestigioso evento riservato alle GT3 al mondo: la 24 Ore di Spa 2024.
Per Walkenhorst Motorsport — team tedesco vincitore della Spa 24 Hours 2018 — il podio al Nürburgring rappresenta anch’esso un primato: la squadra non aveva mai raggiunto il podio assoluto nella corsa di casa. La partnership con Aston Martin Racing si è dunque rivelata vincente nel momento più significativo della storia comune.
Una tradizione che affonda le radici negli anni Cinquanta
Il legame tra Aston Martin e il Nürburgring va ben oltre i vent’anni della 24 Hours. Sir Stirling Moss conquistò una tripletta di vittorie nella 1000 km del Nürburgring con Aston Martin negli anni Cinquanta, inclusa l’edizione del 1959 che contribuì alla conquista del Campionato del Mondo di Sportscar. Quello stesso anno, la DBR1 di Aston Martin vinse in assoluto la 24 Ore di Le Mans, una delle pagine più gloriose della storia automobilistica britannica.
Da quando il marchio ha fatto ritorno nelle corse sportscar a metà degli anni Duemila, Aston Martin è stata una presenza costante alla 24h Nürburgring, sia con vetture ufficiali sia attraverso i propri team partner di fiducia. A partire dal 2006, attraverso le varie evoluzioni della Vantage, le ali di Aston Martin hanno conquistato 10 vittorie di classe e oltre 30 podi, portando il totale dei podi di classe a quota 34 con il risultato di domenica scorsa.
Lo sguardo è già proiettato in avanti: Carter ha sottolineato come questo podio sia «un modo favoloso per iniziare l’estate», con la 24 Ore di Le Mans e la Spa 24 Hours in programma nel mese successivo. Entrambe le gare rappresentano ulteriori opportunità per Aston Martin di scrivere nuove pagine nella storia dell’endurance racing.






