Alfa Romeo e Carabinieri: 75 anni insieme al servizio dell’Italia

Presentato ad Arese il 5 maggio 2026 il libro che celebra 75 anni di collaborazione tra Alfa Romeo e i Carabinieri: dalla 1900 M Matta del 1951 alla Giulia Quadrifoglio, un viaggio nell'Italia repubblicana.

Settantacinque anni di storia italiana raccontati attraverso le auto con la livrea dell’Arma. Al Museo Alfa Romeo di Arese è stato presentato oggi il volume «Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese», un’opera che ripercorre la collaborazione istituzionale tra il marchio del Biscione e l’Arma dei Carabinieri, dalla 1900 M “Matta” del 1951 fino alla Giulia Quadrifoglio dei giorni nostri. Alla presentazione erano presenti il Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, e Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo di Arese e coautore dell’opera. In occasione dell’evento è stato inoltre svelato il logo commemorativo del 75° anniversario.

Punti Chiave

  • Il libro «Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese» è stato presentato il 5 maggio 2026 al Museo Alfa Romeo di Arese alla presenza del Comandante Generale dell’Arma e del CEO di Alfa Romeo.
  • Il volume, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore, è strutturato in cinque capitoli che seguono le grandi fasi della storia dell’Italia repubblicana attraverso i modelli Alfa Romeo in dotazione ai Carabinieri.
  • La collaborazione tra Alfa Romeo e l’Arma ha inizio nel 1951 con la 1900 M “Matta” e prosegue fino ai modelli contemporanei come Giulia Quadrifoglio, Tonale e Stelvio.
  • Svelato anche il logo commemorativo del 75° anniversario, che integra il Biscione e la Fiamma in un segno grafico contemporaneo.
  • Il libro include la prefazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto e un dialogo finale con il Comandante del Nucleo Radiomobile di Roma.

Dalla 1900 M “Matta” alla Giulia Quadrifoglio: 75 anni di “Gazzelle”

La storia tra Alfa Romeo e i Carabinieri ha radici profonde nel secondo dopoguerra. Il primo capitolo di questa lunga alleanza si apre nel 1951 con la 1900 M “Matta”, il fuoristrada robusto ed essenziale che segnò l’inizio ufficiale del sodalizio, pensato per rispondere alle esigenze concrete di un’Arma impegnata nella ricostruzione del tessuto civile del Paese. Pochi anni più tardi, nel 1963, arriva la Giulia: con lei nasce la celebre “Gazzella” del Nucleo Radiomobile, destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili del pronto intervento nell’immaginario collettivo degli italiani.

Da quel momento il legame non si è mai interrotto. Il susseguirsi dei modelli racconta, quasi in parallelo, l’evoluzione dell’Italia: Alfetta, 90, 75, 155, 156, 159, Giulietta, Giulia, Tonale, Stelvio. Un catalogo che è anche una biografia del Paese. Oggi, accanto alle varianti operative standard, figura anche la Giulia Quadrifoglio, impiegata nei servizi speciali: la sportività del Biscione messa al servizio delle missioni più esigenti dell’Arma. Molti di questi modelli sono esposti nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” del Museo di Arese, realizzata in collaborazione con l’Arma e inaugurata il 24 giugno 2020 in occasione del 110° anniversario del marchio.

Cinque capitoli, cinque stagioni dell’Italia repubblicana

Il volume non è una semplice rassegna di automobili: è un racconto corale della storia italiana che usa le vetture in livrea come filo conduttore. I testi sono firmati da Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, con fotografie originali di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini. La struttura in cinque capitoli segue la cronologia non solo dei modelli, ma delle grandi stagioni civili e politiche del Paese.

Il primo capitolo, «L’aria della ricostruzione e del dopoguerra», si concentra sulla 1900 M “Matta” del 1951. Il secondo, «I giorni della fiducia in un necessario miracolo», porta il racconto nel boom economico con la Giulia Super del 1968, berlina raffinata che coniugava prestazioni ed eleganza. Il terzo capitolo, «Scenari drammatici del conflitto interno», affronta gli anni di piombo attraverso l’Alfetta 2.0 “Protetta” del 1979, berlina blindata impiegata nei servizi di scorta in uno dei periodi più bui della Repubblica. Il quarto capitolo, «Raccogliere la sfida dell’antistato», entra negli anni Ottanta e Novanta con l’Alfa 90 del 1987 e l’Alfa 75 del 1992, stagione in cui la presenza visibile dello Stato sul territorio era essa stessa un messaggio di fermezza. Il quinto e ultimo capitolo, «Un orizzonte globale per giocarsi il futuro», copre i decenni più recenti con una sequenza che va dall’Alfa 156 del 1999 all’Alfa 159 del 2006, dalla Giulietta del 2016 alla Giulia del 2021, dalla Tonale del 2023 alla Stelvio del 2025. Il volume si chiude con un dialogo con il Comandante del Nucleo Radiomobile di Roma.

Le voci dei protagonisti: «Vedere una Gazzella significa non essere soli»

Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, ha inquadrato il significato del volume con queste parole: «Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune. Dai primi anni del secondo dopoguerra ad oggi, le nostre vetture accompagnano le donne e gli uomini dell’Arma nelle loro missioni quotidiane, diventando vere e proprie icone della cultura automobilistica e istituzionale italiana. Questo volume rende omaggio a una lunga alleanza fatta di fiducia e rispetto reciproco: un tributo a tutti coloro che, nel silenzio delle strade o nei momenti più concitati, hanno guidato un’Alfa Romeo con fierezza e responsabilità».

Ancora più netto il messaggio del Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri: «Il rapporto tra l’Arma dei Carabinieri e Alfa Romeo, come emerge chiaramente anche da questo volume, è cresciuto ben oltre una dimensione commerciale, fino a configurarsi come un autentico cammino comune fondato sulla fiducia reciproca e sul servizio al Paese. Dal 1951, le Alfa Romeo con a bordo i Carabinieri percorrono ogni strada italiana, diventando un segno concreto e immediatamente riconoscibile della presenza dello Stato. Non si tratta soltanto di prestazioni o sicurezza, pur fondamentali, ma anche di identità: vedere una “Gazzella” avvicinarsi significa, per il cittadino, sapere di non essere solo». Il generale ha inoltre sottolineato il doppio valore delle vetture: operativo, perché garantiscono efficacia e tempestività negli interventi; simbolico, perché incarnano visivamente la vicinanza dello Stato alla collettività.

Il logo del 75° anniversario e la sezione “Alfa Romeo in Divisa”

L’evento di Arese ha portato con sé anche una novità visiva destinata ad accompagnare le iniziative legate all’anniversario: il logo commemorativo del 75° anniversario della collaborazione tra Alfa Romeo e i Carabinieri. Il numero 75 ne è il cuore grafico: una forma solida che accoglie e integra con naturalezza il Biscione e la Fiamma, gli emblemi identitari delle due istituzioni. Il risultato, secondo quanto comunicato, è un segno «iconico, deciso e contemporaneo, capace di trasmettere eccellenza progettuale, profondo senso istituzionale e valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità».

La presentazione si è svolta nell’area “Bellezza” del Museo, alla presenza di due vetture simbolo: la 1900 M “Matta”, prima Alfa Romeo in livrea dell’Arma, e la Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata nei servizi speciali. Un’opposizione cronologica e tecnica che racchiude in sé l’intera parabola della partnership. Il libro è arricchito da contributi istituzionali di primo piano: la prefazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, quella del Comandante Generale Luongo, il messaggio di Ficili e l’introduzione di Ardizio. Ricerca archivistica e testimonianze dirette danno vita a un racconto capace di parlare tanto agli appassionati di storia automobilistica quanto a chi voglia comprendere più a fondo il ruolo dell’Arma nella vita civile del Paese.

Il volume «Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese», pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore, è disponibile a partire da oggi. Le celebrazioni per il 75° anniversario della collaborazione proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori iniziative legate al logo commemorativo appena svelato.