Sessant’anni fa, al Salone di Ginevra del 1966, Alfa Romeo presentava al mondo la 1600 Spider, quella che gli appassionati di tutto il mondo avrebbero per sempre chiamato Duetto: un nome non ufficiale, eppure destinato a diventare più potente di qualsiasi denominazione commerciale. Oggi, con oltre 124.000 esemplari prodotti e 28 anni di carriera ininterrotta dal 1966 al 1994, la Spider rimane il modello del Biscione più longevo e diffuso nella storia del marchio. Il Museo Alfa Romeo di Arese celebra l’anniversario con la mostra Spider è Alfa Romeo, aperta al pubblico fino a dicembre 2026, trasformando i propri spazi in un luogo vivo dove la storia ufficiale del marchio si intreccia con quella degli Alfisti e delle loro vetture.
Punti Chiave
- La Spider “Duetto” debuttò al Salone di Ginevra del 1966 e fu prodotta ininterrottamente fino al 1994, diventando il modello Alfa Romeo più longevo con 28 anni di carriera e oltre 124.000 unità vendute.
- Il Museo Alfa Romeo di Arese ospita la mostra “Spider è Alfa Romeo” fino a dicembre 2026, articolata in quattro fasi tematiche corrispondenti alle quattro serie del modello.
- Le celebrazioni sono iniziate domenica 19 aprile con una parata di esemplari storici e una conferenza dedicata alla vettura, con centinaia di Alfisti giunti da tutta Europa.
- La Spider figura tra le vetture più frequentemente affidate alle Officine Classiche di Torino nell’ambito del programma Alfa Romeo Classiche, a testimonianza del crescente interesse del mercato collezionistico.
- Il nome “Duetto” vinse un concorso indetto da Alfa Romeo, ma non divenne mai la denominazione ufficiale per un’omonimia con un marchio già registrato: rimase nell’uso comune come soprannome di tutte le generazioni.

La mostra «Spider è Alfa Romeo» ad Arese: quattro fasi fino a dicembre
Le celebrazioni per il sessantesimo anniversario hanno preso il via domenica 19 aprile con una giornata di eventi al Museo Alfa Romeo di Arese: una parata degli esemplari più significativi, una conferenza dedicata alla vettura iconica e, nel pomeriggio, l’inaugurazione ufficiale della mostra Spider è Alfa Romeo. Centinaia di Alfisti provenienti da tutta Italia e da altri Paesi europei hanno partecipato al raduno, confermando quanto questo modello continui a generare passione trasversale e internazionale.
La mostra resterà aperta fino a dicembre 2026 e si distingue per un formato partecipativo: gli appassionati potranno esporre le proprie vetture all’interno del Museo, affiancando la collezione ufficiale del Biscione. Il programma è articolato in quattro fasi tematiche, una per ogni serie della Spider: da aprile a giugno sono protagoniste le osso di seppia, le più ricercate dai collezionisti; luglio e agosto saranno dedicati alla coda tronca; settembre e ottobre all’aerodinamica; infine, da novembre a dicembre, spazio alla quarta serie con il restyling del 1990. Un calendario che trasforma il museo in un racconto vivente, capace di rinnovarsi ogni stagione.
Dal Salone di Ginevra alla Hollywood delle spider: il lancio del 1966

Per presentare la nuova 1600 Spider al mondo, Alfa Romeo pensò in grande: una crociera sulla turbonave italiana Raffaello da Genova a New York, con scalo a Cannes in occasione del Festival del Cinema. A bordo, 1.300 VIP e tre esemplari della Spider esposti sul ponte, disponibili anche per prove dinamiche. Il successo americano fu immediato e straordinario, e la vettura venne presto scelta come auto di scena in centinaia di produzioni cinematografiche e televisive, trasformandosi in un simbolo culturale ben oltre il mondo dell’automobile.
Il nome Duetto nacque da un concorso a premi indetto da Alfa Romeo in collaborazione con i concessionari: vinse proprio quella denominazione. Tuttavia, per un’omonimia con un marchio già registrato, Alfa Romeo fu costretta ad abbandonarla come denominazione ufficiale. Il nome rimase però nella memoria collettiva degli appassionati, diventando il soprannome comune di tutte le generazioni della vettura. Con il passare degli anni, la Spider acquisì un’identità così forte che il sostantivo si trasformò in nome proprio: semplicemente, la Spider.

Pininfarina, il bialbero e i 990 kg: i segreti tecnici di un capolavoro
La genesi della Spider affonda le radici a metà degli anni Sessanta, quando la dirigenza di Alfa Romeo decise di creare l’erede della Giulietta Spider, modello che aveva conquistato gli Stati Uniti incarnando una different way of life. Il compito fu affidato a Pininfarina, che aveva già firmato la Giulietta Spider dieci anni prima. L’atelier torinese partì dalla meccanica della Giulia Sprint GT, con passo ridotto a 2.250 mm, preservando tutte le caratteristiche dinamiche: performance, accelerazione, ripresa e tenuta di strada, oltre a contenuti meccanici di alto livello come sospensioni anteriori indipendenti, cambio a cinque marce, trazione posteriore e quattro freni a disco.
La carrozzeria bassa e slanciata, con frontale e coda arrotondati, presentava i paraurti in due parti per enfatizzare il tipico scudo Alfa Romeo al centro, mentre larghe scanalature percorrevano le fiancate. Il peso in ordine di marcia di soli 990 kg consentiva una velocità massima di 185 km/h. Il cuore pulsante era il mitico quattro cilindri bialbero Alfa Romeo, declinato in quattro cilindrate nel corso degli anni: 1600 (1.570 cc), 1750 (1.779 cc), 1300 (1.290 cc) e 2000 (1.962 cc), con alimentazioni a carburatori, a iniezione meccanica Spica e a iniezione elettronica. L’abitacolo rispecchiava il layout tipico delle Alfa Romeo degli anni Sessanta: volante a tre razze a calice, due strumenti di generose dimensioni davanti al guidatore e tre quadranti di diametro minore al centro della plancia.
Quattro serie in 28 anni: dalla «osso di seppia» alla Commemorative Edition
La prima serie (1966–1969), soprannominata osso di seppia per la forma ellissoidale della carrozzeria con frontale e coda arrotondati e laterali convessi, è l’ultima creazione supervisionata da Battista “Pinin” Farina ed è oggi la più ricercata dai collezionisti. A partire dal 1969 la silhouette si aggiorna con un taglio netto al posteriore: nasce così la coda tronca (1969–1982), la serie più longeva e più venduta con quasi 50.000 unità. Tra gli esemplari più celebri di questa generazione spicca la Niki Lauda Special Edition del 1978, realizzata per il mercato americano in omaggio al campione austriaco, allora al volante delle Brabham motorizzate Alfa Romeo in Formula 1.
Nel 1983 è la galleria del vento a dettare le nuove forme: la terza serie (1983–1989), denominata aerodinamica, introduce paraurti integrati e raffinati aggiornamenti alla carrozzeria. La quarta e ultima serie (1989–1994) chiude il cerchio con una linea pulita e filante che rappresenta, in qualche modo, un ritorno alle origini. Tra le versioni speciali di quest’ultima generazione figurano la Beauté del 1991 per il mercato francese e la Commemorative Edition con cui il mercato americano salutò la Spider Veloce dopo 28 anni di onorata carriera. La produzione si svolse in due stabilimenti: quello dell’Alfa Romeo ad Arese e quello della Pininfarina a Torino.
Alfa Romeo Classiche: restauro e certificazione per i collezionisti della Duetto
La conferma più eloquente del fascino senza tempo della Duetto arriva dal mercato del collezionismo, dove il modello figura tra le vetture più frequentemente affidate alle Officine Classiche di Torino nell’ambito del programma Alfa Romeo Classiche. Le Officine sono attive dal 2015 nell’ex Officina 83 di Mirafiori, in via Plava a Torino, su una superficie di circa 6.000 mq attrezzata con ponti sollevatori, macchinari utensili specifici e una linea di finitura con cabina dedicata alla verniciatura di singoli elementi.
Il programma si articola in tre servizi distinti. Il Certificato d’Origine ricostruisce la configurazione originale dell’esemplare attraverso il numero di telaio, attestando anno di produzione, numero del motore e dettagli di carrozzeria e interni. La Certificazione di Autenticità attesta l’originalità dell’esemplare attraverso un rigoroso processo di ispezione tecnica e documentale — verifica degli archivi aziendali, analisi dei componenti meccanici ed estetici — con rilascio di un volume corredato da fotografie, documentazione tecnica e targa di certificazione. Infine, il servizio di Restauro spazia dalla manutenzione ordinaria al ripristino completo secondo le specifiche originali di fabbrica, con la garanzia di chi quelle auto le ha progettate, sviluppate e prodotte.
In questo contesto si inserisce anche «La Storia», l’area del progetto di eccellenza BOTTEGAFUORISERIE dedicata alla preservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio del marchio: un presidio di competenze artigianali e culturali che garantisce la continuità tra le vetture che hanno scritto la storia del Biscione e quelle che ne scriveranno le pagine future. La mostra Spider è Alfa Romeo ad Arese resterà aperta fino a dicembre 2026, con la quarta fase tematica dedicata all’ultima serie della Spider prevista per i mesi di novembre e dicembre: l’occasione finale per rendere omaggio a sessant’anni di un’icona che non smette di emozionare.





