Alfa Romeo 33 Stradale: la leggenda arriva in Texas e al Museo di Arese

Due consegne storiche per la 33 Stradale: la prima oltreoceano ad Austin, Texas, a Glynn Bloomquist con carrozzeria in Rosso Villa d'Este e numero 14 sulle fiancate; la seconda al Museo Alfa Romeo di Arese con un colore esclusivo BOTTEGAFUORISERIE a quattro

Due consegne ravvicinate segnano un momento storico per l’Alfa Romeo 33 Stradale, il capolavoro prodotto in soli 33 esemplari unici destinati ad altrettanti collezionisti sparsi nel mondo. La prima ha portato la fuoriserie del Biscione per la prima volta negli Stati Uniti, ad Austin, in Texas, nelle mani di un imprenditore e appassionato di motorsport. La seconda, ancora più simbolica, ha visto la consegna di un esemplare direttamente al Museo Alfa Romeo di Arese, custode della memoria storica del marchio e sede dell’esemplare originale del 1967 che ha ispirato l’intera operazione.

Punti Chiave

  • La prima Alfa Romeo 33 Stradale è stata consegnata a un cliente statunitense presso la concessionaria Alfa Romeo di Austin, in Texas.
  • Il destinatario è Glynn Bloomquist, imprenditore e appassionato di motorsport, che ha ricevuto un esemplare in Rosso Villa d’Este con il numero 14 sulle fiancate in omaggio a Enzo Ferrari e A.J. Foyt.
  • Per la prima volta nella storia del modello, un esemplare è stato consegnato direttamente al Museo Alfa Romeo di Arese, dove resterà esposto al pubblico fino al 2 giugno.
  • L’esemplare consegnato al museo presenta un colore esclusivo sviluppato nell’ambito del programma BOTTEGAFUORISERIE, frutto di una lavorazione artigianale a quattro strati.
  • La produzione della 33 Stradale avviene in collaborazione con la Carrozzeria Touring Superleggera, con standard artigianali di altissima qualità.

Glynn Bloomquist: una vita tra motorsport e la passione per Alfa Romeo

Il primo cliente americano della 33 Stradale non è un collezionista qualsiasi. Glynn Bloomquist, imprenditore texano, ha costruito nel tempo un rapporto viscerale con il mondo delle corse e con il marchio del Biscione. Cresciuto con un padre innamorato di muscle car e competizioni americane, ha trascorso un intero decennio a girare il mondo al seguito dell’IndyCar, accumulando ricordi indelebili: dal record di velocità del debuttante Jimmy Vasser alla 500 Miglia di Indianapolis del 1992, fino alla scoperta del legame ventennale tra Enzo Ferrari e Alfa Romeo attraverso la lettura di una biografia del Drake.

Da quel momento la passione per il marchio italiano è diventata un percorso collezionistico strutturato. Tra le auto della sua collezione figurano una Giulietta Spider Veloce del 1958, già appartenuta al campione della 500 Miglia di Indianapolis Bobby Rahal, e una Giulia Quadrifoglio in edizione 100° Anniversario, provata in pista al Circuit of the Americas di Austin nel 2023 su invito del team Alfa Romeo. Fu proprio quell’occasione a rivelarsi decisiva: durante la visita al COTA, Bloomquist incontrò Cristiano Fiorio, responsabile del progetto 33 Stradale, e accettò immediatamente l’invito a entrare nel ristrettissimo club dei trentatré proprietari. A una sola condizione: la vettura doveva essere rossa.

L’esemplare texano: Rosso Villa d’Este, il numero 14 e i cerchi in carbonio

A metà maggio del 2024, Bloomquist aveva raggiunto Arese per finalizzare di persona la configurazione del suo esemplare, accolto nella Sala del Consiglio del Museo Storico — lo stesso luogo dove nel 1967 era stato approvato il progetto della 33 Stradale originale. Lì, designer, ingegneri e storici del marchio hanno incontrato e ascoltato i trentatré proprietari per poi realizzare insieme a loro un’opera d’arte irripetibile.

Il risultato è un esemplare di raffinata complessità. La carrozzeria è verniciata in Rosso Villa d’Este, impreziosita da una banda bianca orizzontale sul frontale: una citazione cromatica diretta della Tipo 33 da competizione degli anni Sessanta. I cerchi “Progressive” da 20 pollici sono in nero con diamantature e inserti in carbonio. Gli interni, su richiesta specifica del cliente, sono stati rivestiti con una pelle esclusiva che, per goffratura e cromia, richiama il mondo dell’arredamento, conferendo a sedili e pannelli un carattere fortemente marcato e un’estetica di grande personalità. Sulle portiere e ricamato sui poggiatesta campeggia il numero 14: doppio omaggio a Enzo Ferrari, che lo portò sulle Alfa Romeo da corsa degli anni Venti, e ad A.J. Foyt, quattro volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis. La vettura, ha assicurato il suo proprietario, non resterà ferma in garage: nel Texas centrale la aspettano strade aperte e circuiti pronti ad accogliere il suo ruggito.

La consegna al Museo di Arese e il colore a quattro strati di BOTTEGAFUORISERIE

Parallelamente alla cerimonia texana, per la prima volta nella storia del modello una consegna della 33 Stradale è avvenuta direttamente al Museo Alfa Romeo di Arese, il luogo che custodisce la memoria del marchio e ospita nelle proprie sale l’esemplare del 1967 che ha ispirato l’intera operazione. Una scelta che va ben oltre il valore simbolico: la vettura consegnata porta con sé un colore sviluppato su misura nell’ambito del programma BOTTEGAFUORISERIE, il servizio di personalizzazione estrema dedicato agli acquirenti della fuoriserie.

Per comprenderne il valore, occorre ripercorrere la storia cromatica del marchio. Il rosso di Alfa Romeo non è mai stato un colore fisso: si è trasformato ed evoluto nel tempo, dal rosso pastello delle prime vetture da competizione al bordeaux scuro degli anni Venti, fino al Rosso Villa d’Este — elaborato per l’omonima manifestazione, applicato per la prima volta nel 2012 sulla 4C Concept e poi ottimizzato per la 33 Stradale come colore di produzione. Il nuovo colore si inserisce in questa tradizione come un capitolo ulteriore: nato dalla richiesta di un cliente che desiderava un rosso capace di evocare le tonalità storiche di Alfa Romeo con un richiamo all’arancione della Montreal, è il frutto di una sperimentazione artigianale risolta in una lavorazione a quattro strati distinti.

La base è un pastello che riprende il Rosso Italia delle Giulietta Spider e dei Duetto degli anni Sessanta — più vivace del classico Rosso Alfa — seguita da un primo trasparente di profondità, da un layer micalizzato perlato con tonalità oro e infine da un trasparente finale di finitura. Il risultato è un colore che muta natura con la luce: quasi sobrio in ambienti chiusi, cangiante e vitale alla luce diretta del sole, quando la tonalità oro esalta le linee della carrozzeria amplificandone la percezione dinamica.

La Carrozzeria Touring Superleggera e il DNA artigianale della 33 Stradale

Dietro ogni esemplare della nuova 33 Stradale c’è un sistema produttivo che affonda le radici nella grande tradizione della carrozzeria italiana. Alfa Romeo appartiene alla categoria dei marchi che forgiano leggende, e la nuova fuoriserie ne è la dimostrazione più recente ed eloquente: una coupé a due posti secchi che coniuga heritage e futuro attraverso un processo artigianale unico, con standard di qualità altissimi e una maniacale cura del dettaglio.

Lo stesso spirito che animava le officine dei grandi carrozzieri italiani agli inizi del Novecento e poi negli anni Sessanta rivive nella collaborazione con la rinomata Carrozzeria Touring Superleggera, che ha firmato alcune delle più belle Alfa Romeo di sempre e oggi torna a svolgere un ruolo da protagonista nella produzione della nuova fuoriserie del Biscione. Trentatré esemplari unici, trentatré storie che si scrivono ai quattro angoli del mondo, ognuna costruita attraverso un dialogo diretto tra il marchio, i suoi artigiani e i clienti accolti nella Sala del Consiglio di Arese.

L’esemplare consegnato al Museo di Arese resterà esposto al pubblico fino al 2 giugno, offrendo ai visitatori la possibilità di vedere dal vivo ciò che il programma BOTTEGAFUORISERIE è in grado di produrre, fondendo tradizione e innovazione in un unicum dove maestria artigianale, tecnologia e attenzione meticolosa ai dettagli rappresentano non solo dei valori, ma un vero e proprio modo di vivere. Le due consegne di maggio segnano dunque un capitolo doppiamente significativo nella storia della 33 Stradale: da un lato l’apertura verso il mercato nordamericano, dall’altro il ritorno simbolico alle radici, nel luogo stesso dove tutto ebbe inizio quasi sessant’anni fa.