Il futuro di Abarth potrebbe non essere scritto interamente in elettrico. Secondo indiscrezioni provenienti da Torino, il marchio dello Scorpione starebbe valutando un significativo cambio di rotta rispetto alla strategia 100% zero emissioni annunciata in precedenza: nei centri di collaudo di Mirafiori e Balocco sarebbero in fase di valutazione prototipi di Abarth 500 equipaggiati con un motore termico abbinato a un sistema di elettrificazione ibrida. La parola definitiva, tuttavia, arriverà solo il 21 maggio, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis.
Punti Chiave
- Il 21 maggio Stellantis presenterà il nuovo piano industriale, che potrebbe includere una svolta ibrida per Abarth.
- Nei centri di collaudo di Mirafiori e Balocco sarebbero in test prototipi di Abarth 500 con motorizzazione termica.
- Il propulsore candidato è il tre cilindri da 1.2 litri già impiegato dalla Lancia Ypsilon HF Rally4.
- L’adattamento stradale del motore comporterebbe una riduzione di potenza di circa il 30%, con prestazioni paragonabili alle amate Abarth 595 e 695.
- Allo stato attuale non vi è alcuna comunicazione ufficiale da parte del management aziendale e nessun muletto è stato fotografato su strada.
Il controtendenza del mercato europeo che spinge Abarth verso l’ibrido
La transizione verso l’elettrico puro, che sembrava un percorso ormai tracciato e irreversibile per molti costruttori europei, potrebbe non essere davvero a senso unico. Le dinamiche del mercato automobilistico del Vecchio Continente stanno spingendo diverse case costruttrici a ricalibrare le proprie strategie, e Abarth potrebbe essere tra queste. Il marchio torinese aveva comunicato con chiarezza la propria intenzione di abbandonare completamente i motori a combustione interna in favore di una gamma esclusivamente elettrica, posizionandosi come un brand sportivo di nicchia a zero emissioni. Una scelta coraggiosa, ma che in un contesto di vendite sotto pressione e di crescente resistenza da parte di una clientela affezionata alla tradizione motoristica del marchio, potrebbe ora essere messa in discussione.
Le recenti indiscrezioni circolate nelle ultime ore parlano di un’apertura concreta all’ibrido, con l’obiettivo dichiarato di assecondare gli appassionati storici dello Scorpione, che hanno sempre associato il nome Abarth a un’esperienza di guida coinvolgente, sonora e tattile. Un’esperienza che, almeno nella percezione di molti, i modelli puramente elettrici faticano ancora a replicare in modo del tutto convincente. Va sottolineato, tuttavia, che al momento si tratta esclusivamente di scenari non confermati: le reali prospettive saranno chiarite solo il prossimo 21 maggio, appuntamento considerato cruciale per il futuro dell’intero gruppo.
I prototipi a Mirafiori e Balocco: cosa si sa sui test
Secondo quanto trapelato, tra i centri di collaudo di Mirafiori e Balocco — due siti storici del gruppo torinese, profondamente legati all’identità ingegneristica di Fiat e dei suoi marchi derivati — sarebbero attualmente in fase di valutazione alcuni prototipi di Abarth 500 equipaggiati con un motore termico. Il propulsore in questione sarebbe, secondo i rumors, un 1.2 litri potenziato abbinato a un sistema di elettrificazione, configurazione che consentirebbe di rispettare i requisiti normativi sempre più stringenti imposti dall’Unione Europea in materia di emissioni, pur mantenendo il carattere guidistico tipico del marchio.
L’eventuale ritorno al termico — o più precisamente l’adozione di una soluzione ibrida — si articolerebbe su due modelli principali: la Abarth 500 e la Abarth 600, le due vetture attualmente al centro della gamma del brand. Si tratta, è bene ricordarlo, di indiscrezioni che non sono state accompagnate da fotografie di muletti di prova su strada, elemento che in genere rappresenta la prima conferma tangibile dell’esistenza di un programma di sviluppo in corso. L’assenza di questo tipo di documentazione impone cautela nell’interpretare le informazioni disponibili.
Il motore 1.2 della Lancia Ypsilon HF Rally4: il candidato ideale
A supportare la fattibilità industriale di questa indiscrezione è la disponibilità di componenti già sviluppati e testati all’interno della galassia Stellantis. Il candidato principale per spingere le future Abarth ibride sarebbe il propulsore a tre cilindri da 1.2 litri attualmente impiegato dalla Lancia Ypsilon HF Rally4, vettura da competizione che ha riportato il marchio del Lamento alle corse nel segmento rally. Si tratta di un’unità che, pur nascendo con vocazione agonistica, mantiene una base di derivazione strettamente di serie, scelta progettuale che consente di contenere i costi di sviluppo e di garantire al tempo stesso alti livelli di affidabilità per l’utilizzo su strada.
Per ottenere l’omologazione per la viabilità ordinaria, il motore subirebbe i fisiologici adattamenti necessari a renderlo conforme alle normative anti-inquinamento vigenti. In particolare, l’adozione dei necessari filtri e silenziatori comporterebbe una riduzione della potenza di circa il 30% rispetto alla versione da competizione. Questo decremento, che a prima vista potrebbe sembrare penalizzante, riporterebbe tuttavia le prestazioni su valori in linea con quelli delle precedenti generazioni di Abarth 595 e 695, modelli rimpianti da una nutrita comunità di appassionati e che hanno rappresentato per anni il punto di riferimento assoluto per le hot hatch di piccola cilindrata nel segmento sportivo accessibile.
Perché il 21 maggio è la data che tutti aspettano
Al netto delle suggestioni tecniche e delle indiscrezioni di mercato, è fondamentale mantenere un approccio cauto. Allo stato attuale, non vi è alcuna comunicazione ufficiale da parte del management aziendale, né sono emerse immagini o avvistamenti che possano confermare in modo inequivocabile l’esistenza di un programma di sviluppo formalizzato. Gli ingredienti tecnici per un ritorno al motore a combustione interna — o per una soluzione ibrida che ne recuperi l’essenza — sembrano tutti presenti all’interno del gruppo, ma l’effettiva messa in produzione di una tale variante dipenderà dalle rigide logiche di mercato e, soprattutto, dai vincoli normativi in materia di emissioni imposti dall’Unione Europea alla holding Stellantis.
Il 21 maggio rappresenta dunque l’appuntamento cruciale per sciogliere ogni dubbio. In quella data, la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo offrirà finalmente un quadro chiaro e ufficiale sulle strategie di prodotto dei singoli marchi, Abarth incluso. Sarà l’occasione per capire se la casa dello Scorpione sceglierà di ascoltare la voce dei suoi fan più fedeli, quelli che da anni chiedono il ritorno di un Abarth con motore a scoppio capace di emozionare con il suo suono e le sue vibrazioni, oppure se confermerà la rotta elettrica già intrapresa. Per scoprire se i pistoni torneranno a pulsare sotto il cofano delle vetture dello Scorpione, l’appuntamento è fissato e non manca molto.





